Al via l’Open Future di MATERA 2019

reportage e foto a cura di francesca ferrara @netnewsmaker

MATERA – Manca poco meno di un mese alla cerimonia di inaugurazione dell’evento più atteso nella città nota per i suoi Sassi: Matera Capitale Europea della Cultura 2019 aprirà le sue porte il prossimo 19 gennaio. Gemellata con la città di Plovdiv, in Bulgaria, nel 2014 Matera è stata designata a rappresentare il centro nevralgico della cultura europea in Italia superando, tra le varie candidate, città come Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena.

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Negli ultimi quattro anni, in cui istituzioni e cittadini materani hanno vissuto nell’ottica di quanto promosso dal claim della candidatura “Open Future”, Aprire il futuro, si è fatta strada la progettualità di “un movimento che rimuove sistematicamente le barriere di accesso alla cultura: usa nuove tecnologie, adotta licenze aperte per rendere culturalmente ed economicamente sostenibile un modello in cui la produzione culturale è diffusa, orizzontale, partecipata”.

Ma l’ “Open Future” non è solo uno slogan ma è il dossier che fa da canovaccio di quello che è prevista come l’evoluzione della città dal punto di vista culturale, unendo storia millenaria e tradizioni locali con l’innovazione e la contaminazione culturale proveniente anche da altri territori.

Il programma e l’hospitality

Nell’idea di sfida e di rilancio della città, Matera ospiterà cinque grandi mostre e 50 produzioni e co-produzioni. Per ogni mese sono previste quattro mostre in contemporanea e ogni settimana almeno due grandi eventi. In occasione della cerimonia di apertura anche l’inaugurazione della Cava del Sole palcoscenico ufficiale degli eventi classificati #Matera2019 e #OpenFuture

Il programma è consultabile su www.matera-basilicata2019.it

A Matera, già conosciuta e famosa per il suo Rione Sassi, Caveoso e Barisano, da dicembre si respirava il fermento culturale e turistico in atto: popolazione che si appresta ad accogliere il turista specialmente nel Sasso Caveoso dedicato all’hospitality, e attività commerciali maggiormente sviluppate nel Sasso Baresano. Proprio in questa ottica è prevista l’apertura di altri 150 bed&breakfast, per far fronte ai massicci flussi turistici previsti per tutto l’anno.

La sperimentazione del 5G

Partendo dal 19 Gennaio, si tratta di 48 settimane con un programma fitto di eventi, tra mostre, spettacoli, visite guidate in cui la modernità e la contemporaneità del digitale con occhio al futuro (non dimentichiamo che Matera è stata scelta come città pilota, insieme a Bari per la sperimentazione del 5G e a cui è dedicato anche un sito http://www.barimatera5g.it/), con la cultura millenaria, tradizionale, e analogica che l’ha caratterizzata fino agni anni ’50 prima della visita di Alcide De Gasperi e le leggi per lo sfollamento del Rione Sassi verso altri stili di vita.

Percorsi turistici ad hoc

Le luminarie. Tra le grandi attrazioni, a parte l’accensione del  progetto “Lumen/Social Light” che reinterpreta l’antica tradizione delle luminarie, passeggiando per i borghi materani, si potranno incontrare installazioni a forma di indicatori delle mappe digitali chiamati “AziMat” e progettati da Giovanna Bellini, light designer, e costruiti anche grazie all’intervento di aziende di luminarie del Mezzogiorno e al supporto di circa 200 cittadini che hanno preso parte ai laboratori  e cantieri attivati in città a partire da ottobre. Lo scenario delle luci prevede anche altro progetto in cui la partecipazione dei residenti è attiva (si parla di circa 6000 cittadini impegnati in questa attività laboratoriale). Si tratta delle oltre 3000 “bag-light per “farsi luce” e costruire percorsi luminosi specialmente nelle zone meno battute e sconosciute e normalmente considerate anonime e marginali ai principali tragitti.

Le case – grotta e le chiese rupestri. Le case grotta, del Rione Sassi, sono state scolpite nella calcarenite, e la visita riporta ad un tempo passato, dove in un unico ambiente vivevano le famiglie numerose e nell’altro gli animali o le chiese rupestri, tipiche dell’era medievale, scavate nella roccia come luoghi di culto e poi adibite ad alloggio per animali.

Salvador Dalì in mostra. Nel Sasso Baresano il protagonista è il genio dell’artista spagnolo Dalì, pittore, scultore, scrittore, fotografo, cineasta, designer e sceneggiatore che guardava al mondo, agli oggetti e all’umanità con una visione che andava a rompere schemi, geometrie del passato e concetti statici del tempo così come delle forme.

Sarà facile incantarsi dinanzi all’orologio sulla via principale del rione o davanti alla ballerina o all’elefante o alle lumache e rinoceronti.

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