Centinaio al Vinitaly: puntiamo su cibo, vino e turismo di ritorno

Si è aperta domenica 7 aprile la 53a edizione di Vinitaly la fiera internazionale del vino italiano, che vede oltre 4600 espositori di tutta Italia e buyer da 143 Paesi. All’inaugurazione della manifestazione erano presenti il commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, il vice premier italiano Matteo Salvini e il ministro delle Politiche agricole e del Turismo, Gian Marco Centinaio.

«L’Unione europea esporta oltre 20 miliardi di euro di vino, dei quali oltre 6 miliardi vengono dall’Italia – ha spiegato Hogan -. Sono convinto che i viticoltori avranno ancora più successo nei prossimi anni. Come Unione europea stiamo lavorando per costruire rapporti commerciali in tutto il mondo e la diplomazia economica sta dando grandi risultati, dall’Asia ai nuovi mercati emergenti come l’Australia».

Matteo Salvini ha parlato di infrastrutture, annunciando lo sblocco della Tav sull’asse Brescia-Verona-Vicenza-Padova: “Il vino, come le persone, ha bisogno di spostarsi e se non si muove l’alta velocità, noi il vino lo teniamo in cantina”.

Un’altra missione annunciata dal Governo riguarda lo snellimento della burocrazia, come assicurato dal ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio. “L’obiettivo che abbiamo come ministero è quello di promuovere il brand Vinitaly, che è fra i più conosciuti al mondo e che ci permette di comunicare il valore dei nostri territori del vino, che esprimono 523 diverse identità enologiche tra Dop e Igp”.

Il ministro non ha poi perso l’occasione per parlare di turismo: “Stiamo lavorando per mettere assieme enogastronomia e turismo e portare a tutti gli eventi di settore anche il mangiare e il bere del nostro Paese. Stiamo inoltre lavorando molto sul turismo di ritorno per far visitare l’Italia alle generazioni che hanno un legame con il nostro paese perché figlie dell’emigrazione in paesi come Argentina, Brasile, Stati Uniti e in parte Australia, luoghi da cui possiamo aspettarci dei flussi consistenti. Puntiamo a progetti come questo più che all’anno dei cammini o all’anno del turismo lento fatti per riempire la bocca del ministro di turno”.

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