Conservare e raccontare l’anima dei luoghi

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blogger_bartolomai-jpgIl FAI nasce da una storia fatta di passione e determinatezza. Nel 1975, nel pieno boom del consumo del suolo e delle risorse ambientali, un gruppo di persone fortemente motivate firma l’atto di fondazione del FAI – Fondo Ambiente Italiano www.fondoambiente.it nell’intento di dare il loro contributo concreto per salvare l’immenso e vulnerabile patrimonio artistico e paesaggistico dell’Italia.

Da un’idea, anzi, da un sogno, la cui realizzazione sembrava così illusoria all’epoca, è nata la più grande organizzazione privata per la conservazione e valorizzazione dell’heritage italiano, riconosciuta e stimata oggi sia dai cittadini che dalle istituzioni di Stato.

Dopo 41 anni di attività attenta, sostenuta da tanti cittadini privati, aziende e istituzioni illuminate, il FAI ormai ha un patrimonio di 56 beni (di proprietà in seguito a lasciti o in concessione) di cui cura il restauro, la conservazione e, per 34 di essi, l’apertura al pubblico (www.visitfai.it).

Dal castello sabaudo all’agrumeto di antiche origini, dalle ville e case museo alle abbazie e aree naturali… Tutti questi luoghi, e i relativi progetti di restauro, conservazione e gestione, sono ispirati dallo stesso spirito: scoprire, far conoscere e preservare l’anima di ogni luogo in piena sintonia con il suo contesto culturale, storico, sociale, spirituale ed ambientale.
Per il FAI, infatti, la conservazione di un luogo non è mai solo un progetto di restauro artistico -architettonico e di ripristino di una struttura, ma si basa invece sempre su un’approfondita ricerca dell’intero contesto: la storia delle persone che lo hanno vissuto, il tessuto sociale che lo ospita, il paesaggio nel quale è inserito, il clima al quale è esposto, l’agricoltura e tutto il sistema produttivo di cui fa parte. Grazie a questo fondamentale passaggio, un bene FAI riesce a conservare e trasmettere l’anima stessa del luogo.

schermata-2016-09-30-alle-09-44-38Anche nella fase successiva – la fase di gestione e apertura al pubblico, delle attività proposte e ospitate – il FAI viene guidato dallo stesso principio: conservare e trasmettere l’autenticità del luogo.

Ed è questa autenticità che piace ai visitatori, turisti o ospiti che siano. Si sentono parte di una storia, accolti da un’ospitalità attenta, quasi all’antica, coccolati nella loro sensibilità verso la bellezza e le cose ben fatte.

Scriviamo su questo blog perché ci piace l’idea di condividere le nostre passioni con un pubblico più ampio e internazionale, e con chi per professione si occupa di meeting, convention, congressi, manifestazioni di vario tipo. Vorremmo che tutti fossero consapevoli che la tutela e la fruizione responsabile di un luogo non si escludono affatto. Anzi, chi sceglie di organizzare il suo evento MICE all’interno di un bene FAI, non solo trova un luogo magico e unico dove stare serenamente insieme, ma sceglie anche di contribuire a un’idea più grande che va oltre l’evento stesso: salvare un pezzo d’Italia!

Nelle prossime settimane vi racconteremo storie di collaborazioni felici tra i luoghi di cui ci prendiamo cura e le aziende o i professionisti del settore che optano per i nostri beni come location per i loro eventi. Vi prenderemo per mano conducendovi in un viaggio nei nostri beni più belli e vi dimostreremo che il rispetto e la sostenibilità sono sempre una scelta vincente.

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