Crociere: gli armatori puntano sulla Cina, cinesi permettendo

Ben due navi da crociera dedicate espressamente al mercato cinese saranno varate quest’anno: la prima è Costa Venezia, la cui partenza avverrà il prossimo weekend, e sarà seguita ad aprile da Spectrum of the Seas di Royal Caribbean. I numeri a supporto di queste due operazioni parlano di grandi opportunità e di ampi margini di crescita. Michael Thamm, Amministratore Delegato del Gruppo Costa e di Carnival Asia, ha infatti affermato: “Il mercato delle crociere in Cina ha iniziato a svilupparsi dal 2006, grazie all’arrivo di Costa. Una azienda espressione dell’eccellenza italiana che da allora ha contribuito a una notevole crescita: nel 2018 ci sono stati 2,5 milioni di cinesi in crociera. Il potenziale di sviluppo futuro è ancora enorme: i crocieristi in Cina rappresentano al momento meno del 2% dei cinesi che fanno vacanze all’estero”.

Il progetto Costa Venezia

Da constatazioni come questa nasce il progetto di Costa Venezia, l’ultimo gioiello di Costa costruita da Fincantieri nello stabilimento di Monfalcone. Una nave che dal 1° marzo 2019 offrirà il meglio dell’Italia alla clientela cinese, rafforzando la leadership di Costa in Cina. Rientra nel piano di espansione anche la recente partnership siglata tra Carnival e China State Shipbuilding Corporation, una delle più grandi aziende cinesi di costruzioni navali. Obiettivo: creare un nuovo brand di crociere che opererà in Cina. Come spiega Michael Thamm: “La joint venture che abbiamo siglato ha un’importanza strategica per tutte le parti coinvolte: rafforzerà ulteriormente la presenza di Costa sul mercato, genererà un impatto economico significativo per l’Italia, con il coinvolgimento di altre realtà imprenditoriali di eccellenza quali nostri partner, ad esempio per la costruzione di nuove navi, e creerà opportunità per accrescere i legami economici fra Italia e Cina creando un ecosistema globale”.

Spectrum of the seas

Ad aprile 2019 Spectrum of the Seas salperà da Barcellona verso Shanghai, dove proporrà itinerari inediti con scali in nuovi porti, come Hakodate e Niggita, in Giappone, Ilocos nelle Filippine e Vladivostok, in Russia. Nell’inverno 2019, la nave si riposizionerà a Hong Kong.
“Con il debutto di Quantum of the Seas, tre anni fa, a Shanghai, abbiamo rivoluzionato l‘idea di crociera in Cina. E lo stesso faremo con Spectrum of the Seas ” ha dichiarato Michael Bayley, Presidente e CEO di Royal Caribbean International. “L’arrivo della nostra attesissima unità di classe Quantum Ultra rappresenterà per l’industria crocieristica un salto, è il caso di dire, quantico, con particolare riferimento alla progettazione e alle esperienze di bordo, studiate su misura per gli ospiti cinesi”.
Dopo 10 anni in Cina Royal Caribbean ha affermato di aver visto lo scorso anno i primi dividendi con circa mezzo milione di passeggeri cinesi, pari a una quota di mercato del 20%. Con l’arrivo di Spectrum si punta quindi ad aumentare questa quota e ad aumentare il numero di cinesi che partiranno per la propria prima crociera.

Avvisaglie negative

Questi due grandi progetti rischiano però di scontrarsi con una realtà dove altri player non sono riusciti a sfondare negli anni scorsi. Come Ncl, che due anni fa ha posizionato in Cina la sua Norwegian Joy, costruita e arredata anch’essa in maniera specifica per il mercato asiatico. Norwegian Joy è la seconda nave più grande della flotta NCL e per adeguarsi al suo mercato di riferimento è stata pensata con grandi aree dedicate allo shopping e al gioco d’azzardo (tre casinò invece di uno), con una conseguente riduzione dell’offerta culinaria. Le prenotazioni non hanno però raggiunto il successo sperato: il mercato delle crociere cinese non sta crescendo come gli armatori hanno previsto, tanto che Ncl ha deciso di riposizionare la nave in Alaska dopo un restyling a Genova per ri-occidentalizzarla al costo di 50 milioni di dollari. Riusciranno Costa e Royal dove NCL ha fallito?

 

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