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Luglio 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bormio Terme

 

 

La Valtellina tra mele e fitness

Recentemente la Valtellina ha aggiunto una voce all’elenco dei suoi gioielli gastronomici. A bresaola, pizzoccheri, formaggi, vini e miele si unisce infatti la nuova Igp delle mele, la quarta in Italia per questo specifico prodotto dopo i precedenti di Alto Adige, Val di Non (Trentino) e Annurca (Campania).

La melicoltura in provincia di Sondrio è una nuova scommessa , pur affondando le proprie radici in un passato abbastanza remoto. Le prime annotazioni sulla coltivazione del melo in orti e giardini privati risalgono al 1616, lo sviluppo risale però al secondo dopoguerra. Nel 1992 nasce il consorzio Melavì, per volontà di tre cooperative (Ponte in Valtellina, Villa di Tirano e Alta Valtellina) che riuniscono a loro volta un migliaio di aziende agricole conferenti. Oggi in Valtellina ci sono circa 1500 ettari di terreno destinato alla melicoltura, a un’altitudine che varia tra i 200 e i 900 metri sul livello del mare, per una produzione di circa 300 mila quintali di prodotto. Tre le varietà: la “gialla” (Golden Delicious), la “rossa” (Red Delicious) e la cosiddetta “estiva” (Gala) che viene raccolta a metà agosto. Altre varietà coltivate sono le Fuji e Morgenduft. Si stima che le mele valtellinesi arrivino sulle tavole di un milione di potenziali consumatori, oggi anche sotto forma di succo.

Rendono unico questo prodotto la posizione della valle “traversa”, da est a ovest e con la protezione alle spalle delle Alpi Retiche che assicurano quel particolare microclima che poi ha permesso nei secoli anche la coltivazione della vite. I frutteti, esposti a sud, sono raramente soggetti a gelate invernali e d’estate la temperatura può superare tranquillamente i 30 gradi. C’è poi una ventilazione particolare, quella del föhen, un vento secco e caldo che causa impennate improvvise della colonnina di mercurio anche nella stagione fredda. Insomma, i valtellinesi che vivono nella riva alta dell’Adda sono baciati dal sole ed è proprio in questo versante che hanno piantato gli alberi di mele, mentre la riva meridionale esposta a tramontana è occupata soprattutto da castagno e piante tipicamente alpine.

Altra peculiarità della Mela di Valtellina Igp è rappresentata dalla colorazione molto intensa dei frutti e dalla forma allungata, polpa compatta e alta conservabilità; caratteristiche esaltate dall’irraggiamento solare particolare ottenuto per l’esposizione orografica unica della Valtellina.
C’è poi un severo controllo della produzione sia come tracciabilità, sia per quanto riguarda le rese (non oltre le 65-68 tonnellate per ettaro) e la stessa presenza di piante per ettaro (sempre meno di 4 mila). Tutti i passaggi della filiera, dal campo fino alla tavola, vengono certificati garantendone qualità e salubrità.

Una mela al giorno leva il medico di torno” sostiene la saggezza popolare. Se non dovesse bastare, proprio in Valtellina è presente uno dei centri termali più importanti della Lombardia con quattro eleganti strutture: Bormio Terme, Bagni Vecchi, Bagni nuovi e Bagni di Masino. A Livigno inoltre è stato inaugurato lo scorso anno il Wellness Park AquaGranda (www.aquagrandalivigno.com), il più grande d’Europa con oltre 20 mila metri quadrati di benessere nel cuore delle Alpi www.valtellina.it