Il ROI di Brand USA: 5,4 milioni di visitatori in più e 38,4 miliardi di impatto economico in 5 anni

La legge fortemente voluta dall’ex presidente Obama che finanziava con una delega diretta Brand Usa potrebbe decadere nel 2020 quando tutti i finanziamenti del turismo verranno inseriti in un paniere generale a livello nazionale. E’ una preoccupazione che gira nell’aria come un vento poco piacevole. E quindi Roger Dow, Ceo e Presidente di US Travel- dimagrito e in grande forma, apre la conferenza stampa del 50° IPW con una dichiarazione che non lascia spazio all’immaginazione.
“Il lavoro impagabile e di valore eccezionale di Brand USA per promuovere l’America nel mondo non deve e non può essere messo in discussione, pertanto US Travel lavorerà in modo costante a Washington affinché “Brand Usa is here to stay” ovvero Brand Usa rimanga tale e quale e continui a lavorare, perché è un partner prezioso per dare il benvenuto in America al mondo”.

 

Ed infatti Chris Thompson, Presidente e CEO di Brand Usa, comincia con i dati di Roi dell’attività di promozione degli ultimi cinque anni. E sono dati che non lasciano spazio all’interpretazione di un lavoro di successo per promuovere gli Usa. Oltre 800 partners commerciali consociati in Brand Usa, 5,4 milioni di incremento di visitatori, 17, 7 miliardi di dollari di incremento negli incassi generati dal turismo, 38,4 miliardi di dollari di impatto economico generato, 51.000 posti di lavoro creati ogni anno, 154 milioni annui di contatti social, 1,6 milioni di incontri e contatti commerciali. Brand Usa è orgogliosa di ribadire che il loro lavoro è promuovere il marketing dell’America come prodotto in sé. Altra novità presentata, GOUsaTV, con 2milioni di contatti che devono salire presto ai 3 in obiettivo.

Ci sono poi i progetti futuri; il canale tematico dedicato ai viaggi legati al food e la promozione dell’America attraverso la musica, un progetto ambizioso che racconta il continente attraverso la grande varietà dei suoi generi musicali, come in parte era già stato con America’s musical journey, il film in Imax con la narrazione di Morgan Freeman. Arja Adair, uno dei cinque artisti emergent che Brand Usa in partnership con Spotify ha chiamato a reinterpretare “do You Wanna Dance?” di Bobby Fisherman è venuto a presentare “Hear the Music, Experience the USA” la campagna che utilizza cinque generi musicali diversi per far capire le differenze culturali e tematiche degli Usa attraverso una esplorazione unica del suono, Arja presenta brevemente il progetto dal palco prima di cedere ancora la parola a Chris Thompson.

E’ il momento di spiegare il ruolo istituzionale di Brand Usa: far capire la complessità delle procedure di immigration, l’importanza della sicurezza senza la quale non c’è turismo; ma Chris Thompson dice chiaramente che “il governo è oggi concentrato sulla sicurezza dei confini; ma dobbiamo affermare che si può essere allo stesso tempo sicuri ed accoglienti”; Thompson conclude indicando il turismo come mezzo per superare le barriere di razza, ideologia, preconcetto. Una tematica che sarà ripresa anche al pranzo inaugurale da Roger Dow che aprirà il suo intervento citando Mark Twain “”Il viaggio è fatale al pregiudizio, al bigottismo e alla ristrettezza mentale, e molti di noi ne hanno estremamente bisogno proprio per questo motivo. Le vedute ampie, sane e buone non possono essere acquisite vegetando tutta la vita in un piccolo angolo della Terra”.

Sempre nel pranzo inaugurale, finale con la musica d’annata (o dannata) dei B52, solo un anticipo della tanta presenza rock che animerà questo IPW di Denver.

Da Denver
Fabrizio Mezzo
Senior Editor

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