Investite sulle riviste di settore

Mi rendo conto, il titolo è un po’ autoreferenziale, ma volevo portare la mia personale esperienza da investitore nel settore delle campagne pubblicitarie online, siano esse relative a social media, SEO&SEM o webmarketing.

SEO&SEM – Per comparire nelle prime posizioni di Google sono due i lavori da fare: il primo è la search engine optimization, ottimizzazione del codice ma anche scelta dei contenuti da pubblicare e delle parole chiave da utilizzare nei titoli e nelle tag, e ovviamente la mappa del sito. La seconda è il search engine marketing, ovvero tutti quegli investimenti su Google Adwords che consentono di scalare classifiche nelle pagine ricerca di Google (SERP). Ovviamente è per semplificare, dietro queste poche righe si nasconde un lavoro di tecnici che certosinamente valutano trend e parole chiave da utilizzare, inviando infiniti report al cliente.

SOCIAL MEDIA – La mia esperienza nei social media mi dice che con Facebook, YouTube e recentemente anche Instagram puoi raggiungere la più ampia fetta possibile di pubblico con investimenti relativamente limitati rispetto alla quantità di utenti raggiunti. LinkedIn è molto più profilato in termini di contatti ma costa ovviamente molto di più. I costi sono determinati dalle impressions (quante volte un post viene visionato) e i click ( quante volte dal post si accede tramite link al sito dell’inserzionista). Cosa risaputa.

WEBMARKETING – Il marketing digitale è invece tutto ciò che riguarda la creatività sul web. Dietro questo termine si celano intere categorie di lavoratori: grafici, account, social media manager, agenzie web, ma anche registi, tecnici e testimonial. Costa ovviamente più dei precedenti ma permette di colpire e raggiungere (con il supporto di investimenti nei SOCIAL MEDIA) un ampia fetta di pubblico.

Anche seguendo questi tre imprescindibili passi, il risultato non sempre è immediato. Tradotto il grande traffico su un portale non è necessariamente foriero di vendita immediata del prodotto, così come non lo è investire in giganti come Google, LinkedIn e Facebook. Si fa un po’ di branding, niente di più.

Per vendere bisogna che il sito sia di facile lettura e che la call to action (nel caso degli alberghi il link alla prenotazione della camera) sia di facile reperimento.

Nel settore della meeting & event industry nazionale non funziona così. Google è ingolfato di siti che rincorrono giustamente investimenti in tal senso, non sempre però raggiungendo gli obiettivi prefissati in termini di reali conversioni. Soprattutto in Italia, dove il boom del digitale è un fenomeno abbastanza recente, le prenotazioni online delle sale meeting non avvengono con la stessa frequenza rispetto a Stati Uniti o altri Paesi europei.

Non è soltanto il gap digitale a determinare questo fenomeno: gli eventi, non ci stancheremo mai di ripeterlo, non possono essere trattati alla stregua del turismo leisure dove una camera può essere venduta facilmente dall’albergo sfruttando soltanto la comunicazione web. L’evento non è mai la semplice prenotazione di una sala meeting. L’evento è incontrarsi per comunicarsi qualcosa, è cura nei dettagli, è trattativa con chi sta dall’altra parte, è fiducia nell’interlocutore.

L’evento è qualcosa che ieri non c’era e domani prende forma con la forza di chi lo ha immaginato.

Noi ne abbiamo immaginato uno ricco di contenuti e sorprese. Titolo Digital Mice, data 13 Settembre 2017, location East End Studios di Milano. Al seguente link la presentazione ufficiale, presto nuovi aggiornamenti.

 

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