Jacopino contro le multinazionali

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multinazionaliSono odiate, detestate e indagate eppure nessuno può fare a meno di loro.

Parliamo delle multinazionali. Quelle che producono in Asia a basso costo, che godono di agevolazioni fiscali che un piccolo medio imprenditore può solo sognare, ma che si tutelano nei confronti dei loro clienti con contratti lunghi 50 pagine, che metti caso ti chiamassi Berlusconi e avessi le finanze per pagare i più bravi avvocati del pianeta rischieresti comunque di perdere.

Eppure ogni tanto emergono con tutti i loro limiti: vedi SKY che decide di fare fuori Paolo Di Canio accusato di apologia di fascismo per un tatuaggio, vedi McDonald’s che a furia di sostituire dipendenti con macchine ha una lista d’attesa più lunga che nei ristoranti di Cracco, Canavacciuolo e Bastianich messi insieme, vedi la compagnia telefonica Tre contro cui un paio di settimane fa si è scagliata tutta la mia ira.

Vi racconto l’antefatto.

Tornato dalle vacanze mi sono accorto che a casa dei miei genitori la connessione WiFi sottoscritta con la compagnia Tre non era più funzionante.

Chiamando il servizio di assistenza (sito nella più economica Albania) mi spiegano che la carta di credito associata era scaduta e che per riattivare l’abbonamento sarebbe bastato rilasciare i nuovi dati della carta.

Ok nessun problema. Fornisco i nuovi dati della carta ma l’abbonamento WiFi continua a non funzionare.

A questo punto il servizio assistenza mi consiglia di andare nella sede centrale della Tre a Milano.

Lì apprendo che, essendo la carta di credito scaduta da più di tre mesi, il contratto era stato disdetto di default, che non c’era modo di riattivarlo e che comunque dovevo pagare la penale.

Faccio notare che mi sta bene tutto, ma che tramite il servizio clienti sito in Albania la Tre si è impossessata illegalmente dei numeri della mia nuova carta di credito promettendomi una riattivazione dell’abbonamento che la sede centrale di Milano ha definito impossibile.

“Nulla da fare, il contratto parla chiaro, deve pagare la penale; paghi e poi per il discorso della carta di credito parli con il 133, noi siamo una multinazionale, potrà capire”.

“No – dico io – voi siete il braccio destro che non sa quello che fa il sinistro”.

Sbollita la rabbia e non avendo né tempo né soldi da sprecare per indire una causa che nel migliore dei casi si risolverebbe tra una decina di anni, non mi è rimasto che scrivere questo articolo e, finito di pagare le penali, passare speranzoso a un’altra compagnia.

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