Difendiamo a spada tratta i tartinari

Bistrattati in ogni dove, tartinari e clandestini, sono le pecore nere del settore. Certo, potrebbe non far piacere agli organizzatori e agenzie vedere che il momento più interessante della conferenza curata fin nei minimi dettagli è quello del banchetto finale. Sicuramente può dispiacere, ma poi, ci rifletti e arrivi alla conclusione che le aziende di catering dovrebbero ergere un monumento agli “imbucati”. E allora parte la rivalutazione degli abusivi del buffet, anche perché, in fondo in fondo, tartinari lo siamo un po’ tutti.

"Fantozzi"Storie ne girano tante, come quel giornalista che dopo un abbuffata straordinaria in un prestigioso hotel di Venezia a seguito di un viaggio stampa, si è svegliato la mattina dopo rivestito di carta igienica in Piazza San Marco, scambiato per una mummia dai passanti. Nella commedia italiana rimane indimenticabile l’inadeguatezza di Fantozzi ospite della cena aziendale, che, dopo essersi ingoiato un tordo intero, finisce la serata inseguito da Ivan il Terribile XXXII, l’alano della contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare.

I cacciatori di tartinari hanno escogitato diversi metodi per combattere questi pericolosi personaggi. Mi diceva la direttrice di un importante convention bureau estero, che la loro associazione ha creato una sorta di black list da consultare ogni qual volta si organizza un evento. In America pensavano di aver risolto il problema grazie a un sito che misura l’influenza degli utenti sui social media, tuttavia l’approccio quantitativo e non qualitativo dell’analisi ha mostrato i suoi limiti. Ma il tartinaro italiano è furbo e in una maniera o nell’altra riesce sempre a eludere la sorveglianza. A questo punto la soluzione potrebbe essere organizzare un evento per soli tartinari, un po’ razzista ma sicuramente divertente ed efficace. Nella peggiore delle ipotesi ci si potrebbe svegliare tutti quanti sotto le cupole di San Marco.

Jacopo Angri