Osservatorio fiere

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blogger_cantella-jpgAprire un discorso partendo dal metodo induttivo, specie se si parla di fiere, può sembrare anomalo; ma è naturale per chi – nonostante una militanza ventennale in settori e quartieri fieristici diversi tra loro – ha visto nascere una fiera e l’ha poi seguita amorevolmente nella crescita per oltre vent’anni.

Quindi, prima di affrontare temi generali comuni a tutte le fiere, con un sano metodo deduttivo, eccomi a scrivere della BMT, nata a Napoli nel 1997, all’epoca in cui c’erano solo due manifestazioni dedicate al turismo: la BIT, leader indiscussa per il turismo italiano, e il TTG, un piccolo workshop con area espositiva.

Individuata la location, ci furono i primi contatti con i grandi nomi del turismo operanti in Italia. Fu scelto il weekend dopo Pasqua, 4 – 6 aprile 1997, per permettere agli espositori di presentare le offerte per l’estate nel momento in cui le agenzie di viaggi erano ben predisposte ad ascoltare. Tante quelle che vennero in visita e significativo il titolo dedicato alla BMT dal principale quotidiano turistico: “Nata Grande!”.

La realizzazione di una fiera ha tempistiche e procedure quasi standardizzate, ma affrontarle la prima volta, e senza il supporto del www, ha qualcosa di eroico. I rapporti erano personali e diretti, telefonici e riservati, con un largo uso di lettere e fax: insomma, erano altri tempi.

Agli albori della BMT, l’Alitalia era la compagnia di bandiera e riconosceva una commissione alle agenzie, contribuendo in modo significativo alla loro gestione economica. I Tour Operator erano i principali attrattori per gli agenti di viaggio, con i loro pacchetti turistici e con area manager e produttori, trait d’union fra grossista e dettagliante.

Oggi in fiera compagnie aeree e T.O. sono quasi scomparsi, anche gli enti del turismo stranieri, gettonatissimi prima dell’avvento del web, si sono ridotti, mentre è vasta la presenza di aziende turistiche che lavorano prevalentemente con internet. Tra fallimenti, chiusure e accorpamenti, molte aziende non esistono più, anche se qualcuna che ha partecipato a tutte e venti le edizioni resiste ancora!

Gli espositori oggi sono più sobri, preferendo l’esserci all’apparire; sono gli incontri tecnici, il confronto tra colleghi e la ricerca di informazioni che continuano a rappresentare i motivi principali per partecipare.

Nel tempo i due padiglioni con 80 stand del primo anno sono cresciuti fino a raggiungere la quota di 500 espositori, con un’area dedicata ai workshop tematici sul turismo ricettivo con oltre 350 buyer. Migliaia gli incontri che si sono svolti nel corso degli anni, alcuni dei quali hanno dato vita a rapporti di lavoro continuativi, veicolando in Italia decine di migliaia di turisti.

Gli effetti sul territorio di una fiera che dura tre giorni all’anno, alla fine si sono rivelati costanti e duraturi!

 

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