Perché George Clooney ha chiesto di boicottare il Principe di Savoia e l’Eden

Il 3 aprile 2019 entra in vigore nel sultanato del Brunei un nuovo codice penale basato sulla sharia, la legge islamica, che prevede frustrate a morte e lapidazione per gay e adulteri, la fustigazione per le donne che abortiscono e il taglio di mani e piedi per chi viene colto a rubare. Una pratica barbara che ha spinto molti personaggi famosi, guidati da George Clooney, a boicottare gli hotel di proprietà del sultano del Brunei, Haji Hassanal Bolkiah. Gli hotel in questione, di proprietà di Dorchester Group, sono 9 e tra questi figurano il Principe di Savoia di Milano e l’hotel Eden a Roma. Gli altri 7 sono invece The Dorchester, 45 Park Lane e Coworth Park in UK, The Beverly Hills Hotel e Hotel Bel-Air negli USA e Le Meurice e Hotel Plaza Athenee in Francia.

Nella sua presa di posizione Clooney spiega: “Sono ottimi hotel. Le persone che ci lavorano sono gentili e disponibili e non hanno niente a che fare con il proprietario. Ma ogni volta che vi soggiorniamo o organizziamo un meeting o una cena, stiamo mettendo soldi nelle tasche degli uomini che scelgono di lapidare e di uccidere i propri cittadini per il solo fatto di essere gay o accusati di adulterio”

Un punto di vista che in queste ore viene rilanciato da molti altri vip, come Elton John, e da diverse testate internazionali, e che per questo rischia di creare un danno di reputazione non indifferente ai 9 hotel presi di mira. Un portavoce del Principe di Savoia ha dichiarato a Il Giorno: “Il codice etico di Dorchester Collection ribadisce l’importanza dell’uguaglianza sociale e del rispetto. Inclusione e diversità sono alla base dei nostri valori, non tolleriamo alcuna discriminazione”. Una precisazione doverosa, ma probabilmente non basterà per respingere l’ondata di indignazione che sta montando dopo che anche l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet ha dichiarato: “Mi appello al governo affinché blocchi l’entrata in vigore di questo nuovo codice penale draconiano che, se verrà applicato segnerà una grave battuta d’arresto per la tutela dei diritti umani”.

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