Pochi voli e tariffe troppo alte: l’Osservatorio congressuale siciliano lancia l’allarme

In occasione della VII Masterclass del Sicilia Convention & Visitor Bureau, tenuta al Saracen Sands Hotel & Congress Centre a Palermo, in presenza di oltre 70 operatori del settore turistico e degli eventi siciliano, sono stati resi noti i dati dell’Osservatorio Congressuale Siciliano 2017, ricerca realizzata in collaborazione con Unicredit con i dati, raccolti dal dicembre 2017 ad agosto 2018 e relativi agli eventi confermati in Sicilia nel periodo gennaio-dicembre 2017.

La mappa del comparto, bisogna precisarlo, soffre della poca collaborazione delle aziende nel rivelare i dati e parte da un campione basso, meno dell’1% delle società del settore, la maggior parte hotel, da cui è comunque possibile trarre delle conclusioni significative.

Per questo va preso con le molle il dato delle 4.817 le richieste di eventi segnalate nel 2017, di cui 1.513 confermate, contro le 11.044 dell’anno precedente (3.856 confermati). Più che sul numero bisogna concentrarsi sulla percentuale di conversioni: il 31% di conversioni nel 2017 contro il 35% nel 2016, un numero comunque in calo che viene imputato dal 25% dei rispondenti alle scarse connessioni aeree e dal 17,5% alle tariffe più alte della media delle destinazioni concorrenti.

Degli eventi censiti, il 61% si localizza tra le province di Palermo e Catania, con una percentuale ridotta rispetto allo scorso anno (82% nel 2016), seguite da Taormina, Sciacca e Ragusa, queste ultime costantemente presenti tra le sedi preferite negli ultimi anni. Scende Siracusa e tacciono Enna e Caltanisetta, non rappresentate nell’analisi per assenza di rispondenti. Meeting hotel e resort congressuali sono le venue scelte, rispettivamente nel 67% e 18% dei casi.

Cambiano i canali di provenienza delle richieste: se il 2016 è stato all’insegna delle richieste veicolate dal Convention Bureau e dai canali online (web, newsletter e social), il 2017 segna un ritorno del canale commerciale B2B e della conversione delle relazioni consolidate (87%).

Stabile il peso delle agenzie italiane nella committenza, mentre cresce il peso delle straniere (15% contro il 12% dello scorso anno), a fronte di un calo progressivo delle richieste dirette dai clienti finali (32% nel 2017, contro il 35% del 2016 ed il 59% del 2015).

La tipologia degli eventi confermati per il 60,2% si concentra nelle categorie meeting, congressi, conferenze, meeting associativi e convention, mentre è diminuita rispetto al 2016 l’incidenza degli altri tipi di eventi, che raggiungono quasi il 40%. In aumento nel 2017 gli eventi medico scientifici (+1,5%), quelli sportivi (+5,4%) e quelli istituzionali-politici (+2,6%), mentre si registra un calo dei settori scientifico-tecnologico e abbigliamento e moda, che nel 2016 avevano fatto registrare una sensibile crescita.

La stagionalità degli eventi segnala che c’è una concentrazione degli eventi nei mesi primaverili (48%) e in quelli autunnali (29%), con una sensibile crescita al 2016 nei mesi di maggio e giugno e di settembre e ottobre. Intorno ai 3 giorni la prevalenza degli eventi registrati, in aumento rispetto alla permanenza media del 2016 che si fermava a 2 giornate.

Si continua a registrare una maggiore incidenza rispetto al passato degli eventi di grandi dimensioni (46% con più di 100 delegati): ben 256 eventi con oltre 600 delegati. Mentre nel 2016 gli eventi di provenienza locale avevano un maggiore peso nel campione, nel 2017 il 42% è dato da eventi nazionali.

Bassa invece la percentuale di quelli internazionali (19%). Lombardia e Lazio le principali regioni di provenienza del delegati nel 2017, mentre USA (5%), Inghilterra (5%), Germania (7%) e Francia (4%) rappresentano il principale bacino di utenza oltreconfine.

Degli eventi censiti nel 2017, più della metà del 25% delle imprese dichiaranti quanto fatturato (pari a 34,4% degli eventi confermati), nel complesso ha prodotto nel 2017 un fatturato superiore ai 500.000 euro e per singolo evento tra i 10 ed i 50 mila. Considerate le potenzialità del mercato con riferimento alle richieste pervenute dai nostri rispondenti (4.817 nel 2017) si stima che il fatturato complessivo prodotto dal comparto congressuale siciliano nel 2017 possa attestarsi tra 150 e 2oo milioni di euro.

Confortante il dato delle aziende che hanno dichiarato di avere in programma investimenti nel settore congressuale: il 43%, la stessa percentuale delle imprese che prevede una crescita del fatturato per l’anno 2018.

More 478 posts in In primo piano
Articolo consigliato
Operazione extra lusso: LVMH acquisisce Belmond per 3,2 miliardi di dollari

Il colosso del lusso LVMH, che possiede, tra gli altri, i marchi Fendi, Luois Vuitton...