Prossimo Premier? Facebook dice Salvini.

      Nessun commento su Prossimo Premier? Facebook dice Salvini.

“Abbiamo perso su internet” ha detto ai suoi Matteo Renzi nel recente congresso del PD a seguito della sconfitta al Referendum e alle sue dimissioni da Capo del Governo.

Questo basta a spiegare un divario del 10%?

image

Il web può spostare in maniera così sostanziale l’opinione pubblica o quello di Renzi è solo un indicazione in vista della prossima, imminente, campagna elettorale?

Se è vero che i partiti rivali, a partire dal M5S, hanno costruito sul web la base del loro consenso elettorale, è anche vero, che negli ultimi anni, anche i partiti tradizionali hanno imparato a usare questo strumento.

Ne sono testimonianza la pagine Facebook di alcuni papabili candidati Premier alle prossime elezioni. Se il candidato venisse scelto in base ai fan ottenuti sul social ideato da Marck Zuckerberg sarebbe infatti Matteo Salvini a diventare il nuovo Primo Ministro italiano.

Con 1 milione e 700 mila “like” “ il leader delle Lega guida questa speciale classifica seguito da Di Battista 1,3 M, Renzi 1 M, Berlusconi 900 mila, Di Maio 900 mila, Raggi 700 mila. A dire il vero in testa ci sarebbe Beppe Grillo, con 1,9 milioni di voti, ma difficilmente sarà il suo, il nome proposto dai 5 Stelle.

Se Facebook vede il trionfo di Salvini, su Twitter l’indiscusso padrone è Matteo Renzi: 2,8 milioni di follower contro i “soli” 320 mila del Matteo lombardo. Su Twitter Renzi batte anche l’acerrimo nemico Grillo, che si ferma a 2,2 milioni di follower.

Visti tutti questi numeri la vera domanda è: come si vince sul web?

Nelle ultime elezioni il Comitato del Sì si è impegnato a mostrare i lati positivi della riforma attraverso video e slide; il Comitato del No ha portato invece all’attenzione degli utenti gli aspetti negativi. Non sono mancati i colpi bassi dall’una e dall’altra parte, il web ha assorbito le informazioni e ha votato.

Da questa analisi si potrebbe concludere che su internet la migliore strategia sia l’attacco.

Strategia, quella dell’attacco, che sembra andare per la maggiore anche nel settore turismo.

In questi giorni ho visto una pubblicità realizzata da Visit Naples che mette a confronto le opportunità turistiche offerte dalla città partenopea rispetto a quelle offerte da Londra, Amsterdam, Barcellona e Roma.

Il risultato, in attesa della replica degli avversari, è uno schiacciante 4-0.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *