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Quotidiano di riferimento per il turismo d'affari, incentive e benessere
     
Luglio 2010
   


Nairobi, capitale e cuore finanziario del Kenya


Dromedari sulle spiagge di Watamu

  Diventare Masai

Obiettivo dell’Ente del Turismo del Kenya: 3 milioni di arrivi internazionali per il 2012. Dagli operatori italiani passa oltre l’80% degli arrivi (100.000), su Mombasa mare il 77%, mentre su Nairobi si vola per i safari e i tour verso il Nord e l’Ovest del Paese. Grande successo di escursioni nella riserva Ngwesi, dove da poco è stato inaugurato un training camp dove si impara a diventare veri guerrieri Masai, a vivere con loro e come loro, impugnando l’Orinkà ( il loro tradizionale bastone). Si va alla scoperta di un ambiente apparentemente inospitale e pericoloso, dove si impara a distinguere l’odore selvatico di un elefante da quello di un bufalo, a riconoscere le impronte di un ghepardo. Lingua del campo rigorosamente l' inglese.

Tra le struttura dell’ospitalità aperte recentemente da segnalare il Vipingo Ridge Lodge Resort a Mombasa, mille ettari con campo da golf da 18 buche, il 5 stelle Sankara Nairobi aperto nella capitale e il Garoda Resort di Watamu. In progetto a Malindi (Casuarina) la costruzione di 20 ville in consegna alla fine del 2011 www.afrikasa.it . A sostenere la promozione Kenya, la brochure Magical Kenya ed eventi di marketing innovativo rivolti al target italiano, diffusi durante l’anno in corso. www.magicalkenia.it

     

 

Hilton Sorrento Palace:
la sala plenaria da 1500 posti.

Cena a bordo piscina.

Over the top

Nel 1980 con l’Hilton Sorrento Palace, dotato di 377 camere di cui 47 executive e 4 suite, 5 ristoranti, 3 piscine, di cui una interna e uno dei più grandi Centri Congressi del sud Italia, prende avvio una nuova era del turismo che si apre ai grandi eventi e alle attività convegnistiche e culturali nazionali ed internazionali. Proprietario Giovanni Russso. Solida cultura acquisita attraverso lo studio dei contesti sociali ed economici europei, completata in decenni di esperienza imprenditoriale nel settore, spirito con cui ha creato il su citato complesso alberghiero che rappresenta il prototipo di quella capacità di accoglienza che è vanto secolare di Sorrento. www.hiltonsorrentopalace.com

Più a sud, a Positano, Giovanni Russo ha trasformato la ex villa di Zeffirelli, Villa Tre Ville(www.villatreville.it) in una dimora di charme, che come su una tavolozza naïf, macchia di bianca, azzurra e rosa la roccia della Costiera Amalfitana dai cui terrazzini sul mare si può ammirare una meravigliosa vista dell’isola di “Li Galli,” un tempo di proprietà di Rudolf Nureyev, ora sua. 13 suite, immodificate, secondo l’impegno preso con il regista, ognuna con un nome e una storia, a goderne soprattutto americani, noi e qualche russo con investimento da oltre 1.000 a 5.000 euro notte. Lista di attesa per le prenotazioni, nella suite con piscina, nella Villa Bianca dedicata a Maria Callas.

A completare il trittico, il riordino di quella vela bianca che guarda i Faraglioni, a Capri, quella casa nella roccia dalla quale sembra letteralmente emergere attraverso la scalea, che pare comunque ribellarsi alle leggi naturali, che sfida con il colore rosso della facciata. Voluta e posseduta da Curzio Malaparte.

     

 

Santa Giulia: come doveva essere

 

 

  Milano, dolori e gioie in vista dell'Expo

Nell'area di Santa Giulia, a Rogoredo, un quartiere di Milano, non distante da Linate e dall'inizio dell'A1, doveva sorgere il Centro Congressi più grande d'Europa, la Cittadella della Giustizia, il residenziale d'elite e il centro commerciale del futuro. Il fiore all'occhiello di Milano, per una consacrazione che il mondo era pronto a tributare alla città in occasione dell'EXPO 2015.

La Risanamento di Luigi Zunino, l'azienda, quotata in borsa, al timone dell'operazione, allora e all'infinito sostenuta con il debito bancario, è stata ad un passo dal fallimento. A un anno dal salvataggio, le cose sono peggiorate. La Risanamento rischia un nuovo crac. Zunino risulta tra gli indagati e la quotazione in borsa è precipitata del 13% nelle ultime 2 contrattazioni a euro 0,323.
L'area è stata sequestrata e nell'ordinanza si legge che sono state riscontrate "sostanze cancerogene e molto tossiche", come fosse una Gomorra del nord, dove camion di notte scaricavano rifiuti e macerie su un'area (un tempo occupata dagli stabilimenti chimici Montedison e dalle Acciaierie Redaelli), di 1milione di mq. insufficientemene bonificati e oggi sicuramente svalutati.

Diverse le aspettative per la settimana della moda in programma dal 22 al 28 settembre. Dopo la decisione di abbandonare Fiera Milano, la moda si impossessa del cuore della città, nelle location di grande fascino, come il Castello Sforzesco per la sfilata on stage, Piazza del Duomo per la collezione Costume National, nella meravigliosa scenografia della Loggia dei Mercanti prenotata da Ermanno Scervino e Aquilano Rimondi, Villa Reale, Palazzo Isimbardi, Villa Clerici, Palazzo Serbelloni , i Giardini di via Palestro. Anche le concorrenti di sempre, Parigi e New York, abbandoneranno, per le sfilate autunnali, gli storici quartier generali per seguire quest'area di rinnovamento nel fashion world.

     

In alto la piscina vista oceano
più grande del mondo a Santiago del Cile.
Sotto la più lunga a Miami.

 

La piscina più "cool"

Con l'ironia del caso, pensavo che, la piscina più "cool" fosse la mia, a Malindi, 250mq accesso living, quella che vedrò in agosto, modificata nella profondità, nelle luci, dotata di idromassagio da tal Kaliwi e curata da tal Saidi, ma non è così.

Apprendo da Libero News che a San Alfonso Del Mar, a pochi chilometri da Santiago del Cile , si trova la piscina più grande del mondo. Affacciata sull’ Oceano Pacifico copre una superficie di 20 acri. La capacità complessiva è di 2 milioni e mezzo di acqua salata.
Nel punto più profondo raggiunge i 35 metri, si può anche navigare.

Disegnate da Philippe Starck le piscine dell’Hotel Viceroy sono fantastiche. Le tre piscine si trovano in un complesso condominiale di Miami, e sono le più lunghe della Florida. Spettacolare è la piscina del Four Seasons Hualalai di Big Island, nelle Hawaii, è un acquario ispirato alle tradizionali pozze anchialine, presenti sulle isole. L’acqua di conseguenza è fredda, collegata all’oceano, ci nuotano 60 diversi tipi di pesci tropicali e due mante.

Alla The Tank si fanno incontri ravvicinati col mondo animale. Si tratta di una piscina da 30 milioni di dollari dove si può nuotare in mezzo a 300 differenti tipi di pesci, incluse le razze.
Si trova a Las Vegas, ed è l’unica nel suo genere. In realtà non si nuota a diretto contatto con i pesci, ma in un tubo di acrilico posto all’interno della vasca. Così si possono ammirare tra gli altri 16 tipi di squali, incluso il blacktip, lo squalo tigre e quello zebra.
A Darwin, in Australia, gli amanti dei coccodrilli possono provare l’ebbrezza di nuotare con questi enormi rettili al Crocosaurus Cove. Naturalmente protetti da una gabbia in acrilico trasparente.

     

 

 

 

 

 

  “Ghe pensi mi” a vendere lo stivale

Per incombenti problemi di vista non si deve cambiare la montatura, ma le lenti. Questa la strategia a favore del turismo ideata dal Ministro Brambilla che supera gli orpelli delle card, delle commercializzazioni “last minute”, delle diatribe regioni- provincie, dell’irrisolto problema dell’Iva per recuperare i 14 miliardi di euro che gli italiani spendono oltre frontiera.

L’idea della Brambilla è stata individuare nel premier Silvio Berlusconi lo sponsor di quanto di più bello offre il nostro Paese, per gli unici beni che non si possono clonare sui nostri trecentomila km quadrati. Chi meglio di lui, con un microfono in mano, il copione buttato che lascia posto a una relazione a braccia può essere più convincente per “piazzare“ con la sua voce il prodotto Italia?

Non lo fa già sistematicamente ad ogni consultazione elettorale? Nello spot spiegherà perché conviene stare in Italia a fare le vacanze; è un pezzo imperdibile del marketing evoluto, che allontana il desiderio degli infernali paradisi “all inclusive”. E’ la prima volta che un Presidente del Consiglio si presta a una “roba del genere” e c’è chi si indigna. Non potrebbe certo farlo il triste Zapatero, la rubizza Merkel, il premier greco, quello ungherese, che avrebbero registrato migrazioni di massa opposte. “Ghe pensi mi”, l’ha fatto gratis, in meno di un minuto visto che è stata buona la prima che vedremo nei prossimi giorni sulla Rai.

     

Rocco Sabelli

Giuseppe Bonomi

 

 

 

 

  Alitalia, nuove sfide e vecchie ruggini

L’accordo che ha portato Alitalia nella joint venture per il trasporto aereo transatlantico con Air France-Klm e Delta Airlines consentirà di incrementare le rotte tra le due sponde dell’Atlantico, fruttando alle casse delle compagnie aeree una cifra stimata intorno ai 10 miliardi di dollari.
L’ad Alitalia Rocco Sabelli ha comunque escluso che la collaborazione sia la base per una successiva fusione con Air France e, nello stesso tempo, ha smentito una futura ricapitalizzazione della compagnia, anche alla luce dei dati, che fanno registrare, nel primo semestre 2010 un 10% di crescita e un aumento di passeggeri del 3%, con previsioni di pareggio bilancio nel 2011.

Sul fronte italiano Alitalia deve però incassare le critiche di Giuseppe Bonomi. Il presidente della Sea lamenta, dinnanzi alle richieste di 54 mila voli in più all’anno per Linate, il blocco di numerosi slot che, per la maggior parte in possesso della compagnia di bandiera in seguito alla legge “salva Alitalia”, oggi rimangono inutilizzati per il 69%. “A Malpensa dove molti slot sono stati liberati il traffico ha ripreso a crescere grazie alla libera concorrenza e allo sbarco di nuove compagnie” ha dichiarato Bonomi, che sembra rassegnato ad aspettare il termine dell’accordo a fine 2011 per trovare una risoluzione al problema.

In poco più di 24 mesi Linate ha perso oltre 2 milioni di passeggeri, quasi un quarto del suo traffico. Uno stillicidio continuo che lo sta condannando a una lenta eutanasia. Non staremo a rivangare ciò che ha condotto a questa situazione, resta il fatto che Milano, la più importante città italiana del business, non ha un aeroporto all'altezza. Mentre tutte le città del mondo si stanno dotando di scali sempre più all'avanguardia, l'ultimo in ordine cronologico di cui siamo a conoscenza è quello di Delhi, di cui si raccontano meraviglie, Milano arranca, vittima di logiche di potere, cui nessuno sembra voler reagire o potere reagire. Situazione assurda, se si pensa alle imprese lombarde, grazie a cui la regione vanta il Pil pro capite più alto del mondo. Ciliegina finale, il ministro Maroni ha dichiarato che ora Malpensa è la nuova Lampedusa per gli arrivi dei clandestini. Un altro colpo inferto alla reputazione dell'aeroporto milanese. La situazione, almeno sulla carta, dovrebbe sbloccasri nel 2012, un'eternità per il mondo di oggi.

     

 

I primi pezzi sui vagoni di New York

Tuttomondo, Keith Hating, 1989

Facciata del Leoncavallo, Via Watteau Milano

  Art graffiti: è arte o turismo?

Nata su muri e carrozze della metropolitana di New York a inizi anni ’70, dove i giovani graffitari (writers) dei ghetti più degradati lasciavano le loro firme tramite pseudonimi (tag), vere e proprie grida d’attenzione verso una società che li stava sempre più emarginando, l’art graffiti o subway art si sviluppa attraverso la creazione di pezzi sempre più elaborati che finiscono per attirare il mercato dell’arte. Gli anni ’80 fanno registrare il boom del movimento, soprattutto grazie a due artisti che per loro stessa ammissione poco avevano a che fare con lo stile di vita dei primi writers ma ai quali erano accomunati dalla scelta di dipingere sui muri o su qualsiasi altra superficie che la città poteva offrire loro: Keith Haring e Jean Michel Basquiat.

Dagli Stati Uniti all’Italia il passo è breve e numerose gallerie iniziano a dare spazio ai graffitari newyorchesi e nostrani. Tracce del loro passaggio restano, non solo nei cataloghi delle mostre, ma anche sui muri di diverse città italiane, su tutte il grande murales realizzato presso la chiesa di Sant’Antonio Abate a Pisa dallo stesso Haring.

Pur nelle mutate condizioni sociali, diverse oggi da quelle della New York anni ’70, la graffiti art ha conservato negli anni la sua matrice popolare che le ha permesso di arrivare a tutti i livelli della popolazione. Tra le numerose sfere toccate dalla subway art c’è anche il turismo: è il 1972 quando i governi dell’Europa occidentale lanciano il programma Inter-Rail, per favorire tramite biglietti a chilometraggio illimitato, la conoscenza e l’integrazione tra i giovani del vecchio continente. I writers di tutta Europa non si lasciano sfuggire questa occasione, per visionare i pezzi dei loro colleghi europei, documentandone, attraverso scatti fotografici lo stile o per fissare nel tempo un opera che di li a poco sarebbe stata cancellata dalle autorità locali. Erano insieme cacciatori di graffiti ed esploratori alla ricerca di luoghi vergini dove riversare la loro creatività, fossero essi tratti di ferrovia, periferie remote o gli stessi treni su cui viaggiavano.

Oggi come negli anni ’70 la diffidenza verso i writers continua ad essere forte. La domanda che ritorna più spesso è sempre la stessa “è arte o vandalismo?”. Basta farsi un giro nella nuova sede del Leoncavallo a Milano o visitare il villaggio di Campofelice di Roccella in provincia di Palermo per capire che non può ridursi tutto a questo. Quello che è certo che la darsena abbandonata a se stessa a Milano nonostante l’Expo e la spazzatura che, dopo il napoletano, sta deturpando Palermo, fanno più male di qualche scritta sui muri.

     
Giugno 2010

 

 

 

 

 

 

  Cina: pochi successi, molti fallimenti

Il mercato turistico del futuro, quello cinese, stimato in 100 milioni di potenziali visitatori resta un miraggio. Le tensioni della Chinatown milanese, i problemi dei visti non risolti, la bassa capacità di spesa del cinese medio, che ha un budget di 500 euro, gli scarsi collegamenti aerei hanno indotto i big italiani del mercato del turismo a lasciare la Cina, evitando di seminare in un campo dove non si può andare a raccogliere e incrementare gli investimenti incoming verso altri mercati come Russia e India (in ordine).

Dalla Cina escono circa 30milioni di viaggiatori l’anno e nonostante tutti gli investimenti di marketing, meno di 150 mila turisti con gli occhi a mandorla entrano in Italia. Continuano ad entrare però, la malavita cinese con l’illegalità economica, con i suoi sicari (vedi Prato), con pericolosi e pessimi giocattoli, con inindossabili magliette, con schifezze alimentari scadute che non trovano barriere e protezione. E' di oggi la notizia che la Cina invia farmaci scaduti in Africa e (debellati con un maxi sequestro della Guarda di Finanza), 11milioni di “tarocchi “ di vetro soffiato di Murano pronti per truffare i turisti nei mercatini del Veneto. Alla faccia del Made in Italy

L’imbattibile potenza competitiva dei suoi prodotti (quelli cinesi) ottenuta dai crudeli salari dei suoi operai sta per finire e le public company, ovvero le società senza proprietari di riferimento, anche nel più grande paese comunista, si stanno scontrando con le proteste contadine e industriali, (represse le prime, più tollerate le seconde) in una fiammata di rabbia popolare contro il potere centrale, le cui concessioni salariali del 25% sono state pagate con una ondata di suicidi prodotti dalla repressione. Con l’imminente rivalutazione dello Yuan (sottovalutato del 40%), voluta da Usa, India, Brasile, per non finire in isolamento dopo l’incontro del 26/27 giugno a Toronto dei G20, la Cina perderà gran parte dei benefici legati all’esportazione e le concessioni salariali interne risulteranno aria fritta per gli operai.

     

La Storica immmagine che Ferenc Pintèr
ha studiato per la manifestazione

 

  La terza età nel turismo

Sostenuto dal target della terza età, il bacino d’utenza dei gruppi decolla e le agenzie godono.
E’ un trend in crescita che negli ultimi anni si è trasformato in un vero business. Ne avevamo avuto sentore tant’è che nel 2002, in quella spettacolare struttura che è il Centro Congressi Palazzo delle Stelline a Milano, organizzammo con Qualitytravel, la prima “Mostra Convegno sul turismo senior, fitness, tempo libero e attività sportive”.

Un grande successo, sancito e documentato dai media, che vide protagonisti gli operatori italiani e stranieri più illuminati. Vi parteciparono catene alberghiere, vettori, uffici del turismo, convention bureau, agenzie viaggio, gli stessi che ora rispondono con professionalità e flessibilità a questa crescente domanda.

Un segmento, quello della terza età, che costituisce una voce importante nel fatturato e che apparentemente non sembra conoscere la crisi. Un business che siamo fieri di aver contribuito a sviluppare con le nostre manifestazioni, seminari e convegni a favore e per lo sviluppo del turismo destagionalizzato, per viaggi d’autore o verso mete di pellegrinaggio senza problemi di affollamento.