promos@qualitytravel.it

 

 

Dicembre 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Contratti di solidarietà anche per le piccole imprese

Con una circolare emessa lo scorso 3 novembre il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha fugato gli ultimi dubbi riguardo al proprio Decreto del 10 luglio n. 46448 («Semplificazione delle modalità di accesso al trattamento di integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti di aziende che abbiano sottoscritto contratti collettivi aziendali […]»), chiarendo che anche le piccole aziende fino a 15 dipendenti hanno d’ora innanzi la possibilità di utilizzare nuovi strumenti per la riduzione dei costi aziendali, detti ammortizzatori sociali, fra cui è evidente l’utilità del Contratto di Solidarietà.

Il contratto di solidarietà permette la sostituzione del licenziamento di alcuni dipendenti con la riduzione dell’orario di lavoro di tutti i lavoratori o solo di specifici reparti omogenei. La riduzione di stipendio, dovuta al minore orario di lavoro, è parzialmente integrata (60%) da contributi statali, che sono anticipati dall’INPS, senza gravare sui bilanci aziendali. Condizione indispensabile per essere autorizzati a stipulare il contratto di solidarietà è l’ottenimento dell’approvazione di un Sindacato nazionale, il quale verifica la situazione e l’effettiva necessità dei licenziamenti.

Il commento di Mauro Zaniboni, responsabile Federcongressi per la fiscalità di settore «In questo periodo di crisi economica, molti organizzatori di eventi, piccoli imprenditori, stanno valutando la possibilità di ridurre i costi aziendali “fissi”, e cioè principalmente il costo del personale. Si sa che le aziende fino a 15 dipendenti non sono soggette al rispetto dell’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (che autorizza il licenziamento dei dipendenti solo a fronte della cosiddetta “giusta causa”), e possono ridurre il personale per il più ampio ventaglio di motivi, inclusa, ovviamente, la riduzione del fatturato. Ciò implica spesso, però, l’insorgere di situazioni di grande tensione, che possono sfociare in procedimenti giudiziari di fronte al Giudice del Lavoro, e potenzialmente incentiva le strutture a perdere collaboratori anche validi ed esperti per poi doverne ricercare di nuovi non appena c’è la ripresa economica. Ecco, da oggi, grazie al provvedimento del Ministero, a queste aziende – che hanno le dimensioni tipiche degli operatori della meeting industry – è offerto un nuovo aiuto, tanto efficace quanto socialmente corretto».