Con una circolare emessa
lo scorso 3 novembre il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali ha fugato gli ultimi dubbi riguardo al proprio Decreto del 10
luglio n. 46448 («Semplificazione delle modalità di accesso
al trattamento di integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti
di aziende che abbiano sottoscritto contratti collettivi aziendali […]»),
chiarendo che anche le piccole aziende fino a 15 dipendenti hanno d’ora
innanzi la possibilità di utilizzare nuovi strumenti per la riduzione
dei costi aziendali, detti ammortizzatori sociali, fra cui è
evidente l’utilità del Contratto di Solidarietà.
Il contratto di solidarietà permette la sostituzione
del licenziamento di alcuni dipendenti con la riduzione dell’orario
di lavoro di tutti i lavoratori o solo di specifici reparti omogenei.
La riduzione di stipendio, dovuta al minore orario di lavoro, è
parzialmente integrata (60%) da contributi statali, che sono anticipati
dall’INPS, senza gravare sui bilanci aziendali. Condizione indispensabile
per essere autorizzati a stipulare il contratto di solidarietà
è l’ottenimento dell’approvazione di un Sindacato
nazionale, il quale verifica la situazione e l’effettiva necessità
dei licenziamenti.
Il commento di Mauro Zaniboni, responsabile
Federcongressi per la fiscalità di settore «In questo periodo
di crisi economica, molti organizzatori di eventi, piccoli imprenditori,
stanno valutando la possibilità di ridurre i costi aziendali
“fissi”, e cioè principalmente il costo del personale.
Si sa che le aziende fino a 15 dipendenti non sono soggette al rispetto
dell’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (che autorizza il
licenziamento dei dipendenti solo a fronte della cosiddetta “giusta
causa”), e possono ridurre il personale per il più ampio
ventaglio di motivi, inclusa, ovviamente, la riduzione del fatturato.
Ciò implica spesso, però, l’insorgere di situazioni
di grande tensione, che possono sfociare in procedimenti giudiziari
di fronte al Giudice del Lavoro, e potenzialmente incentiva le strutture
a perdere collaboratori anche validi ed esperti per poi doverne ricercare
di nuovi non appena c’è la ripresa economica. Ecco, da
oggi, grazie al provvedimento del Ministero, a queste aziende –
che hanno le dimensioni tipiche degli operatori della meeting industry
– è offerto un nuovo aiuto, tanto efficace quanto socialmente
corretto».
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