| Pubblichiamo la lettera
giunta in redazione del Presidente Confindustria Assotravel Andrea
Giannetti in merito alle ultime vicende riguradanti IATA.
I have a dream!" diceva Martin Luther
King e, molto più modestamente, lo diciamo anche noi di
Assotravel. Abbiamo un sogno pratico, piccolo, normale: che l'Associazione
delle compagnie aeree (IATA) collabori, dialoghi, "lavori"
realmente con quello che resta il proprio principale canale di vendita
e cioè con le agenzie di viaggio. Invece la IATA sembra una torre
d'avorio con cui anche solo per "parlare" occorre seguire
un percorso accidentato, quasi iniziatico, dove gli agenti di viaggio
sono "ammessi" con una pura funzione ancillare. Siamo d'accordo
che ci sono dei rapporti di forza da rispettare, nessuna illusione per
carità: la "consistenza" delle compagnie aeree come
aziende è indiscutibile rispetto alle agenzie di viaggio, ma
molto si può fare per produrre di più, specie quando si
parla di 3,8 miliardi di dollari di perdite come riportato in questi
giorni dalla stampa.
Quando poi ci riferiamo all'Italia e quindi alla IATA Italia tutto subisce
un'accentuazione. Ci riferiamo in particolare al tema delle fideiussioni
e del recentissimo annuncio dell'ultimo istituto assicurativo che le
prestava di rinunciare a tale posizione, che immaginavamo privilegiata
in quanto monopolista. Si vede che non è così.
Da un lato ci chiediamo se la IATA Italia si stia attivando, convocando
i principali gruppi assicurativi italiani e segnalando questa opportunità
di business, al fine di favorire la transizione dei suoi partner privilegiati
(gli agenti di viaggio) da Mondial ad altro servizio di fideiussione
assicurativa senza interruzione della capacità di bigliettare
(nell'interesse stesso delle "consistenti" compagnie aeree
che compongono IATA Italia).
Allo stesso modo ci chiediamo se non sia possibile intervenire su un
tema tanto influente rivedendo alcuni aspetti contrattuali che obbligano
alla copertura fideiussoria le assicurazioni alla semplice richiesta
da parte di IATA. Beninteso: sappiamo tutti che anche le banche prestano
tali fideiussioni, ma qui i "regolamenti IATA" non passano
con facilità, i costi sono elevati anche perchè con la
Basilea 2 tutta la materia risulta complicata, e quindi costosa.
Ma soprattutto: siamo proprio sicuri che non ci sia qualcosa che non
va in questo sistema? Siete proprio sicuri che sia normale assistere
alla fuga delle assicurazioni da questo settore. Le assicurazioni ...assicurano...
non è un gioco di parole, è solo un problema di incidenza
del rischio in base al quale si determinano i premi. In altre parole
se pure fossimo su percentuali alte di sinistri e quindi di mancati
pagamenti alla IATA avremmo costi elevati, ma non la fuga da questo
settore.
Come Assotravel ci stiamo attivando per rinvenire condizioni di favore
per i nostri associati presso istituti bancari e presso una società
assicuratrice, sperando di poter presto dare buone notizie alle imprese,
ma il problema è senz'altro strutturale.
|