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Confindustria: turismo calabro ostaggio dei rifiuti |
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| Pubblichiamo la lettera del presidente degli industriali calabresi, Umberto De Rose, in merito al ritrovamento del relitto contenente rifiuti tossici e radioattivi al largo di Cetraro. "Non c' e' davvero pace per questa nostra
regione. Non bastano le continue e negative vicende che ne sconvolgono
ormai la vita quotidiana oltre che civile e democratica, ora anche l'agghiacciante
vicenda dei rifiuti tossici in fondo al mare calabrese. Se tutto ciò
che sta emergendo e che sembra ancora debba emergere con ulteriore pesantezza
fosse confermato saremmo di fronte, oltrechè ad una catastrofe
senza precedenti per il nostro Paese, anche di fronte ad una triste
constatazione di cosa è diventata la Calabria negli anni e di
quale sia l' universale considerazione di cui abbia goduto e goda. Tanti
i nemici di questa terra su cui spradoneggia e si nutre poi la ' ndrangheta.
Dai governi nazionali agli enti governativi passando per la grande industria
internazionale e nazionale che hanno trasformato la nostra terra
in una vera e propria pattumiera. Breve, troppo breve il passo
che separa il sogno industriale e le tante promesse di sviluppo mai
realizzato, con le sue incompiute e le sue cattedrali nel deserto, e
l'essere diventata terra di conquista quando non anche di riciclo o
di deposito di materie altamente tossiche: dopo Crotone ora anche Cetraro.
E tutto ciò con buona pace di ogni nuova ipotesi di sviluppo
basata sulla principale risorsa di cui oggi gode la Calabria ed il Mezzogiorno,
il turismo. Quel turismo che fa leva proprio, per le caratteristiche
morfologiche della nostra regione sulle risorse naturali. Ma il vero
nemico capitale di questa nostra terra è senza ombra di dubbio
la ' ndrangheta, che attraverso le sue azioni criminali a vasto raggio
sta lentamente distruggendo la Calabria onesta sia sotto il profilo
della libertà dei cittadini e delle imprese che sotto quello
della salute e del diritto alla vita". |