Ritornano i preliminari

Il tempo ciclico per definizione ruota e sembra riportarci ogni volta al punto di partenza.

All’alba del 2018 assistiamo all’ennesima resurrezione di Silvio Berlusconi che si prepara alla più incerta campagna elettorale degli ultimi anni, non tanto per le intenzioni di voto, ma per il gioco delle alleanze che inizierà subito dopo.

Un ritorno che pesca dal repertorio passato, con il sesso, pur declinato nei preliminari “insegnati agli scopatori africani”, a garantire copertine ieri sui giornali, oggi nei social.

Ritornano le prove di alleanza con la Lega ieri di Bossi oggi di Salvini. Lega che con il referendum lombardo-veneto rinverdisce i fasti di Pontida, con il tema delle autonomie verso cui sta muovendo l’Europa, e che realizza almeno sul piano economico, la visione del Senatur.

Anche Renzi ricomincia da capo, dal cavallo di battaglia della rottamazione che questa volta non riguarda né sindacati né compagni di partito, ma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, colpevole (non per il premier Gentiloni) di non aver vigilato a dovere sul sistema bancario nazionale.

L’unico costretto a rinnovarsi sarà il Movimento 5 Stelle, vergine di esperienze da governo centrale, ma pronto a provarci dopo le poche luci e molte ombre di Roma e Torino.

Saranno cinque mesi così, fino alle politiche del 2018.

Cinque mesi di preliminari insomma, sperando poi di fare l’amore e non prenderlo là dove il sole non batte.

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