Sport, eventi e buon senso

Qualche anno fa, nel pieno di una crisi che tra le prime voci di taglio aveva ovviamente toccato la comunicazione aziendale, e quindi gli eventi, si diceva che due erano i settori che, causa di forze maggiori, non avrebbero sofferto.

Il primo era quello dei congressi medici, perché la formazione continua in medicina, è e rimarrà indispensabile, al netto dei medici guru del web.

Il secondo era quello dei grandi eventi, siano essi legati al food, di cui EXPO 2015 è stato l’esempio più riuscito, o allo sport, con le Olimpiadi, simbolo in negativo di queste ultime stagioni politiche, bocciate prima da Mario Monti e poi da Virginia Raggi, il primo per ossessione al risparmio, la seconda, sorretta a gran voce dagli stati generali dei 5Stelle, forse anche per timore di non saper gestire una macchina troppo complicata.

Un Olimpiade da milioni di persone non può essere affidata al caso. Chi organizza eventi anche per centinaia e migliaia di persone sa bene quanto difficile sia, quanti aspetti e variabili entrino in gioco ogni volta.

A distanza di qualche anno il Movimento 5 Stelle, diventato primo partito, ha però cambiato rotta e per Torino punta ora alle Olimpiadi invernali 2026, in accoppiata con la Milano del veterano degli eventi Beppe Sala.

Prove di governo. Non credo, semplice buon senso per attirare un grande evento che già nel 2006 aveva cambiato, in meglio, il volto del capoluogo piemontese, al pari di quello che è successo alla Milano dell’EXPO.

Ma dietro alleanze e intrecci politici cosa si nasconde davvero dietro i grandi eventi sportivi? Tante professionalità, ma anche valori, perché lo sport è prima di tutto questo.

I grandi eventi sportivi saranno al centro di uno dei quattro momenti di #DigitalMice2, in programma il prossimo 13 Settembre presso East End Studios Milano, grazie alla training round table ideata e organizzata da The Lab, laboratorio delle idee.

Stay in touch stayintouch@thelabmarketing.com

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