#TheFerragnez: 4 lezioni che possiamo imparare dal social wedding dell’anno

Le pause caffè di questa settimana di rientro al lavoro, di solito allietate da racconti di vacanze in posti esotici, non hanno potuto non fare i conti con l’evento mediatico del weekend, il matrimonio del 1° settembre scorso tra Chiara Ferragni, regina delle influencer di moda, e il rapper Fedez, evento tristemente noto come Social Wedding o con l’hashtag #TheFerragnez che ha imperversato per giorni su tutti i social media, organizzato dall’agenzia di eventi Brothers&Sisters di Alessandra Grillo

Impossibile non parlarne per il seguito incredibile che ha avuto: 336mila contenuti condivisi e 9 milioni di utenti unici che hanno seguito direttamente l’evento sui social media, secondo i dati di Intime. Per cui proviamo a trarre qualche insegnamento utile dalla vicenda:

  1. Avere 20 milioni di follower in due aiuta, ma non basta: se costruire una massa critica di persone interessate è la base di partenza di ogni evento, per coinvolgere attivamente le persone sui social bisogna partire da lontano: creare attesa e la paura di sentirsi tagliati fuori se non si partecipa, nutrire questa attesa con contenuti interessanti e anteprime per non far scendere l’interesse, sorprendere il pubblico con dei colpi di scena per attivarne la partecipazione e le condivisioni.
  2. E’ indispensabile avere un team affiatato e un piano editoriale: per tutta la durata dell’evento è sembrato che fossero gli sposi in persona a condividere i contenuti. Ma dietro gli scatti perfetti e i video montati ad arte c’è un agenzia fotografica catanese, la Enkant Imagery, specializzata nei matrimoni. Un’azienda che ha avuto un pubblico da prima serata in tv per mettersi in mostra, anche se magari lo sapranno solo gli addetti ai lavori.
  3. Qualunque evento mainstream polarizza il pubblico in due fazioni: i fan e gli haters. Una dinamica in cui immancabilmente ha provato ad inserirsi anche il governo degli annunci di cambiamento provando a innescare una polemica su Alitalia che non aveva alcuna ragione di esistere: la ex compagnia di bandiera, almeno finché resterà privata, è libera di chiudere accordi commerciali con le aziende che preferisce. E quello con la Ferragni è iniziato ben prima, già alla presentazione delle nuove divise.
  4. Le metriche digitali che misurano dell’audience e del successo di un’iniziativa restano ancora un mistero per molti. In un mondo in cui tutto è quantificabile e dove sarebbe la cosa più semplice del mondo misurare il roi di un evento si confondono impression con utenti, ctr con conversioni, influencer efficaci con influencer della domenica. E sono le stesse persone che vogliono discutere se è stato conveniente per Alitalia dedicare un volo a questo evento. Chi non sa con esattezza di cosa stiamo parlando farebbe bene a iscriversi a un corso: ormai queste sono le basi di un mondo digitale dove chi ha le conoscenze le usa a proprio vantaggio e dove chi non le fa proprie è destinato a cambiare mestiere.