Una gemma chiamata Marsiglia

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Marsiglia. La più grande città della Francia meridionale, capoluogo della Provenza. Primo porto e seconda città di Francia dopo Parigi – in realtà contende il posizionamento a Lione, che però non ha il mare, e questo, a modesto parere di chi scrive, chiude il discorso.

È una città che brilla di un sole tutto suo. Camminando senza cappotto per le sue strade a metà gennaio, sotto un cielo senza una nuvola che sembra rimproverarti di avere lasciato a casa gli occhiali scuri, pare quasi di udire in sottofondo la tipica fisarmonica, a riverbero dei movimenti, dei respiri, persino dello sciabordio delle onde.

È una sensazione difficile da descrivere, in fondo la douce France è tale a ogni latitudine, orgogliosa di esserlo e di contagiarti con la sua allure, ma a Marsiglia questo sentore è centuplicato. Il suo territorio abbraccia una baia sconfinata, con tanti piccoli porti che si aprono su ogni insenatura: un panorama che ispirò Cezanne e che fu immortalato da Braque, Derain, Dufy, Monticelli e Renoir. A est, le colline di Pagnol spruzzano senza sosta i loro profumi, colorando di bucolico tutta la città, inclusi i quartieri industriali, ora convertiti in aree residenziali o in sedi di attività terziarie e commerciali.

Il centro di Marsiglia è un gioioso alveare dominato dal Porto Vecchio, cui fa da riscontro il piazzale del Mucem (Museum for Europe and the Mediterranean) o l’Euroméditerranée Boulevard, chiamato “Smartseille” per sottolineare il suo carattere innovativo. Il tutto, sotto l’occhio di Notre-Dame-de-la-Garde, che veglia dalla cima del colle più alto.

Con queste premesse è del tutto logico che il turismo Mice rappresenti più di qualcosa per la città. I dati più recenti, relativi al 2015, parlano di 520 manifestazioni per un totale di 2172 giorni di eventi (+29,5% rispetto al 2014), oltre 93mila partecipanti e quasi 293mila giornate/delegato, per una durata media di 4,2 giorni a evento. Una cifra, quest’ultima, degna di New York.

La mia visita era stata organizzata da InspireME Monte Carlo, una delle DMC leader della Costa Azzurra, specializzata in eventi bouquet fuori dall’ordinario, capaci di mostrare e far vivere lo spirito delle località in cui si svolgono. Marsiglia è sovrabbondante di spirito, e infatti la sua offerta per eventi incentive è persino più ricca di quella, già grandiosa (lo attestano i numeri di cui sopra), per convegni e congressi: regate veliche, rally cittadini in auto d’epoca, voli in mongolfiera sul mare o sull’entroterra provenzale, un giro per i vigneti di Cassis, con ricche degustazioni enologiche, gite nelle immortali cittadelle di Arles – ancora piena di vestigia romane – e di Aix-en-Provence, minicrociere alle Calanques.

Proprio da qui vorrei iniziare il mio breve excursus. Le Calanques sono dita di smeraldo tuffate nella roccia. Si formarono 12mila anni fa, quando il livello dell’acqua risalì a invadere le vallate, dopo il lento riscaldamento seguito alle glaciazioni. Le condizioni di grande sole, di vento, di caldo secco hanno permesso la nascita di una flora rigogliosa, con specie rare e fragili. Come l’erba di Gouffé, che non esiste in nessun altro posto al mondo.

Visitare questi paradisi e organizzarci incentive aziendali è possibile proprio attraverso InspireME, che offre l’ulteriore emozione di un incontro a tu per tu coi pescatori e le loro tradizioni.

Alloggiavo all’Intercontinental Hotel Dieu, una delle location ammiraglie di Marsiglia: 194 camere, di cui 15 suite, fitness centre e Spa. 72 camere danno direttamente sul porto turistico, offrendo una delle viste più spettacolari d’Europa, e 33 hanno terrazze private. L’albergo va famoso anche per la sua terrazza principale, di ben 750 metri quadri, affacciata sul porto turistico, molto usata per reception all’aperto, che fa giustamente leva sui 300 giorni in cui il sole brilla ogni anno su Marsiglia e offre agli ospiti un’atmosfera unica e spettacolare. Oltre a questa terrazza, mille metri quadri di sale modulari consentono il comodo svolgersi anche di grandi eventi (la sala più grande può ospitare sino a 400 persone).

Fra gli alberghi per i congressi, degno di menzione è pure il Golden Tulip Euromed, aperto da poco ma già affermatosi nel turismo business. Di fronte al mare, a poca distanza dal centro e ben servito dai mezzi (ci passa la linea 2 della metro cittadina), offre 210 camere, di cui 15 suite, e un centro congressi di 395 metri quadri modulabili, più 160 metri quadri di terrazza dedicata. Un’originale combinazione fra due mondi – il Mice e il BT – che spesso, inspiegabilmente, si guardano in cagnesco.

Poi, tra le location più istituzionali, non si può non menzionare l’immenso Palais du Pharo, in una posizione che domina il Porto vecchio e che permette una vista panoramica anche del nuovo porto. Costruito negli anni Cinquanta del XIX Secolo per Napoleone III (che però non vi abitò mai), è oggi dedicato a congressi, convention e conferenze. Dispone di 7mila metri quadri di aree congressuali suddivise tra Palazzo storico e una dipendenza del 2013, e può accogliere in tutto circa 2500 persone. Fra gli atout, un parcheggio privato per 400 auto: un vantaggio non indifferente.

Svetta anche, ovviamente, il Palazzo dei Congressi Marseille Chanot: 15mila metri quadri, due auditorium da 600 e 1200 posti, 15 sale e 3.700 metri quadri di aree espositive. Una gemma per tutta la Costa Azzurra.

Nel suo insieme, la città conta 15 alberghi congressuali e 17 unconventional venue, tra cui spicca il Museo delle Civiltà d’Europa e del Mediterraneo, progettato dall’architetto Rudy Ricciotti sul lungomare vicino a Fort St. Jean – una fortezza del diciassettesimo secolo intrisa di storia e costruita sulle vestigia greche e romane dell’antica città-stato con, al suo interno, una cappella risalente al dodicesimo secolo. Il Museo è organizzato su tre livelli con una serie di sale espositive, un auditorium e una libreria. Il tetto ne costituisce una caratteristica peculiare e si candida a diventare una location iconica della città con splendidi panorami sul mare e sul porto. La notte, uno spettacolo di luci progettato da Yann Kersalé crea un’atmosfera magica con ombre di colore blu e turchese.

La terrazza sul tetto offre una passeggiata in pendenza realizzata con 115 metri di ponti che si diramano dal tetto dell’edificio e attraversano il bacino del porto. La struttura collega il Museo a Fort St. Jean, che ospita il ristorante principale. Inoltre gli spazi pubblici all’aperto intorno alla fortezza sono stati ridisegnati per esporre una collezione botanica unica di piante del Mediterraneo lungo una passeggiata panoramica.

Anche qui InspireME fornisce una cabina di regia dall’eccezionale valore aggiunto, adibendo il Museo a location per eventi veramente unici, flettendone spazi e atmosfera al servizio di cene di gala e reception irresistibili.

Un altro ponte pedonale conduce i visitatori a Le Panier, il quartiere più vecchio e più tradizionale di Marsiglia, con le sue stradine affascinanti e le ripide scalinate.

Infine, una proposta speciale, sempre da InspireME. Si chiama Unexpected Marsiglia ed è una visita speciale alla città, che include tutti gli angoli “nascosti” e preziosissimi come le botteghe artigianali e le case private, e vi mescola tanti incontri con la gente del luogo. Marsiglia… differently!

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