W il Convention Bureau Italia, anche se…

107 soci in tre anni per oltre 300 mila euro di fatturato, questi sono i numeri di Convention Bureau Italia che, in occasione della presentazione delle attività 2017-18 svoltasi alla Nuvola di Fuksas, annuncia la strategia di comunicazione dei prossimi mesi.

Due le novità principali: la prima di forma con il lancio del nuovo logo, rivoluzionato rispetto a quello precedente, con l’aggiunta del tricolore italiano declinato in tre quadrati sovrapposti. L’ultimo, il rosso, diventa anche un cuore che in occasione delle fiere ben si presta a foto e video per soddisfare esigenze di viralizzazione e di interazione con i visitatori.

La seconda di contenuto, si chiama Italy at Hand, dal titolo della campagna di comunicazione ideata dall’agenzia +39 Italy per promuovere il Convention Bureau Italia e che sarà anche il nome della manifestazione che si terrà in Italia in data e destinazione da definire, tra ottobre e novembre 2018.

“Non sarà la rinascita della BTC – tiene a sottolineare Tobia Salvadori, Bureau Manager del Convention Bureau Italia, ma un evento dal forte impatto esperienziale, dove 45 buyer internazionali, altamente profilati, avranno la possibilità di vivere attraverso video e attività le destinazioni e le venue partecipanti”.

L’evento verrà accompagnato da un film progressivo e dinamico che con la consulenza del Laboratorio Creativo Gerebros metterà in vetrina i seller su YouTube e i principali social network già prima dell’inizio della manifestazione per creare il cosiddetto effetto hype.

La location dell’evento verrà scelta tra gli associati al CBI che risponderanno alla chiamata. Spazi limitati per non oltre 45 seller. A questo link la presentazione della giornata http://bit.ly/2xDOeRy

All’evento italiano si aggiungono le missioni estere, talora agganciate alle grandi fiere internazionali di settore, talora organizzate direttamente dal Convention Bureau Italia come quella che si è tenuta presso la sede di Enit a Washington all’interno dell’ambasciata italiana. Tutti gli eventi internazionali sono seguiti da Francesca Sandri, International Events Project Leader, che insieme a Serena Zagni RFP Project Leader e Gemma Biagiotti, Communication Project Leader rappresenta la giovane ma già esperta ossatura del Convention Bureau Nazionale.

CB che era un miraggio fino a pochi anni fa, quando persi dietro a milioni che scomparivano e accordi che non si trovavano, sembravamo destinati a essere uno dei pochi player europei a non avere una rappresentanza.

“Oggi la storia è cambiata e ogni mese siamo in giro per il mondo a raccontare l’Italia” rivendica con orgoglio Salvadori. E anche se a livello operativo ha fatto un passo indietro, lasciando la palla nella mani della giovane squadra, Carlotta Ferrari, Presidente del Convention Bureau Italia, rimane l’artefice di questo piccolo miracolo e punto di riferimento imprescindibile.

Viva dunque il Convention Bureau Italia, che si sostiene e cresce anche senza l’apporto di fondi pubblici, che riesce a mediare tra i desiderata dei soci con interessi particolari differenti e che ha dato nuovo impulso alla richiesta internazionale dell’Italia.

Anche se sarebbe importante misurare questo impulso. Stime prudenti valutano il mercato delle agenzie eventi in Italia in circa un miliardo di euro, fiere escluse. Quanto alle sedi l’OICE ha misurato 387 mila eventi nel 2016, ma numeri certi non esistono.

Con l’Unione pronta a puntare forte sul turismo e sul brand Europa, per un mercato che con l’indotto arriva a valere 1.600 miliardi di euro e il 10% del Pil Ue, come dichiarato dal Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani nel corso degli ultimi Stati Generali del Turismo di Bruxelles, sarebbe importante misurare il reale valore del mercato degli eventi.

Il CBI è l’unico soggetto che ha l’autorevolezza per farlo.

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