Bando Green Tour, stanziati 109 milioni per trasformare il turismo (59 a fondo perduto)

fondo green tour

Il Ministero del Turismo apre ufficialmente la partita della transizione verde delle imprese turistiche italiane. Con la pubblicazione dell’avviso attuativo del 18 giugno 2026 prende infatti forma il Fondo per il sostegno alle imprese del turismo – Green Tour, una misura da 109 milioni di euro destinata a sostenere investimenti per l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti rinnovabili, la digitalizzazione e la sostenibilità del comparto turistico.

Le domande potranno essere presentate attraverso la piattaforma di Invitalia dalle ore 12 del 15 luglio 2026 fino alle ore 17 del 15 settembre 2026. Le agevolazioni saranno assegnate con procedura valutativa a graduatoria, quindi non sarà determinante la velocità di invio della domanda ma la qualità del progetto e il punteggio ottenuto in fase di valutazione.

Un fondo da 109 milioni tra contributi e finanziamenti

La dotazione complessiva della misura è pari a 109 milioni di euro. Di questi, 59 milioni saranno concessi sotto forma di contributi a fondo perduto, mentre 50 milioni saranno destinati a finanziamenti agevolati. Il mix delle agevolazioni è già stato definito: il 54% dell’aiuto avverrà attraverso contributi non rimborsabili e il restante 46% tramite prestiti agevolati.

Una quota significativa delle risorse è riservata alle piccole e medie imprese. Il 60% del fondo sarà infatti destinato alle PMI e almeno il 25% di questa quota dovrà essere assegnato alle piccole e microimprese. Una scelta che punta a coinvolgere il tessuto imprenditoriale più diffuso del turismo italiano, composto prevalentemente da aziende di dimensioni ridotte.

Chi può accedere agli incentivi

La platea dei beneficiari è ampia e comprende le imprese turistiche operanti sull’intero territorio nazionale individuate da specifici codici ATECO. Possono accedere anche aziende appartenenti ad altri settori, purché attive da almeno tre anni e in grado di dimostrare che oltre il 50% del proprio fatturato deriva da attività turistiche.

Sono ammessi inoltre i proprietari degli immobili interessati dagli investimenti, a condizione che siano costituiti in forma di impresa e che utilizzino i requisiti del gestore della struttura. Anche le imprese straniere possono partecipare, purché dispongano di una sede operativa in Italia e di partita IVA italiana al momento della presentazione della domanda.

Un elemento interessante riguarda le reti d’impresa. Il piano di investimento può infatti essere realizzato da una rete soggetto composta da un massimo di cinque imprese, registrata presso la Camera di Commercio da almeno tre anni. Una soluzione che potrebbe favorire investimenti congiunti tra strutture ricettive appartenenti allo stesso territorio o alla stessa filiera turistica.

Investimenti da almeno un milione di euro

Il Green Tour si rivolge però a investimenti di dimensioni rilevanti. Il programma deve prevedere una spesa minima di un milione di euro e massima di 15 milioni. Gli interventi devono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda. Il cuore della misura è rappresentato dagli interventi definiti “trainanti”, che devono rappresentare almeno il 51% dell’investimento complessivo. Si tratta soprattutto di opere destinate a migliorare l’efficienza energetica degli edifici e degli impianti turistici

Tra gli esempi indicati dal Ministero figurano:

  • coibentazione degli edifici e delle reti di distribuzione;
  • sostituzione di serramenti e superfici vetrate;
  • installazione di caldaie ad alta efficienza;
  • realizzazione di pareti ventilate;
  • riqualificazione energetica di piscine e centri wellness;
  • interventi su impianti termali;
  • sostituzione di sistemi di climatizzazione con tecnologie più efficienti.

Grande attenzione viene riservata anche alla produzione di energia rinnovabile. Sono infatti ammissibili impianti fotovoltaici, pannelli solari termici, sistemi geotermici, pompe di calore e batterie di accumulo energetico.

Spazio anche a intelligenza artificiale e digitalizzazione

Una delle novità più interessanti riguarda gli interventi cosiddetti “trainati”, che possono accompagnare quelli energetici. Il fondo finanzia infatti la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, i sistemi di automazione degli edifici, le tecnologie di monitoraggio intelligente dei consumi, l’adozione di software avanzati e investimenti coerenti con i criteri ESG.

Tra le spese ammissibili rientrano anche infrastrutture digitali, sistemi di domotica, tecnologie di automazione e strumenti capaci di ridurre i consumi energetici attraverso una gestione intelligente degli impianti. Diverse analisi del settore evidenziano come proprio l’integrazione tra efficientamento energetico e tecnologie digitali sia una delle principali tendenze del turismo europeo degli ultimi anni.

Le PMI potranno inoltre inserire nel progetto spese di consulenza specialistica, mentre tutte le imprese potranno ottenere agevolazioni per servizi legati alla tutela ambientale e all’energia.

L’obiettivo: un turismo aperto tutto l’anno

Il Green Tour nasce con una finalità più ampia rispetto al semplice efficientamento energetico. Il Ministero punta infatti a sostenere il cosiddetto “turismo tutto l’anno”, incentivando investimenti che rendano le strutture più sostenibili e competitive anche nei periodi di bassa stagione.

Piscine riscaldate a basso consumo, centri wellness efficienti, spazi congressuali digitalizzati e strutture meno dipendenti dai costi energetici possono infatti contribuire ad attrarre flussi turistici anche nei mesi tradizionalmente meno frequentati.

Il decreto del 16 marzo 2026 individua quattro assi strategici: destagionalizzazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e adozione dei criteri ESG, cioè standard legati agli aspetti ambientali, sociali e di governance delle imprese.

Come verranno valutati i progetti

L’accesso ai fondi non sarà automatico. Le domande saranno inserite in una graduatoria costruita sulla base di specifici criteri di valutazione.

Il Ministero e Invitalia analizzeranno:

  • l’affidabilità economica e finanziaria dell’impresa;
  • la sostenibilità del piano di investimento;
  • il livello di cantierabilità degli interventi;
  • la congruità delle spese;
  • gli indicatori di premialità previsti dall’avviso.

Le domande che non troveranno immediata copertura finanziaria resteranno sospese e potranno essere finanziate in caso di economie o di eventuali rifinanziamenti della misura

Le scadenze da ricordare

Il calendario operativo è già definito:

  • apertura delle domande: 15 luglio 2026 alle ore 12;
  • chiusura delle domande: 15 settembre 2026 alle ore 17;
  • presentazione tramite piattaforma Invitalia con SPID, CIE o CNS;
  • obbligo di firma digitale e PEC attiva;
  • conclusione degli investimenti entro 18 mesi dalla concessione e comunque entro il 30 settembre 2028.

Per molte imprese turistiche si apre quindi una finestra di massimo tre mesi per predisporre progetti complessi e di importo elevato. Considerata la dimensione minima dell’investimento, il Green Tour appare destinato soprattutto a strutture alberghiere, villaggi turistici, catene ricettive e reti d’impresa intenzionate a compiere un salto di qualità sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica, in una fase in cui la competitività del turismo passa sempre più dalla capacità di ridurre i costi energetici, migliorare l’esperienza degli ospiti e distribuire i flussi lungo tutto l’arco dell’anno.

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