Si è concluso a Napoli il summit internazionale “Naples Wildlife Strike International Conference 2026”, la tre giorni interamente dedicata alla prevenzione e alla gestione del rischio da impatti tra aeromobili e fauna selvatica. L’evento, che ha riportato questo cruciale dibattito in Europa per la prima volta dal 2018, è stato organizzato dall’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) con il supporto di Gesac (società di gestione degli aeroporti di Napoli e Salerno) e il coordinamento scientifico del Bird Strike Committee Italy, presieduto dal Direttore Centrale dell’Enac Claudio Eminente.
Ospitato dal 17 al 19 giugno nella cornice del Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova, il congresso ha trasformato il capoluogo campano nel fulcro mondiale della sicurezza aerea. Si è trattato di un debutto storico: Napoli è stata infatti la prima città italiana in assoluto a fare da palcoscenico a questo appuntamento di rilievo globale.
I numeri e i protagonisti del summit
Il successo della conferenza è testimoniato da una partecipazione straordinaria e globale:
- Oltre 180 partecipanti provenienti da ben 34 Paesi e 6 continenti.
- Una platea che ha riunito ricercatori, accademici, gestori aeroportuali e operatori dell’aviazione sia civile sia militare.
- La presenza delle massime autorità regolatorie internazionali, tra cui la statunitense FAA (Federal Aviation Administration), l’europea EASA (Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea), la DGAC e Transport Canada.
- Un programma scientifico fittissimo, che ha visto l’avvicendarsi di 26 presentazioni tecnico-scientifiche e due tavole rotonde animate da più di quindici esperti del settore.
Nuove minacce per la sicurezza dei cieli
Il focus dei lavori si è concentrato sulle strategie più avanzate per garantire la sicurezza del volo attraverso la scienza, l’innovazione tecnologica e la cooperazione istituzionale. Dai dibattiti è emerso un chiaro messaggio d’allarme e d’azione: il rischio di impatto con la fauna selvatica è in rapida evoluzione.
Fattori globali come il cambiamento climatico, l’inarrestabile crescita del traffico aereo, la forte capacità di adattamento delle specie animali agli ambienti urbanizzati e l’introduzione dei nuovi veicoli aerei stanno mutando lo scenario. Di fronte a queste sfide, gli esperti hanno indicato la condivisione dei dati e lo scambio delle best practice internazionali come precondizioni indispensabili e non più rimandabili.
I commenti dei vertici
Il Presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, intervenuto in apertura della seconda giornata, ha espresso profonda soddisfazione:
“Questo convegno dimostra ancora una volta come il Bird Strike Committee Italy si sia affermato come una delle realtà più avanzate nel panorama europeo e internazionale. In questi tre giorni Enac ha creato un importante raccordo su un tema di particolare rilievo e in crescita, direttamente correlato all’intensità del traffico. La presenza di numerosi partecipanti da sei continenti conferma il valore di un impegno comune per tutto il sistema dell’aviazione civile”.
Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Roberto Barbieri, amministratore delegato di Gesac, che ha ringraziato l’Ente nazionale per aver scelto Napoli:
“Si tratta di un riconoscimento importante per la nostra città e per il sistema aeroportuale che rappresentiamo. Dalla conferenza sono emersi rilevanti contributi scientifici e preziosi benchmark utili ad affrontare le sfide presenti e future. Siamo orgogliosi di aver affiancato Enac nella convinzione che il confronto internazionale sia lo strumento indispensabile per consolidare una cultura della sicurezza sempre più avanzata, a beneficio dell’intero comparto del trasporto aereo”.

