L’hotel indipendente da 30 a 200 camere vive un paradosso, da una parte gestisce una complessità che richiede strumenti sofisticati, ma non ha il team IT per mantenerli integrati. Opera con un PMS per la gestione delle camere, un channel manager separato per i canali, revenue management su Excel e sistema di incasso pagamenti disconnesso. Ogni strumento risolve un pezzo del problema ma in maniera solitaria e slegata.
Slope nasce per accorciare questa distanza, si tratta di una soluzione gestionale italiana che tiene insieme prenotazioni, camere, fatturazione, ristorazione, convegni e revenue management in un unico sistema, e quando serve collegare qualcosa di esterno mette a disposizione integrazioni già certificate. L’hotel lavora su un impianto base che è solido e può aggiunge pezzi quando ne ha davvero bisogno.
Marco Matarazzi è CEO e co-fondatore di Slope. Ha pubblicato “Ospitalità 4.0. Guida pratica per l’albergatore moderno” e “Revenue Management per Hotel. Dalla strategia distributiva all’automazione tariffaria”.
In questo articolo ci concentriamo sul suo ultimo ebook, “Scegliere l’ecosistema tecnologico dell’hotel“, un testo interessante in cui sostiene che costruire l’ecosistema tecnologico di una struttura debba essere semplice come montare pezzi di lego, per arrivare a una soluzione su misura senza sprechi. Ne abbiamo parlato con lui.

Quando si parla di software alberghieri, esiste ancora dubbio tra un software in cloud e uno no?
La risposta breve è no. Il cloud è ormai lo standard per ogni hotel che cerca un nuovo software, e ritengo che sia a ragione; nel 2027 è l’unica architettura che consente al software di evolvere con agilità.
Il cloud viene spesso ridotto a due vantaggi, non doversi preoccupare degli aggiornamenti e poter accedere da qualunque posto. Sono aspetti veri e importanti, ma il valore sta altrove: il software può evolvere continuamente, aggiungere capacità, adattarsi alle esigenze dell’hotel e del mercato senza le frizioni di un’architettura vecchia.
Il modello che abbiamo ereditato, e da cui dobbiamo staccarci, era questo: compravi un PMS, poi aggiungevi un channel manager, poi un CRM, poi un RMS. Sistemi separati, con confini netti, silos di funzionalità. Oggi il mercato va verso la completezza funzionale, i confini tra i vari sistemi sfumano e queste sigle (PMS, CRM, CRS, RMS) tendono a scomparire perché il software supera quella categorizzazione rigida.
Una vera piattaforma cloud tutto in uno nasce già pensata per questo scenario: API, dati che fluiscono, integrazioni che funzionano. È la differenza tra un software portato in cloud e un software nato nel cloud.
Molti dei potenziali albergatori che scelgono un gestionale, pensano soprattutto alle funzionalità base: gestione delle prenotazioni, check-in, check-out. Cosa manca in questa visione?
Manca una visione sistemica. Molte imprese alberghiere guardano ai problemi che hanno oggi: “Devo gestire le prenotazioni, devo fare il check-in veloce, voglio una fatturazione a norma con la legge italiana.” Tutti problemi legittimi e urgenti. Se però acquisti il software guardando solo a questi, fai una scelta miope.
La vera domanda da porsi è: cosa succede quando voglio aggiungere un nuovo strumento? Se il gestionale è costruito come una scatola chiusa, collegare una business intelligence esterna, un CRM o un sistema di pagamento diventa impossibile. I dati non passano da un software all’altro, si finisce a fare lavoro manuale, e da lì arrivano duplicati ed errori.
In un mercato che cambia velocemente il prossimo anno avremo bisogno di cose che oggi non possiamo prevedere. Quando si valuta un software la completezza conta, ma conta di più che sia pensato per evolvere insieme al business dell’ospitalità.
Facciamo un esempio concreto, la gestione delle carte di credito dell’hotel. Come dovrebbe lavorare un hotel per ridurre i rischi ed evitare problemi?
È un ottimo esempio, perché quello che serve a un hotel è diverso da quello che serve a un negozio o ad un e-commerce. In un negozio il cliente compra, paga, fine. In un hotel prenota oggi, inserisce la carta a garanzia del soggiorno, e l’addebito o l’autorizzazione arriva più avanti, a volte solo al check-in. In quel lasso temporale, che può essere di giorni o settimane, l’hotel deve conservare la carta in modo sicuro, pianificare gli addebiti in base alle condizioni di prenotazione, restare conforme ai requisiti PSD2. E soprattutto non deve toccare quella carta, non deve vederla.
Abbiamo costruito SlopePay esattamente su questo flusso. Da una parte l’hotel risparmia sulle commissioni grazie ai provider bancari che abbiamo selezionato, dall’altra azzera i grattacapi legati agli incassi. La carta viene raccolta e salvata in modo cifrato secondo le normative, gli addebiti automatici partono nel momento giusto in base alle condizioni che l’ospite ha accettato al momento della prenotazione.
Slope è un software all-in-one, ma il futuro sembra andare verso soluzioni modulari. Come si conciliano le due cose?
Dobbiamo unire il bello dei due mondi, la semplicità del software unico e la potenza delle integrazioni. In questo contesto la logica sensata è partire da un sistema integrato che copra le esigenze operative senza aggiungere complessità inutile. Poi si aggiungono eventuali soluzioni verticali quando/se emerge un bisogno preciso e reale, che il gestionale principale non copre bene. Così semplifichi i sistemi senza sacrificare la potenza.
Il PMS Slope funziona così, alla base abbiamo un core solido che copre ogni reparto dell’hotel in un unico sistema. Quando un albergatore mi dice “mi serve un CRM particolare” o “voglio tenere il mio booking engine“, abbiamo centinaia di collegamenti certificati già pronti da attivare, senza sviluppi e senza bisogno di un team IT interno.
Ultimo punto: la fiducia. Un hotel indipendente investe in un software per anni. Cosa lo rassicura sul fatto che Slope continuerà a esistere, a evolversi, a supportarlo senza sorprese?
Slope è una realtà indipendente e autofinanziata, non ci sono investitori esterni né venture capital che guidano l’azienda al posto nostro. I nostri incentivi sono allineati con quelli degli albergatori che si affidano a noi: guadagniamo se il software funziona bene, se i clienti restano, se il prodotto migliora ogni giorno.
Siamo sul mercato da oltre dieci anni.
Io e Andrea Sprega, socio e CTO, siamo entrambi ingegneri informatici e dopo essere tornati dalla Silicon Valley abbiamo fondato Slope per risolvere un problema tecnologico che vedevamo nel mercato italiano. Oggi più di 1500 strutture ci affidano il loro business e la crescita è costante, con oltre 250 nuove adozioni ogni anno. Investiamo in prodotto e in persone, e fra dieci anni saremo ancora qui a supportare gli stessi clienti di oggi.

