Un posticipo di sei mesi per la messa a punto definitiva e almeno due anni di tempo per arrivare a una piena stabilizzazione. L’Unione Europea cede alle pressioni del settore aereo e logistico e decide di far slittare il lancio definitivo dell’EES (Entry/Exit System), il nuovo sistema europeo di controllo automatizzato degli ingressi e delle uscite, da novembre 2026 a marzo 2027.
Operativo dallo scorso 10 aprile, ma già introdotto in via sperimentale a ottobre 2025, il sistema di tracciamento biometrico ha mostrato fin da subito enormi criticità. Tra guasti tecnici ricorrenti e code chilometriche ai gate, Bruxelles si è vista costretta a concedere più tempo agli hub continentali per evitare il blocco totale del traffico aereo.
Gli aeroporti chiedono tempo: manca l’hardware
A spingere verso il rinvio sono stati soprattutto i grandi scali europei. Hub strategici come Parigi, Francoforte e Amsterdam hanno esplicitamente chiesto più tempo per completare l’installazione dei nuovi chioschi e dei dispositivi tecnologici necessari. Fino a marzo 2027, in queste strutture, si proseguirà quindi con i vecchi processi manuali di timbratura dei passaporti. La sfida logistica è monumentale: a regime, l’EES dovrà gestire oltre 1,2 milioni di attraversamenti giornalieri alle frontiere extra Schengen, richiedendo la registrazione delle impronte digitali e la scansione facciale per tutti i cittadini di Paesi terzi.
Dai 20 secondi ai 90 secondi a passeggero: la mappa del caos
Il nodo centrale rimane il tempo di esecuzione dei controlli. Secondo i dati di Falcovbs, se un controllo passaporti standard richiede oggi appena 20 o 25 secondi, con l’introduzione dell’EES i tempi triplicano, salendo a circa 90 secondi a persona. Una dilatazione dei tempi che crea un immediato effetto imbuto nei momenti di picco.
Uku Särekanno, vicedirettore esecutivo di Frontex (l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera), è stato esplicito durante il summit Abta di Londra: «Ci aspettiamo che la situazione si stabilizzi in 1 o 2 anni. Ci sono Stati che lo gestiscono piuttosto bene, altri che stanno ancora faticando».
In cima alla lista dei Paesi più in difficoltà ci sono le principali mete turistiche europee: Spagna, Portogallo, Francia e Italia. Proprio in Italia si è registrato uno dei casi più eclatanti: ad aprile, oltre 100 passeggeri della compagnia easyJet hanno perso il proprio volo da Milano Linate a Manchester a causa dei ritardi monstre accumulati ai controlli di frontiera. A complicare il quadro si aggiungono le anomalie del personale: Frontex ha rilevato che ad alcuni viaggiatori sono state richieste le impronte digitali anche nei passaggi successivi al primo ingresso. Un’anomalia non prevista dal regolamento, specchio di una formazione ancora troppo disomogenea degli agenti sul campo.
Allarme IATA per l’estate, ma Frontex blinda le regole sui controlli
Le previsioni della IATA (l’associazione internazionale delle compagnie aeree) per la stagione estiva, la prima vera prova del fuoco per l’Ees, erano tutt’altro che rassicuranti. Senza un potenziamento immediato degli organici di polizia e una risoluzione dei guasti tecnici, negli scali più critici si rischiano code fino a 6 ore.
Per questo motivo, anche le compagnie aeree avevano chiesto a gran voce di poter mantenere le clausole di flessibilità e sospensione dei controlli biometrici anche oltre. Su questo punto, però, Frontex ha sbarrato le porte: il rinvio a marzo 2027 servirà proprio a farsi trovare pronti senza più eccezioni.
Il cammino dell’EES e il futuro “Etias” dal 2027
L’introduzione dell’Ees non è una novità improvvisa: il sistema era stato previsto fin dal 2017 con la revisione del Codice frontiere Schengen per sostituire i timbri manuali e registrare i dati dei cittadini extra-UE per soggiorni fino a 90 giorni. Per adeguarsi, gli Stati membri hanno già investito ben 480 milioni di euro in infrastrutture. A Milano e Roma erano già in corso i primi test.
Il rinvio dell’EES si inserisce in un calendario europeo molto fitto. Resta infatti confermato per il 2027 il lancio dell’Etias, la nuova autorizzazione di viaggio elettronica (simile all’Esta americano) richiesta ai cittadini dei Paesi esenti da visto. L’Etias avrà un costo di 7 euro e una validità di tre anni. La piena interoperabilità tra i due sistemi (Ees ed Etias), passo definitivo verso la digitalizzazione totale delle frontiere europee, resta invece fissata per il 2028. Nel frattempo, passeggeri e aeroporti avranno sei mesi di respiro in più per abituarsi alla nuova era dei viaggi.

