Qualche anno fa, in occasione di un evento formativo, avevo affrontato per la prima volta il tema dei flash mob quale strumento di evento “live”.

Per chi ancora non lo conoscesse, il flash mob, tradotto in italiano “folla lampo” è un assembramento improvviso di persone, per lo più sconosciute tra loro, che si sono date appuntamento in qualche luogo via internet, per poi disperdersi. Lasciando nello sbigottimento il pubblico inconsapevole delle loro imprese.

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I primi flash mob andarono in onda negli Stati Uniti; lo storico, o meglio il più conosciuto, fu quello realizzato a Manhattan nel maggio 2003, da Bill Wasik, Senior Editor della rivista Harper. Ma non ebbe un gran successo. Tuttavia, anche se fu un flop, il concetto fu sviluppato nel corso del tempo diventando una vera e propria strategia di marketing che riesce a sviluppare grandi successi.

Solitamente viene generato tramite le sollecitazioni social o email virali e viene applicato a eventi organizzati da specifiche società, con scopi legati alla vendita o alla promozione di un brand o di un nuovo prodotto.
Nel corso degli anni i flash mob, esattamente come succede con la tecnologia, si sono evoluti e trasformati e si sono adattati a tutte le realtà e declinazioni: a nuove prospettive, a nuovi contesti e hanno assunto funzioni diverse, senza però perdere il principio fondamentale di accogliere persone.

Sebbene rimanga sempre la difficoltà di far spostare persone da un ambiente virale a un ambiente fisico, e anche se i partecipanti possono prendervi parte in modo semplice, il successo di un flash mob negli eventi rimane la grande creatività che deve scatenare per catturare l’interesse.

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In tanti anni di agenzia, non mi sarebbe dispiaciuto partecipare a un evento veramente live, dove tutto viene sviluppato all’improvviso, come una grande festa, con fantasia ed estro. Sono sicura che sarebbe stata un’esperienza davvero straordinaria e molto stimolante.

Certo, non proprio un evento convenzionale e ai quali ero solita partecipare; ma è proprio questo lo spirito degli eventi flash mob. A Milano è addirittura nata una vera e propria community che realizza in piazza oltre 40 eventi all’anno e supera i 2,5 milioni di visualizzazioni su Youtube.
Il successo è dato dall’improvvisazione, dal coinvolgimento di attori professionisti, danzatori, musicisti e figure insolite che riescono a creare stupore, meraviglia e piacere. Azioni non convenzionali che riescono a catturare gli utenti con sorpresa.

Un modello spesso seguito dalle grandi corporate internazionali, che hanno compreso non solo il grande potenziale di questa tipologia di eventi, ma anche il loro cosiddetto effetto “coda lunga” che solo il web è in grado di offrire.

Quindi non stupiamoci se in aeroporto, al prossimo volo, ci troveremo a ballare e a cantare come è successo a questi passeggeri di compagnia aerea.

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