Quale sarà il volto del lusso di domani? La risposta arriva da Milano, dove il Glion Institute of Higher Education ha riunito, presso il prestigioso Bulgari Hotel, esperti di branding, talent management e ospitalità per un confronto esclusivo: “Gen Alpha: la generazione che reinventerà il lusso”.

Al centro del dibattito, moderato dalla giornalista Sara Magro, c’è la cosiddetta “Generazione Alpha” (i nati dopo il 2010). Un bacino di oltre 2 miliardi di individui destinato a cambiare le regole del gioco. Secondo le stime di Bain & Company, entro il 2030, Gen Z e Gen Alpha rappresenteranno l’80% degli acquisti globali nel settore del lusso.

Autenticità ed emozione: i nuovi codici

Il lusso del futuro non sarà più definito solo dall’esclusività, ma dal valore identitario. “Non basta più il prodotto, conta soprattutto come un’esperienza ti fa sentire”, ha spiegato Giovanni Manfredini di Glion. La sfida per i brand sarà quella di trasformarsi in “ecosistemi esperienziali” capaci di offrire una connessione autentica, andando oltre i tradizionali simboli di status.

Un concetto rafforzato da Margot Canfeur (L’Amour Agency): “La Gen Alpha è cresciuta nell’era dell’algoritmo; per loro il lusso è culturalmente accessibile online. Per questo, i brand devono ritrovare intimità, creando storie che trasmettano significato e un reale senso di appartenenza”.

Tecnologia vs Umanità: il paradosso del lusso

Se l’intelligenza artificiale promette di ottimizzare i servizi e personalizzare l’offerta, il fattore umano rimane l’insostituibile bussola dell’hospitality. Stephen Alden, ex CEO di Raffles Hotels & Orient Express, non ha dubbi: “L’AI trasformerà l’efficienza operativa, ma la capacità di far sognare e di creare connessioni emotive resterà l’elemento centrale per costruire fedeltà”.

La nuova frontiera del lavoro

La rivoluzione tocca anche il management e la gestione dei talenti. Le nuove leve cercano nelle aziende purpose, flessibilità e benessere. “I giovani talenti non cercano solo un brand prestigioso”, ha sottolineato Serena Dognini, HR Manager del Bulgari Hotel Milano, “ma ambienti inclusivi, attenti alla crescita personale e coerenti con i propri valori”.

L’evento milanese conferma il ruolo di Glion come osservatorio privilegiato per anticipare i cambiamenti che stanno già impattando il comparto. Mentre i confini tra lusso, tecnologia e cultura si fanno sempre più labili, l’industria è chiamata a un cambio di passo: smettere di reagire alle mode e iniziare a plasmare, fin da oggi, la nuova grammatica del lusso globale.

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