Sono molte ormai le organizzazioni che si avvalgono di prestazioni di personale a tempo permanente. Spesso sono risorse impiegate in funzionali di call center, servizio di primo front office o servizi di back office che non richiedono necessariamente un contatto diretto con il cliente finale.

Questo fenomeno si è man mano diffuso anche in funzioni di livello più alto, come i manager. Già nel 2010 si parlava di un 32 per cento di aziende che utilizzava il manager temporaneo. Un valore che negli anni successivi è incrementato notevolmente e oggi si aggira al 55 per cento di occupazione del settore del Management Consulting.
Si tratta di figure professionali esterne a cui viene offerto un contratto a tempo e spesso si può trovare in grandi aziende quali Banche e Assicurazioni, Telecomunicazioni e Media, Energia e Utilities.

I manager temporanei sono quindi dei veri e propri Manager Yogurt: cioè hanno già dall’inizio del loro rapporto di lavoro un bollino che identifica la loro data di scadenza in azienda.

Sebbene si possa contare su di un vantaggio economico e sulla capacità di “rivoluzionare” fasi aziendali importanti, il cruccio maggiore rimane quello di comprendere se questi manager possono davvero offrire un valore intrinseco all’interno delle organizzazioni.tmtappa4-700x300

Analizziamo insieme vantaggi e svantaggi del Manager Yogurt

Un manager temporaneo, lo abbiamo visto sopra, sicuramente rappresenta per l’azienda un costo variabile, che in certi contesti e in certi momenti aziendali, è considerato un valore perché non grava sui cosiddetti costi fissi. Inoltre i costi sono spesso commisurati sui risultati che si vogliono ottenere.

Tra i vantaggi del manager temporaneo riscontriamo la capacità di portare in azienda una maggiore innovazione e il trasferimento di esperienze di mercato più ampie che derivano proprio dalla particolarità di questo manager di aver affrontato, nel tempo, situazioni e opportunità diverse. Il manager Yogurt stimola così i dipendenti che, coinvolti in questo processo di cambiamento, riescono anche ad accettare obiettivi più sfidanti, e a volte anche “scomodi” .

Tuttavia questi manager possono avere, rispetto alle motivazioni aziendali, obiettivi temporanei e lavorare solo in una logica di breve periodo. E quando si richiede, ai dipendenti di un’azienda, di continuare il tipo di approccio “insegnato” dal manager Yogurt, spesso si va incontro ad un rifiuto. Con il risultato finale che le competenze ricevute tendono a scomparire molto velocemente e il costo del manager temporaneo è diventato molto più oneroso per l’azienda.

Perché questo succede? L’inserimento di un manager yogurt, nella vita quotidiana di un’azienda, può essere vissuto come un coinvolgimento emotivo molto elevato. Si lavora tutti per un obiettivo, ma con un senso di ansia e quasi di paura che nel lungo periodo provoca un effetto opposto alle aspettative dell’azienda. I collaboratori che rimangono, al termine del mandato di un manager temporaneo, sono quasi svuotati e perdono un punto di riferimento che mette in dubbio la strategia messa in atto. E non solo: anche la stessa capacità della direzione di aver selezionato un manager all’altezza.

Quando inserire il manager Yogurt

Ci sono casi in cui questa figura può rappresentare un vero valore per l’azienda.

  • Quando l’impresa è nella fase di start up di un progetto e ha quindi bisogno di un’esperienza consulenziale specifica.
  • Quando ci sono momenti di crisi aziendale dove il supporto di un consulente esterno viene visto come una “manna dal cielo”.
  • Quando ci sono cambiamenti di natura strategica e organizzativa, così come passaggi funzionali e generazionali da fare.
  • Quando si vogliono introdurre nuovi servizi o cambiare il modo di offrire specifici servizi.

Il Manager temporaneo entra quindi in tutte le fasi organizzative dell’azienda, riceve deleghe funzionali e operative e prende decisioni che hanno un impatto generale sull’azienda, a tutti i livelli.

Temporary Export Manager

Un altro caso interessante, e sempre più crescente nelle piccole medie imprese italiana è il Temporary Export Manager.

È il caso di quelle aziende che per natura, esperienza aziendale o incapacità non riescono ad approcciare i mercati internazionali e hanno, quindi, bisogno di figure altamente specializzate ed esperte nei mercati esteri.

Il Manager temporaneo dedicato alle attività di sviluppo delle esportazioni si muoverà analizzando:

  • il prodotto,
  • il mercato,
  • le tecnologie a supporto
  • la logistica della distribuzione
  • l’offerta economica
  • e gli aspetti amministrativi e fiscali relativi.

Si tratta di un manager temporaneo che svolge una vera e propria attività di carattere commerciale, analizzando le migliori procedure di export e individuando le attività specifiche al settore industriale dell’azienda.

gestione-progettiAlcune riflessioni sul manager temporaneo

Il mercato sta andando sempre più verso i manager a tempo. Un fenomeno crescente anche nel settore del Turismo. Si pensa di sfruttare le sue competenze e ottenere l’impegno di obiettivi misurabili e in breve tempo.

Tuttavia spesso manca da parte delle direzioni aziendali quella capacità di essere attenti ai comportamenti di certi manager temporanei nei confronti di collaboratori aziendali, che in passato hanno invece dato un notevole contributo e possono, per le loro competenze e professionalità, essere un valore per il futuro. Quello che risulta carente è la capacità di motivare chi resta. E quindi, di conseguenza, la capacità di saper continuare l’opera del manager yogurt. Il suggerimento è quello di regolamentare non solo l’approccio, ma anche le funzioni di comando evitando di far generare conflitti che rallenteranno il vero processo di trasformazione, imparando a guardare anche al futuro.

Perché il vero successo di un manager Yogurt dipende dal clima aziendale che si è creato, cercando di affrontare momenti di complessità ed incertezza in maniera positiva e costruttiva. Solo così si avrà la garanzia che un processo di cambiamento, realizzato da una figura esterna, possa continuare e trovare le giuste radici per poi fiorire.

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