Il panorama dei viaggi internazionali sta cambiando e il Giappone non fa eccezione. Se hai in programma un viaggio nel Paese del Sol Levante, c’è un nuovo acronimo che devi assolutamente conoscere: JESTA. Proprio come gli Stati Uniti hanno l’ESTA e l’Europa si prepara al lancio dell’ETIAS, anche Tokyo ha deciso di digitalizzare i propri confini con un visto turistico a pagamento. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa novità.
Cos’è il JESTA?
L’acronimo sta per Japan Electronic System for Travel Authorization. Non si tratta di un visto tradizionale, ma di una pre-autorizzazione elettronica obbligatoria per tutti i cittadini provenienti da Paesi che attualmente godono dell’esenzione dal visto per motivi turistici o d’affari a breve termine (inclusa l’Italia).
L’obiettivo dichiarato dal governo giapponese è duplice:
- Sicurezza: Filtrare i passeggeri prima dell’imbarco per ridurre il rischio di ingressi illegali o soggiorni oltre i limiti consentiti.
- Efficienza: Snellire le procedure burocratiche agli aeroporti, riducendo drasticamente le code all’immigrazione tramite l’uso di gate automatizzati e codici QR.
Quando entrerà in vigore il JESTA?
Sebbene la legge sia stata approvata nel marzo 2026, il sistema non è ancora operativo. Il lancio ufficiale è previsto per l’anno fiscale 2028 (che in Giappone va dal 1° aprile 2028 al 31 marzo 2029).
Fino ad allora, i viaggiatori italiani possono continuare a entrare in Giappone per turismo fino a 90 giorni semplicemente mostrando il passaporto, senza bisogno di registrazioni preventive.
Come funzionerà la procedura?
Il processo sarà interamente digitale e molto simile a quello americano:
- Modulo Online: Dovrai inserire i dati del passaporto, l’itinerario del viaggio e rispondere a brevi domande di sicurezza.
- Costi: È prevista una tassa di registrazione. Le stime attuali oscillano tra i 1.500 e i 3.000 yen (circa 9-18 euro), in linea con gli standard internazionali.
- Approvazione: Una volta inviata la domanda, riceverai una conferma digitale collegata direttamente al tuo passaporto.
- Controllo all’Imbarco: Le compagnie aeree verificheranno il possesso del JESTA al check-in. Senza l’autorizzazione, l’imbarco verrà negato.
Chi dovrà richiederlo?
Il JESTA riguarderà i cittadini di circa 71 Paesi esenti da visto, tra cui:
- Italia e il resto dell’Unione Europea
- Stati Uniti, Canada e Australia
- Regno Unito
Nota bene: Se possiedi già un visto lavorativo, di studio o di residenza a lungo termine, non avrai bisogno del JESTA.
In sintesi: cosa cambia per i turisti?
| Caratteristica | Situazione Attuale | Con JESTA (dal 2028) |
| Documento | Solo passaporto | Passaporto + Autorizzazione Online |
| Costo | Gratuito | Tassa prevista (circa €10-20) |
| Tempo di attesa | File ai controlli manuali | Gate automatizzati con QR Code |
| Pianificazione | Nessuna azione preventiva | Registrazione obbligatoria pre-volo |
Gli operatori sono già pronti al cambiamennto. “JESTA introdurrà una nuova modalità di accesso al Giappone e renderà ancora più importante preparare il viaggio con attenzione, anche dal punto di vista documentale. Il nostro compito sarà accompagnare i viaggiatori in questo passaggio, fornendo supporto chiaro e aggiornato affinché possano affrontare le pratiche necessarie senza preoccupazioni”, dichiara Francesca Cagnoli, Department Manager di Japanspecialist Italia.
Una volta entrato in vigore, JESTA diventerà un requisito obbligatorio per l’accesso al Paese in caso di turismo, trasferte di lavoro, brevi corsi di studio, visite a parenti o amici e transiti. In assenza di approvazione, non sarà possibile imbarcarsi su voli o crociere diretti in Giappone. Tra gli elementi più rilevanti del nuovo sistema vi è il carattere individuale dell’autorizzazione: ogni viaggiatore dovrà disporre della propria approvazione JESTA, inclusi bambini e neonati, con autorizzazione collegata al singolo passaporto. Non saranno quindi previste domande familiari o di gruppo
L’introduzione di JESTA si inserisce in una fase di forte crescita del turismo internazionale verso il Giappone. Dopo la riapertura post-pandemia, il Paese ha registrato un deciso incremento degli arrivi, raggiungendo 42,7 milioni di visitatori nel solo 2025. In questo contesto, il governo giapponese punta a rendere più efficienti i controlli, rafforzare la sicurezza alle frontiere e gestire in modo più strutturato i flussi turistici. Allo stesso tempo, da diversi anni il Giappone sta progressivamente orientando la propria strategia verso un turismo più sostenibile e di maggiore qualità, come dimostrano misure già introdotte a livello locale per governare meglio l’impatto dei flussi: Kyoto, ad esempio, ha rafforzato la propria accommodation tax a partire dal 1° marzo 2026 e la collega esplicitamente sia alla promozione turistica sia alla gestione delle criticità legate al sovraffollamento; nella stessa direzione va anche la revisione delle tariffe di accesso in alcuni siti simbolo, come il Castello di Himeji, che dal 1° marzo 2026 ha aumentato il biglietto per i visitatori non residenti, portandolo da 1000 a 2500 yen per persona.

