Da poco più di un mese Giovanni Bastianelli è il nuovo direttore esecutivo dell’ENIT.

Una buona notizia per gli operatori dei congressi e degli eventi vista l’esperienza che Bastianelli ha maturato nel settore dopo i numerosi anni trascorsi a Confcommercio come Coordinatore Nazionale e Direttore del Settore Turismo. 

Nel marzo 2012, dopo otto mesi da Consigliere del Ministro per i rapporti con le associazioni di categoria e le imprese, viene infatti chiamato a coordinare le attività associative di Federcongressi dall’allora Presidente Paolo Zona.

Una parentesi di un anno. A luglio 2013 diventa Direttore Generale della Regione Lazio per il Turismo dove si è occupato tra l’altro del rilancio del turismo congressuale nella Capitale sino allo scorso Marzo 2016

Buongiorno Direttore, come sono andati i primi mesi alla guida dell’ENIT?

A dire il vero è trascorso un mese solo. Un mese di assestamento direi, dove ho preso visione dei processi decisionali già intrapresi dal cda che riguardano in particolar modo il rilancio dell’Agenzia attraverso il ricollocamento del personale e le nuove strategie di promozione.

Come vi state muovendo su questi due fronti?

Sul fronte del personale, il passaggio dell’ENIT da ente pubblico a ente pubblico economico svincola l’agenzia dall’apparato burocratico della pubblica amministrazione. Entro luglio termineremo il ricollocamento del personale.

Sul fronte promozionale oltre a una campagna web e social che partirà a breve stiamo lavorando a stretto contatto con il Ministero del Turismo per seguire le missioni estere della Presidenza del Consiglio in modo da lavorare su contatti di altissimo livello anche in chiave di promozione turistica.

Attenzione al mercato nazionale e maggiore condivisioni di intenti tra le Regioni. Questo potrebbe portare alla realizzazione di una grande Fiera Nazionale del Turismo in grado, al pari di Salone del Mobile e Settimana della Moda, di attrarre turisti da ogni parte del mondo sfruttando anche eventi collaterali?

Non per smorzare gli entusiasmi ma quando si parla di altri settori nazionali rapportati al turismo penso più al Made in Italy. Allo stato attuale, più che una grande fiera nazionale, trovo più proficuo che l’ENIT partecipi a fiere extra settore rappresentando l’Italia e promuovendo di conseguenza i territori in cui questi prodotti vengono realizzati. 

Quando si parla di aziende non possiamo, soprattutto in ottica internazionale, non pensare al turismo congressuale. Cosa può dirci a riguardo?

Dico che è un turismo dalla altissime potenzialità. Non lo scopro di certo io.

Ma sono convinto che, al pari di quel che riguarda il turismo leisure, si possa fare meglio se si migliora la qualità dei servizi erogati e la forza vendita volta a intercettare i grandi congressi ed eventi internazionali.

Sull’aspetto logistico e dei trasporti sono stati fatti notevoli passi avanti con la rete ferroviaria dell’alta velocità e le nuove rotte aeree proposte dalla compagnia di bandiera. Cito a esempio la rotta giornaliera su Pechino.

ENIT dal canto suo sta mettendo a disposizione del Convention Bureau Italia, le sedi estere per organizzare eventi e sales mission, supportando inoltre la presenza del CBI nelle maggiori fiere di settore nel mondo.

Quali i mercati su cui investire?

Dobbiamo puntellare la nostra presenza su quei mercati dove la nostra quota è già consolidata come quello Nord Europeo e Nord Americano e investire maggiormente su economie in forte espansione, su tutte quella asiatica.

La ringraziamo per l’intervista. Ci saluti con una previsione: quanto può crescere in percentuale l’incidenza del turismo sul PIL nazionale?

Ci sono tutti i presupposti per fare un ottimo lavoro, sia sul fronte della convegnistica sia sul fronte del turismo leisure.

Avremo successo se avranno successo le cose che dovremo fare e se raggiungeremo gli obiettivi che sono al tempo stesso, obiettivi del Paese nel suo insieme e obiettivi di vasti settori imprenditoriali, poiché il turismo è il frutto di un lavoro comune dello Stato, delle regioni, degli enti locali, delle istituzioni pubbliche, di tutto l’articolato comparto che fa capo a quella che definiamo l’industria turistica e i servizi del settore.

L’ENIT si impegnerà per questo.

Intervista di Jacopo Angri

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