ITA Airways diventa tedesca: Lufthansa esercita l’opzione per il 90% a giugno

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Lufthansa blinda Ita Airways: il matrimonio tra la compagnia di bandiera italiana e il colosso di Colonia entra nella sua fase decisiva. Con un tempismo che sa di mossa strategica calcolata al millimetro, il Gruppo Lufthansa ha confermato che eserciterà l’opzione per salire al 90% di ITA Airways entro giugno.

Non è solo un passaggio di quote, ma il segnale che l’integrazione tra Roma e Francoforte sta correndo più veloce del previsto. Ecco cosa sta succedendo nei piani alti dell’aviazione europea e cosa cambierà per i passeggeri.

I dettagli dell’operazione: i numeri dell’ascesa

Dopo aver acquisito il primo 41% nel gennaio 2025, Lufthansa ha deciso di non aspettare oltre. Il Consiglio di Sorveglianza ha dato il via libera: a giugno verranno versati 325 milioni di euro nelle casse del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per rilevare un ulteriore 49%.

  • Quota attuale: 41% (socio di minoranza)
  • Nuova quota (giugno 2026): 90% (controllo quasi totale)
  • Il futuro del MEF: Manterrà il restante 10%, con un’opzione di uscita definitiva fissata per il 2028.
  • Bonus di rendimento: L’accordo prevede anche un potenziale “earn-out” fino a 100 milioni di euro, legato al raggiungimento di determinati obiettivi di redditività di ITA.

Cosa implica per ITA e per l’Italia?

L’ascesa al 90% non è un semplice cambio di azionista, ma la trasformazione definitiva di ITA Airways nella quinta compagnia di rete del Gruppo Lufthansa (accanto a Lufthansa, Swiss, Austrian e Brussels Airlines).

Fiumicino come “Hub del Sud”

Roma Fiumicino diventerà ufficialmente il sesto hub del gruppo e il più importante per i collegamenti verso il Sud del mondo. L’obiettivo è intercettare i flussi verso l’America Latina e l’Africa, territori dove Lufthansa ha storicamente meno presenza rispetto ai concorrenti di Air France-KLM.

Integrazione operativa totale

I passeggeri hanno già iniziato a percepire il cambiamento:

  • Star Alliance: ITA è ormai parte integrante dell’alleanza globale.
  • Miles & More: Il programma fedeltà è stato unificato, permettendo di accumulare e spendere punti su tutto il network tedesco.
  • Cargo: Lufthansa Cargo gestisce già la capacità merci di ITA, ottimizzando i riempimenti delle stive.

Lo scoglio regolatorio

Non è tutto in discesa. Il “closing” finale dell’operazione è atteso per l’inizio del 2027. Perché così tardi? Perché serve il timbro definitivo della Commissione Europea e, soprattutto, del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Le rotte transatlantiche sono il terreno di scontro più delicato: le autorità antitrust vogliono garanzie che l’asse Roma-Francoforte non crei un monopolio sui voli verso il Nord America.

Le reazioni: tra ottimismo e realismo

Il CEO di Lufthansa, Carsten Spohr, si è mostrato raggiante durante l’ultima assemblea degli azionisti:

“Avevamo promesso l’integrazione più rapida della nostra storia e siamo stati ancora più veloci. ITA è già vissuta dai clienti come parte della famiglia.”

Dal lato italiano, il Ministero dell’Economia vede nell’operazione la conclusione di un percorso iniziato con le ceneri di Alitalia: l’obiettivo è la stabilità finanziaria a lungo termine, sottraendo la compagnia alle fluttuazioni dei bilanci statali.

Tuttavia, tra i sindacati rimane un filo di cautela. Se da un lato il piano industriale garantisce crescita della flotta (già sopra i 100 aerei), dall’altro si guarda con attenzione al mantenimento dei livelli occupazionali e alla centralità delle basi italiane rispetto ai grandi centri decisionali tedeschi.

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