Non più solo spiagge, ma un ecosistema turistico integrato che connetta il mare all’entroterra attraverso le vie d’acqua. È questa la visione emersa oggi a Caorle durante il convegno “Litoranea Veneta Fluviale: motore di sviluppo turistico del Veneto Orientale”, un incontro che ha segnato un punto di svolta per il Masterplan dedicato alla storica idrovia.
Una strategia di sistema
Il progetto, che vede capofila il Comune di Caorle insieme ai 22 Comuni della Conferenza dei Sindaci, punta a decongestionare il litorale veneziano portando i flussi turistici verso borghi e paesaggi rurali. “Vogliamo un modello capace di distribuire i flussi tutto l’anno”, ha spiegato l’assessore al Turismo di Caorle, Mattia Munerotto, annunciando il potenziamento dei servizi di “passo barca” e nuovi collegamenti tra Bibione e Duna Verde.
Dello stesso avviso Alberto Teso, presidente della Conferenza dei Sindaci, che ha richiamato all’ordine il settore privato: “Serve un coordinamento stretto; le istituzioni tracciano la rotta, ma sono gli operatori a dover investire per rendere il prodotto competitivo”.
I numeri e le sfide tecniche
Marco Gusso, coordinatore del progetto per la Compagnia della Litoranea Veneta, ha presentato dati inequivocabili: oggi il turismo è quasi totalmente schiacciato sulla costa, ma la domanda per esperienze outdoor e culturali è in netta crescita.
Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli. Lo studio ha evidenziato criticità strutturali per il transito dei natanti e la necessità di nuovi approdi. A queste si aggiunge la sfida climatica: Sergio Grego (Consorzio di Bonifica Veneto Orientale) ha lanciato l’allarme sull’innalzamento del mare. “Le arginature dovranno essere alzate fino a 3 metri nei prossimi vent’anni per proteggere un territorio fragile che si trova sotto il livello del mare”, ha dichiarato, sottolineando come la sicurezza idraulica sia il prerequisito per ogni sviluppo turistico.
L’acqua come moltiplicatore economico
L’aspetto economico è stato blindato dall’intervento di Alessandra Grosso, direttrice di Infrastrutture Venete. Uno studio condotto con l’Università Ca’ Foscari ha rivelato un dato sorprendente: per ogni euro investito nell’infrastruttura fluviale, se ne generano tra 1,73 e 2,23 nell’economia locale. > “La Litoranea non è solo un canale, è un corridoio ecologico e culturale,” ha ribadito Giancarlo Pegoraro (VeGAL), ricordando l’imminente ultimazione della ciclovia Trieste-Venezia che si integrerà perfettamente con i percorsi d’acqua.
Verso il 2027: crociere elettriche e nuovi itinerari
Il dinamismo del settore è confermato dai privati. Pier Paolo Romio, fondatore di Girolibero, ha annunciato per il 2027 il varo di una nave da crociera 100% elettrica da 12 cabine, disegnata specificamente per i fondali della Litoranea. Un segnale forte che si unisce all’esperienza storica di Rudy Toninato (Delta Tour), il quale ha sottolineato come la collaborazione pubblico-privato sia l’unica via per attrarre un turismo “alto spendente” interessato alla lentezza e alla cultura.
In chiusura, il Vicepresidente della Regione, Lucas Pavanetto, ha confermato il sostegno della Regione Veneto alla diversificazione dell’offerta: la Litoranea Veneta non è più un’eredità del passato, ma la spina dorsale di un nuovo Veneto, più verde e interconnesso.

