Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha presenziato al Salone del Camper di Parma, dove il 14 settembre ha partecipato al punto stampa dedicato al comparto dell’open air. Una scelta che non abbiamo potuto non confrontare con la concomitante assenza della rappresentanza istituzionale italiana all’Arabian Travel Market di Dubai, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’industria turistica che dopo il rinvio a settembre non vede più la presenza dello stand Enit, mai mancato nelle recenti edizioni.
«Non avrei mai potuto mancare a questa fiera importantissima», ha dichiarato Mazzi a Parma, definendo il Salone del Camper «la fiera di settore più importante d’Italia e seconda in Europa dopo la Germania». La manifestazione, secondo i dati citati dal ministro, conta 107 mila visitatori, 310 espositori, 600 veicoli ricreazionali esposti e 110 mila metri quadrati di superficie espositiva. Numeri che, secondo Mazzi, confermano il peso assunto dal turismo all’aria aperta all’interno dell’offerta turistica italiana.
Sul fronte dell’open air, il ministro ha rivendicato gli investimenti realizzati dal Ministero del Turismo. «Abbiamo anche investito 32 milioni di euro per oltre 150 progetti in 169 comuni d’Italia», ha spiegato Mazzi. Le risorse sono destinate alla realizzazione di 4.375 piazzole di sosta distribuite sul territorio nazionale: il 28,5% al Nord, il 28,5% al Centro e il 43% tra Sud e Isole.
Per il ministero, il turismo open air rappresenta uno strumento utile anche per perseguire alcuni degli obiettivi individuati nella strategia delle «4D»: delocalizzare, decongestionare, destagionalizzare e digitalizzare.
Il camperismo può contribuire a distribuire i flussi turistici al di fuori delle destinazioni maggiormente congestionate e delle stagioni di punta. «Il turista open air ama molto visitare i luoghi anche al di fuori delle stagioni canoniche», ha osservato Mazzi.
Un ruolo viene attribuito anche alla digitalizzazione. Secondo il ministro, soprattutto il turista straniero che sceglie questa modalità di viaggio tende a pianificare con attenzione la propria esperienza, utilizzando strumenti tecnologici per organizzare itinerari e servizi.
Mazzi ha quindi sottolineato la necessità di migliorare gli standard di accoglienza italiani, prendendo come riferimento alcune aree del Nord Europa. «Dobbiamo arrivare ad avere un livello di accoglienza come quello di alcune zone d’Europa», ha affermato, richiamando l’attenzione sulla qualità dei servizi destinati ai camperisti.
Il ministro ha inoltre respinto l’idea che il turismo in camper sia associato prevalentemente a una spesa contenuta. «Va sicuramente smentito che questo tipo di turismo non sia altospendente», ha dichiarato, sottolineando il valore economico dei veicoli ricreazionali e la capacità dei loro utilizzatori di generare ricadute economiche sul territorio.
A Parma il messaggio di Mazzi è stato chiaro: il turismo open air viene considerato dal Ministero del Turismo un segmento sul quale investire, sia per la capacità di generare spesa sia per il contributo alla distribuzione dei flussi sul territorio e alla destagionalizzazione.
Allo stesso tempo l’assenza dello stand Enit a Dubai va letta sul piano delle priorità della sul promozione internazionale dell’Italia, soprattutto considerando il ruolo che gli Emirati Arabi Uniti rivestono come mercato turistico, hub aeroportuale e piattaforma commerciale.

