Partiamo dal dire una cosa: l’Obama che si è presentato a Milano per The Global Food Innovation Summit by Seeds&Chips, era davvero un gran figo. Senza cravatta, camicia sbottonata al punto giusto e l’aria rilassata di chi, dopo dieci anni, non ha più il peso del mondo sulle proprie spalle.

Obama che negli Stati Uniti ha affrontato il “problema food”, o meglio il “problema fast food”, grazie alla collaborazione della consorte Michelle, che attraverso la campagna per la salute pubblica Let’s Move, si è impegnata per ridurre l’obesità nei bambini più piccoli.

L’ex Presidente ha tentato di incidere anche sugli aspetti economici legati al cibo, in particolar modo attraverso il TTIP che, accanto al principio positivo dell’abbattimento di dazi e dogane fra Europa e Stati Uniti, avrebbe favorito la circolazione sul mercato italiano di prodotti d’imitazione e non avrebbe avuto governi democraticamente eletti, ma organismi tecnici sovranazionali, a condurre il gioco delle priorità regolamentari.

Tradotto: il governo statunitense se ne sarebbe lavato le mani in caso di dispute come accaduto anche in occasione di Expo 2015, quando non fu chiamato a ripianare i debiti per oltre 20 milioni di euro che il padiglione degli Stati Uniti aveva accumulato.

Tristi protagonisti della vicenda erano state in particolare tre aziende italiane: la Nussli Italia con un ammanco sui lavori effettuati all’interno del padiglione per 12-15 milioni di euro, Uvet e Simmetrico che hanno curato logistica e interni per circa tre milioni di euro a testa.

Della vicenda non si è più saputo niente, anche se l’allora amministratore delegato di Nussli, Emanuele Rossetti, che intervistato da Repubblica.it nell’ottobre 2015 aveva dichiarato speranzoso che un accordo era ancora possibile e che del problema si stavano interessando tutti, dal Consolato Usa al commissario Expo Giuseppe Sala, ha cambiato azienda e settore.

Ritornando ai giorni nostri, nell’intervento fatto da Barack Obama nel corso di Seeds&Chips, l’ex Presidente degli Stati Uniti ha tenuto a ringraziare, oltre a Giuseppe Sala, Letizia Moratti e Matteo Renzi, anche il Commissario Generale del Padiglione USA, Douglas Hickey, per aver reso possibile EXPO 2015.

(AP Photo/Luca Bruno)

Nessun riferimento alla spiacevole situazione che si è andata a creare.

Certo, avere un Barack Obama a Milano, che durante il suo discorso cita la romantica vacanza avuta in Toscana con la moglie Michelle, e ricorda la passeggiata tra i Fori Imperiali è uno spot straordinario per la nostra Italia.

Certo anche, che le tre aziende creditrici avrebbero preferito vedere i soldi.

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