In occasione di Bit Milano 2024, Rovigo Convention & Visitors Bureau, ha presentato in anteprima i nuovi strumenti di marketing, comunicazione e promozione turistica del suo territorio. Cristina Regazzo, Responsabile di Rovigo Convention & Visitors Bureau ha illustrato le linee guida dell’intero progetto, coordinando gli interventi di Valeria Targa, Consigliere e delegato per GAL Adige, Marco Maran, Direttore Museo Diocesano della Cattedrale di Adria e Cancelliere della Curia e Alessandra Veronese, addetta alle Relazioni con i Media della Fondazione Cariparo.

Molti sono i modi per far conoscere una terra veneta che fonda le sue radici nel mito, plasmata dal corso dei due fiumi più lunghi d’Italia che ancora oggi ne disegnano le peculiarità, i suoni, i colori. Rovigo e le Terre fra Adige-Po si svelano pian piano lasciando spazio alla curiosità del viaggiatore attento, consapevole, evoluto,. Che predilige luoghi poco affollati e si lascia trasportare dall’emozione di una campagna rigogliosa che si offre come elemento architettonico e umano di arti, mestieri, tradizioni. In questo bellissimo scenario “eco e slow”. Ville, palazzi e luoghi sacri custodiscono piccoli e grandi tesori che regalano stupore e meraviglia a chi ama la natura, la storia e la cultura.

“Per accompagnare la scoperta dell’offerta turistica che di anno in anno si arricchisce, Rovigo Convention & Visitors Bureau, da sempre attivo nella promozione di viaggi leisure & business, ha creato nuovi strumenti e altrettante occasioni per una vacanza in questi luoghi”, ha precisato Cristina Regazzo, Responsabile di Rovigo CVB, in occasione della conferenza stampa nell’arena dello stand della Regione Veneto alla BIT (Borsa Internazionale Turismo).

“L’intensa attività svolta ha permesso infatti di creare, supportare e avviare ulteriori asset e iniziative, grazie in particolare al sostegno di Camera di Commercio Venezia-Rovigo, Fondazione Cariparo e Gal Adige, Associazione costituita da un partenariato pubblico-privato che si occupa della valorizzazione rurale di 17 comuni del Polesine attraverso Fondi Comunitari.

In rassegna tutti gli strumenti: le prime 6 brochure tematiche, 5 video che esaltano itinerari open-air e un portale web che continuerà il suo sviluppo nel 2024, collegandosi al DMS regionale. In più, altri due video: uno per la promozione delle Terre fra Adige-Po come destinazione wedding, l’altro come destinazione meeting & eventi nell’ambito delle azioni realizzate con la rete regionale Venice Region Convention Bureau Network. Senza tralasciare la versione in inglese dell’APPDiscover Rovigo, divisa in ben 4 volumi tematici: “Rovigo, piccola ma sorprendente”, “Delta del Po”, “La Vita è una Giostra”, “Saperi e Sapori”. Le novità non terminano qui. Nuovi siti culturali apriranno i battenti nel 2024. In particolare il Museo Diocesano della Cattedrale di Adria-Rovigo il cui vernissage è previsto per settembre, vanterà un susseguirsi di sale caratterizzate da nuclei a tema, con opere provenienti da tutta la diocesi, come quelle della quadreria della Pinacoteca del Seminario, argenti e suppellettili, la Madonna della Vita e il Polittico di Raccano (opere di Michele da Firenze.in terracotta dipinta del ‘400 padano). Inoltre, un significativo nucleo di paramenti settecenteschi, la suggestiva “Galleria delle Processioni” e la multimediale sala dell’organo, che consente la riproduzione de “il re degli strumenti musicali”.

Il Museo Diocesano della Cattedrale di Adria-Rovigo si inserisce nel Sistema Museale Provinciale di Rovigo, denominato Pollicinum. Museo Polesine – La narrazione di un territorio, progetto promosso dalla Provincia di Rovigo allo scopo di valorizzare la conoscenza del vasto patrimonio culturale polesano.

Come di consueto, dopo maschere e coriandoli del Carnevale, tornano le grandi mostre di Palazzo Roverella a Rovigo. In linea con i grandi successi di Kandinskij e Renoir, il 2024 accende i riflettori su un altro artista francese tra i più rappresentativi della Parigi di fine secolo: Henry Toulouse-Lautrec (dal 23 febbraio al 30 giugno 2024). Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, la mostra è curata da Jean-David Jumeau-Lafond, Francesco Parisi e Fanny Girard, direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi in Francia, con la collaborazione di Nicholas Zmelty per la sezione Manifesti e Incisioni, ed è prodotta da Dario Cimorelli Editore.

Il 2024 è poi anno di celebrazioni importanti, come i 100 anni dalla morte di Giacomo Matteotti, grande uomo politico polesano, pubblico amministratore, molto attivo e impegnato nell’attività sindacale delle cooperative e nell’attività parlamentare, segretario del Partito Socialista Unitario.

La mostra “Giacomo Matteotti (1885 –1924). Storia di un uomo libero”, promossa dal Comitato Provinciale per le Celebrazioni e sostenuta da Fondazione Cariparo, si terrà dal 5 aprile al 7 luglio a Palazzo Roncale e sarà curata dal professor Stefano Caretti, tra i massimi studiosi di Matteotti e di storia del socialismo, docente di Storia contemporanea all’Università di Siena.

Per mantenere la memoria del pensiero di Giacomo Matteotti, Fondazione Cariparo, in accordo con il Comune di Fratta Polesine e l’Accademia dei Concordi, promuove inoltre un prezioso riallestimento complessivo del percorso di visita della sua casa natale a Fratta Polesine, già Monumento Nazionale dal 2017. Oltre agli spazi interni, ripensati per ricordare che la casa è sì luogo familiare ma anche luogo di nascita di nuove idee, nell’inedito percorso c’è un’attenzione particolare riservata al giardino proposto come spazio di riflessione e approfondimento, permettendo al visitatore di fermarsi nella quiete tra gli alberi a leggere libri e testi reperibili all’interno.

Sarà un’occasione ulteriore per valorizzare il piccolo borgo di Fratta Polesine, favoloso scrigno di tesori d’arte e di bellezza con le sue tre ville storiche: Villa Badoer, capolavoro cinquecentesco del Palladio e Villa Avezzù, elegante dimora veneta e Villa dei Carbonari, dove si formò uno dei primi nuclei della Carboneria italiana. Una storia che attraversa i millenni, come è testimoniato dalla Necropoli di Frattesina, la più estesa d’Europa, e dai reperti conservati al Museo Nazionale Archeologico.

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