La meeting industry italiana continua a mostrare una buona capacità di resistenza nonostante il clima di incertezza internazionale e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A fotografare la situazione è una nuova survey realizzata da Federcongressi&eventi, dalla quale emerge un settore che, pur iniziando a confrontarsi con alcune conseguenze della crisi, mantiene complessivamente una visione positiva sull’andamento del business.
Secondo l’indagine, il 70% delle imprese associate considera ancora poco rilevante l’impatto dell’attuale quadro geopolitico sul volume d’affari registrato nelle ultime settimane, mentre un ulteriore 14% dichiara di non aver riscontrato alcuna conseguenza. Il dato trova conferma anche nelle prospettive per il prossimo anno: oltre la metà degli operatori stima infatti un’attività nel 2026 stabile rispetto al 2025, mentre più di un quarto prevede addirittura una crescita.
Se il sentiment generale rimane favorevole, la survey mette però in evidenza alcuni segnali di cambiamento nei comportamenti del mercato. Il 40% dei rispondenti non ha registrato cancellazioni di eventi, ma aumenta la quota di chi segnala rinvii: si passa dal 7% della precedente rilevazione al 18% dell’ultima indagine. Allo stesso tempo cresce anche la percentuale di operatori che osserva una riduzione dei partecipanti internazionali, salita dal 9% al 16%.
Gli effetti risultano più evidenti nel caso degli eventi internazionali, dove la flessione riguarda soprattutto i partecipanti provenienti dai Paesi del Medio Oriente, area maggiormente coinvolta dalle tensioni geopolitiche attuali.
Un altro elemento che emerge dall’indagine è l’aumento della programmazione “sotto data”, una tendenza già osservata in altri segmenti del turismo e che sembra destinata a consolidarsi anche nel settore congressuale nel breve e medio periodo. Aziende e organizzatori tendono infatti a posticipare le decisioni e a mantenere maggiore flessibilità nella pianificazione degli eventi, in attesa di un quadro internazionale più stabile.
“Il quadro che emerge dal nostro sondaggio evidenzia quanto l’industria dei congressi e degli eventi business continui a mostrare capacità di tenuta e di adattamento da parte degli operatori nonostante il contesto internazionale caratterizzato da forti tensioni economiche e geopolitiche”, commenta la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile. “L’instabilità in Medio Oriente sta però iniziando a produrre effetti tangibili anche sul comparto, incidendo sul mercato e sui processi di pianificazione degli eventi. I dati delineano un settore ancora resiliente, ma progressivamente più esposto ai rischi derivanti dall’incertezza del momento, con possibili ripercussioni sulla programmazione futura e sull’evoluzione della domanda”.
La nuova rilevazione conferma quindi che il turismo congressuale italiano, pur dovendo fare i conti con uno scenario internazionale complesso, continua a rappresentare uno dei segmenti più solidi dell’industria turistica nazionale. La capacità di adattamento delle imprese e la tenuta della domanda, almeno per ora, sembrano infatti prevalere sugli effetti delle tensioni geopolitiche, anche se l’evoluzione della situazione internazionale resterà un fattore determinante per le prospettive dei prossimi mesi.

