Riserva non poche sorprese il Report sul Turismo Culturale 2024 di The Data Appeal Company – Gruppo Almawave presentato oggi in anteprima a tourismA, Salone Archeologia e Turismo Culturale a Firenze. Durante il convegno “Fare turismo culturale oggi. Analisi attraverso i dati e l’Intelligenza Artificia” Mirko Lalli, CEO The Data Appeal Company – Gruppo Almawave, partner scientifico del convegno, Francesco Tapinassi, direttore Toscana Promozione Turistica ed Elena Cagiano de Azevedo, responsabile Ufficio promozione e comunicazione presso la Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, hanno fatto il punto sul settore di punta del turismo italiano.

I dati del Report sul Turismo Culturale di The Data Appeal Company – Gruppo Almawave sono tratti dalla piattaforma di analisi territoriale per destination manager D / AI Destinations. L’analisi è frutto del lavoro di ricerca e interpretazione del team di analisti di The Data Appeal Company – Gruppo Almawave.Il report fornisce approfondimenti completi sul turismo culturale in Italia, mettendo in luce le attività più popolari, la demografia dei visitatori, i punteggi di soddisfazione e l’impatto delle tracce digitali nella comprensione delle dinamiche turistiche. Anche se il turismo quest’anno è stato in netta ripresa rispetto agli anni precedenti, il numero di contenuti online postato dalle persone relativamente ai luoghi della cultura è leggermente inferiore: 21,3 milioni vs 21,5 milioni. Questo è probabilmente dovuto al forte innalzamento dei prezzi che ha interessato molte destinazioni culturali e che ha influenzato negativamente i soggiorni in alcuni periodi dell’anno, in particolare nella seconda metà del 2023. Il picco del volume dei contenuti si è registrato per Ferragosto, con oltre 558.000 recensioni online sulle attrazioni culturali e un ottimo Sentiment Score di 85,2/100.

A livello tariffario i prezzi degli hotel sui portali hanno subito un aumento medio annuale del 20% nelle città della cultura. A Roma la tariffa media delle strutture ha segnato un incremento del 37%. Venezia si conferma la città con la tariffa media più alta: 260 euro a notte per doppia (+20% rispetto al 2022). Napoli è invece la città con la tariffa media più bassa: 136 euro a notte per doppia (+25% rispetto al 2022). Questo incremento in alcuni casi sembra aver influito negativamente sulle prenotazioni dei portali online, in calo sia ad agosto che a dicembre.

L’analisi di milioni di tracce digitali pubblicate online relativamente a 876 mila punti di interesse turistico del nostro paese da gennaio a dicembre 2023 mostra con chiarezza composizione dei mercati e provenienza dei visitatori. Un’ampia fetta delle tracce digitali è stata pubblicata dagli italiani (35,9% del totale), anche se in netto calo rispetto all’anno 2022. Un dato questo che non sorprende, vista la tendenza di molti connazionali a tornare all’estero nel periodo post pandemico. La stragrande maggioranza delle recensioni e dei commenti online è invece opera dei turisti stranieri, in particolare quelli provenienti dai paesi europei: Germania (7,1%), Francia (5,9%), Regno Unito (4,7%) e Spagna (4,3%) in testa a tutti, quattro Paesi che valgono il 22% del totale. In netto aumento anche gli Stati Uniti (3,6%), il Brasile (2,1%) e l’Australia (1,9%), testimonianza del ritrovato appeal della nostra nazione agli occhi dei viaggiatori d’oltreoceano dopo l’emergenza Covid.

La cultura è la vera protagonista del turismo in Italia: infatti il Sentiment relativo alle nostre attrazioni culturali non solo è molto alto, 92/100, ma supera di gran lunga anche quello degli altri settori travel: locali e ristorazione 86,16, ricettività 83,23, affitti brevi 86,16, intrattenimento 86,46. Il Sentiment relativo, ossia il livello di soddisfazione e apprezzamento rilevato attraverso l’analisi semantica, è sempre molto alto, oltre l’80/100.

Gli americani sono i visitatori che hanno espresso opinioni più positive (85.7/100). Anche nei grandi centri culturali il Sentiment relativo alle attrazioni è sempre molto superiore a quello della città in generale. A Roma si registra il Sentiment Score delle attrazioni culturali più alto, di oltre 93/100 rispetto a un Sentiment della città di 86.7/100. Il Sentiment delle attrazioni culturali registrato è in ogni caso molto alto anche a Venezia, Firenze, Napoli e Milano dove si attesta sopra 90/100, con uno scarto netto rispetto al Sentiment generale della città.

La classifica delle 10 attrazioni più recensite in assoluto in Italia nel 2023 è una chiara rappresentazione di quelli che sono gli itinerari più battuti dai turisti nella Penisola. Roma domina la top 10 con 5 attrazioni (Colosseo al 1° posto, Pantheon al 2°, Piazza Navona al 4°, Piazza di Spagna al 6° e monumento a Vittorio Emanuele II al 10°), insieme a Venezia con 2 (Ponte di Rialto al 3° posto e Piazza San Marco al 5°), seguite da Arena di Verona (7° posto), Piazza del Duomo a Firenze (8°) e la Reggia di Caserta (9° posto). Interessante notare che Roma da sola conta quasi il 60% di tutte le recensioni delle prime dieci attrazioni culturali più recensite. Il Colosseo stacca di molto le altre mete con oltre 84.000 recensioni. Nettamente inferiore il numero delle recensioni di Piazza Duomo a Firenze, che però conquista il primato di attrazione culturale con Sentiment Score più alto (96.5/100), come ha evidenziato il focus sul turismo culturale della Regione Toscana presentato da Francesco Tapinassi, direttore di Toscana Promozione Turistica.

Se scendiamo nel dettaglio delle aree archeologiche e i musei più apprezzati a livello nazionale, dunque con Sentiment più alto, conquistano il podio due delle più conosciute aree archeologiche di sempre: il Foro Romano e il Parco Archeologico di Ercolano. Spiccano anche due nomi meno noti: il Museo dell’Automobile di Torino al quarto posto e il Museo delle Scienze di Trento al quinto posto, che superano, anche se di poco, mete più classiche come gli Uffizi o la Reggia di Caserta. Il focus sulla Toscana mostra una simile tendenza: se la top ten dei musei con la più alta Popularity – un indice proprietario di Data Appeal che combina vari aspetti dell’esperienza, come la qualità percepita e il volume dei contenuti – è dominata dai musei fiorentini, troviamo anche lo splendido Giardino dei Tarocchi di Capalbio al settimo posto. Segno che finalmente i viaggiatori amano spaziare anche verso destinazioni e musei fuori dai classici percorsi di viaggio.

Tra le attività culturali più praticate dai turisti: il 44.8% visita città, borghi e paesi; il 43% visita il patrimonio naturale, il 27% visita siti storici e archeologici, il 17% visita mercati tipici locali, il 16.5% visita il patrimonio museale, il 15% spettacoli, manifestazioni culturali, folkloristiche o religiose, mentre solo l’11% effettua tour gastronomici o per degustare prodotti tipici. Un dato che ridimensiona l’importanza assegnata all’enogastronomia con driver turistico in molti studi di settore. Per quanto concerne la composizione, quasi la metà dei visitatori raggiunge le nostre attrazioni culturali in coppia (45%), il 28% in famiglia, 14% in gruppo e il 13% da soli.

I risultati del report sul turismo culturale in Italia sono stati oggetto di un focus sulla reputazione online dei musei statali, presentato da Elena Cagiano de Azevedo, responsabile Ufficio promozione e comunicazione presso la Direzione generale Musei del Ministero della Cultura attraverso i dati raccolti nell’ambito di una collaborazione fra la Direzione generale Musei e The Data Appeal Company. L’analisi si è soffermata su un sentiment generale che nel mese di gennaio ha raggiunto il 91,4%, rivelando la soddisfazione espressa dai visitatori attraverso le recensioni online, in particolare riguardo agli spazi e all’offerta culturale di musei e parchi archeologici. Tali dati, così come tutti quelli offerti dalla rilevazione dell’ecosistema digitale, se opportunamente interpretati diventano fonti preziose per comprendere le esigenze e le aspettative dei visitatori, per migliorare i servizi di fruizione e accessibilità, e per promuovere realtà museali meno conosciute, offrendo proposte e percorsi alternativi a quelli classici.

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  • Redazione Qualitytravel.it

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