Turismo, addio passaparola: l’AI convince più degli amici per il 59% di Gen Z e Millennial

gatewai

Il mondo del turismo sta vivendo una metamorfosi senza precedenti: non è più solo una questione di destinazioni, ma di chi — o cosa — ci aiuta a sceglierle. Secondo i dati emersi durante GatewAI, la seconda Conferenza nazionale sull’intelligenza artificiale nel turismo, il 59% dei giovani (Gen Z e Millennial) affida oggi la pianificazione dei propri viaggi all’intelligenza artificiale. Il dato più dirompente? Il 41% dei viaggiatori dichiara di fidarsi più dei suggerimenti di un’AI che di quelli degli amici.

Dalla ricerca alla “richiesta”: la fine dell’era Google Maps?

Il cambiamento in atto è profondo e colpisce abitudini consolidate. Se in passato strumenti come Google Maps erano il punto di riferimento, oggi il 60% degli utenti preferisce l’AI per scovare il ristorante giusto.

Secondo Edoardo Colombo, presidente di Turismi.ai, stiamo passando da una “logica di ricerca” a una “logica di richiesta”. L’utente, frustrato nel 77% dei casi dalla complessità delle prenotazioni tradizionali, non vuole più sfogliare decine di pagine, ma chiede a un assistente digitale di costruire e prenotare l’intera esperienza.

Numeri da capogiro: conversioni al 33%

L’intelligenza artificiale non sta solo semplificando la vita ai turisti, ma sta riscrivendo le regole del business:

  • Efficienza: Mentre i canali tradizionali faticano a raggiungere l’1% di conversione, le ricerche effettuate tramite AI diventano prenotazioni in una ricerca su tre (33%).
  • Mercato: Il valore globale di questo segmento è stimato in circa 14 miliardi di dollari.
  • Visibilità: Avere un sito web non basta più; ora deve essere “comprensibile” per gli agenti intelligenti che filtrano le informazioni per l’utente finale.

Il fattore umano e l’emergenza lavoro

Nonostante l’avanzata dei bot, il “tocco umano” non scompare, ma cambia funzione. Il 75% dei viaggiatori continua a preferire l’interazione umana una volta arrivato sul territorio. L’automazione servirà dunque a gestire l’efficienza, liberando il personale per le relazioni di valore.

Tuttavia, il settore si prepara a una sfida epocale: secondo l’Ocse, entro il 2030 saranno necessari 40 milioni di nuovi lavoratori nel comparto turistico globale. L’AI diventerà quindi uno strumento indispensabile per colmare il gap di produttività e rispondere a una domanda in costante crescita.

L’impegno delle istituzioni e il sistema Italia

Il Governo italiano segue da vicino la rivoluzione. Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha confermato un investimento di 20 milioni di euro per sperimentare modelli basati su dati e AI per rendere i territori più competitivi. Anche a livello locale, realtà come la Regione Lombardia stanno già integrando chatbot avanzati per migliorare la governance dei flussi turistici.

Conclude Alessandra Priante (presidente Enit):

“Il valore non è più nei volumi, ma nella capacità di attrarre il turista giusto, nel momento giusto e con la motivazione giusta”.

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