Un caloroso benvenuto nel nostro spazio dedicato alle donne leader nel turismo a Samanta Tata, Vatican & Rome General Manager in Opera Romana Pellegrinaggi! È un onore averti qui Samanta, per condividere la tua storia e la tua prospettiva unica. Sono rimasta affascinata non solo dalla tua forza e determinazione, ma anche dal contesto in cui tu sei riuscita ad emergere, l’Ente del Vicariato di Roma. E’ importante portare la tua voce in questo nostro spazio per ispirare altre donne nel settore turistico.

Pronta per le 10 domande 10? Chi è Samanta Tata?
Una donna nata nel 1977, lavoratrice instancabile e appassionata, mamma di due bambini di 5 e 4 anni, Mattia e Sveva, di cui vado infinitamente fiera.
Fin da piccola ho sempre cercato autonomia e indipendenza, due aspetti fondamentali per sentirmi libera. Schietta e diretta (qualcuno dice troppo), queste caratteristiche non mi hanno mai abbandonato, sebbene a volte non mi abbiano aiutato.
Da sempre mi occupo di turismo e negli ultimi anni ho dedicato molte energie a progetti diversificati, dal turismo lento alla valorizzazione del Patrimonio culturale lavorando in Opera Romana Pellegrinaggi – Ente del Vicariato di Roma dove ricopro il ruolo di Vatican&Rome General Manager.
Ho aperto al pubblico, con il mio team, luoghi di Roma meno conosciuti, ma altrettanto preziosi, seguendo progetti di valore che combinano interessi pubblici e privati.
La gestione del Palazzo Lateranense, affidato da Papa Francesco alla Diocesi di Roma per la sua rivitalizzazione, è stato uno dei miei ultimi incarichi e tra i più significativi, che mi ha permesso di entrare il grande mondo del Mice. Passione, ottimismo e perseveranza sono gli ingredienti indispensabili per affrontare qualsiasi sfida.

Quali sfide hai affrontato e quali difficoltà hai dovuto superare nel corso della tua carriera per raggiungere una posizione di leadership nel settore turistico e come le hai superate?
Gli ostacoli più grandi che ho incontrato lungo il mio percorso sono sempre stati legati alla mancanza di meritocrazia, un problema che mi ha spinto a cambiare lavoro più volte. Trovarmi di fronte a situazioni in cui le decisioni non si basavano sul merito, ma su altre considerazioni, è stato fonte di grande frustrazione. Le difficoltà, però, mi piacciono: le sfide mi stimolano a dare il meglio di me stessa. Tuttavia, lavorare in un contesto in cui posso fare poco perché è già deciso chi debba andare avanti mi crea rabbia e frustrazione. Questi sentimenti, sebbene poco costruttivi, mi hanno sempre spinto a cercare altrove ciò che non riuscivo a trovare nel contesto in cui lavoravo.
La mancanza di meritocrazia non solo è ingiusta, ma anche dannosa per l’efficienza e la produttività dell’ambiente lavorativo. Quando le decisioni non vengono prese in base alle capacità e al merito, si rischia di vanificare il talento e di compromettere i risultati.
La mia professionalità, il mio ottimismo e la mia passione sono stati fondamentali per affrontare i pregiudizi e i preconcetti che ho incontrato lungo il mio percorso. A volte, sono riuscita a farmi ascoltare, a dimostrare il mio valore e a ottenere riconoscimenti, ma non sempre è stato così semplice. La lotta contro i pregiudizi è un impegno costante, ma è necessario per aprire la strada a un ambiente lavorativo più equo e meritocratico.
Inoltre, il desiderio di crescita professionale e personale mi ha spinto a cercare contesti in cui le mie competenze fossero riconosciute e valorizzate. La capacità di adattamento e la ricerca di opportunità in contesti diversi è diventata una mia caratteristica distintiva.

Qual è stata la tua esperienza più gratificante o memorabile nel campo del turismo?
L’idea che la risposta banale sia quella che verrà è comune, ma per me, quello che conta davvero è la soddisfazione che traggo dalle mie azioni. Non ho fatto nulla di straordinario nel senso tradizionale del termine, ma tutto ciò che ho fatto è stato gratificante. Non potrei immaginare di lavorare diversamente. Ho bisogno di essere coinvolta e stimolata da un progetto, altrimenti non riesco a trovare soddisfazione nel mio lavoro.

Quali consigli daresti alle donne che aspirano a una carriera di successo nel settore turistico?
Mantenere la coerenza è un consiglio prezioso perché definisce la nostra identità, rendendoci riconoscibili ovunque e in qualsiasi momento e trovare una fonte di ispirazione, un mentore che ci guidi sia nel nostro sviluppo professionale che personale è fondamentale lungo questo percorso.
Specializzarsi, ancora, è fondamentale nel mondo del turismo, che offre una vasta gamma di opportunità lavorative. Che tu sia un esperto di marketing, un fotografo, un comunicatore, un tecnico del turismo, uno specialista in sviluppo sostenibile, un cuoco o un designer, c’è spazio per tutto con la giusta declinazione. La chiave è diventare bravi e appassionati in qualcosa che ci differenzia dagli altri. Essere esperti in un settore specifico ci rende competitivi sul mercato, ci permette di lavorare su progetti che ci appassionano e di costruire una rete di contatti nel nostro settore.
Rimanere al passo con i tempi e portare avanti un aggiornamento costante ci consente di partecipare alle conversazioni senza sentirsi fuori luogo. Non dobbiamo avere paura di esprimere le nostre opinioni e difendere le nostre idee: è essenziale per evitare rimpianti. Inoltre, è fondamentale trovare un equilibrio tra lavoro e vita personale per mantenere il nostro benessere e liberarci dal senso di colpa, un’emozione che spesso, troppo spesso, condiziona le scelte delle donne.

Quali sono le principali sfide che le donne affrontano nel progredire verso ruoli di leadership nel settore turistico?
Nel settore turistico, le donne affrontano numerose sfide nel progredire verso ruoli di leadership, tanto è vero che ancora oggi una donna che ricopre un ruolo apicale fa notizia.
Le sfide sono quelle note di cui tanto si parla che per le quali ancora poco si fa ed includono la disuguaglianza di genere, dove le donne sono spesso discriminate e trattate in modo iniquo rispetto agli uomini. La mancanza di rappresentanza è un altro problema, poiché le donne sono sottorappresentate nei ruoli di leadership, limitando le opportunità di avanzamento di carriera. Anche gli stereotipi di genere giocano un ruolo significativo, impedendo alle donne di ottenere riconoscimento e progresso professionale. Equilibrare lavoro e vita privata è difficile, in quanto le responsabilità familiari possono ostacolare il raggiungimento di ruoli di leadership. Inoltre, l’accesso limitato alle reti professionali e le differenze retributive contribuiscono a creare disuguaglianze di genere nel settore.
Affrontare queste sfide richiede politiche e iniziative volte a promuovere l’uguaglianza di genere e a favorire l’inclusione delle donne nei ruoli di leadership nel turismo.

Cosa pensi sia necessario cambiare o migliorare nell’industria turistica per favorire una maggiore rappresentanza femminile nei ruoli apicali?
Prima di tutto, è fondamentale un cambiamento culturale. Implementare leggi che stabiliscano un numero minimo di donne nei consigli di amministrazione o in posizioni specifiche continuerà ad essere inefficace fino a quando non avverrà un passaggio verso una società più progressista. Finché si continueranno a dare notizie come l’assunzione a tempo indeterminato di una donna incinta da parte di un’azienda riportata su un telegiornale nazionale, o ancora che la direzione di una partita di Serie A viene affidata ad un trio arbitrale interamente femminile, o che viene introdotto in un Ateneo l’adozione del “femminile sovraesteso” per ribadire l’importanza del linguaggio inclusivo in un ateneo, non si potrà fare molto per promuovere una maggiore rappresentanza femminile nei ruoli di vertice, non solo nel settore turistico, ma in ogni ambito lavorativo. E poi c’è il grande tema della meritocrazia con l’Italia nell’ultima posizione nel ranking europeo del Meritometro 2023.

Quali sono le strategie che hai adottato personalmente per superare gli ostacoli e progredire verso una posizione di leadership nel turismo?
Nel corso della mia carriera non ho adottato strategie particolari. L’unica cosa che ho sempre fatto è stata lavorare intensamente, portando avanti idee innovative e progetti da sviluppare. Ho sempre amato creare sinergie, sia tra pubblico e privato che in altri contesti.
Lavorare in un ambiente come quello Vaticano mi ha permesso di fare molte esperienze di grande valore. Tutto il mio impegno non avrebbe avuto senso se non avessi unito a esso una innata positività e un atteggiamento retto e irreprensibile, anche quando mi sono trovata di fronte a situazioni complicate.
A volte mi sono sentita come il salmone che, nonostante le difficoltà, intraprende un viaggio controcorrente, consapevole della necessità di una metamorfosi per diventare più forte e affrontare il futuro, indipendentemente dallo scenario che si presenterà.

Cosa suggeriresti alle organizzazioni nel settore turistico per promuovere una cultura aziendale più inclusiva e favorire la crescita delle donne verso ruoli apicali?
Le donne possiedono una vasta gamma di competenze e qualità che le rendono altamente adatte al successo nel mondo aziendale. Studi dimostrano che le donne sono pragmatiche, previdenti ed hanno spiccate capacità multitasking. Mettono la visione strategica al primo posto e si concentrano direttamente sui risultati, dimostrando tenacia, intuito e un buon gusto estetico. Questa combinazione di abilità le rende delle risorse preziose per qualsiasi organizzazione. Investire tempo e risorse nella valorizzazione delle donne è quindi un investimento intelligente per qualsiasi azienda. Riconoscere e premiare le donne per le loro competenze e il loro impegno non solo migliora la diversità e l’inclusione all’interno dell’organizzazione, ma crea anche un ambiente più stimolante e produttivo per tutti i dipendenti.
Le donne possono diventare esempi e fonti di ispirazione per gli altri membri dell’organizzazione, incoraggiando una cultura aziendale che valorizza la diversità di prospettive e approcci. Promuovere la leadership femminile non solo contribuisce a ridurre le disuguaglianze di genere, ma può anche portare a migliori risultati aziendali e a una maggiore innovazione.
Investire nelle donne e riconoscerne il valore è fondamentale per la crescita e il successo di qualsiasi organizzazione. Le donne portano competenze uniche e un punto di vista prezioso che arricchisce l’intera azienda. Promuovere la valorizzazione delle donne crea un ambiente lavorativo più equo, inclusivo e prospero per tutti.

Quali sono le caratteristiche personali e professionali che ritieni siano cruciali per le donne che aspirano a ruoli apicali nel turismo?
Le caratteristiche a cui penso sono diverse, ma alcune le ritengo imprescindibili per affrontare il mondo professionale e queste sono essere multitasking, avere visione strategica, essere determinate e in continuo e costante aggiornamento.
Innanzitutto, parlando del multitasking, non possiamo negare il fatto che noi donne siamo abituate a gestire più compiti contemporaneamente, sia sul fronte professionale che personale. Questa capacità ci rende in grado di affrontare le sfide con flessibilità e di mantenere il controllo anche nelle situazioni più caotiche.
Parlando invece della visione strategica, le donne, in particolare, tendono a concentrarsi sulla visione a lungo termine, piuttosto che sulle soluzioni a breve termine. Questa prospettiva ci aiuta a mantenere il focus sulle priorità e a prendere decisioni che portano a risultati significativi nel lungo periodo.
La tenacia e la determinazione. Le donne sono spesso molto determinate nel raggiungere i propri obiettivi. Questa caratteristica ci consente di affrontare le sfide con perseveranza e resilienza. Non ci scoraggiamo facilmente e siamo disposte a lottare per ciò in cui crediamo. Questa tenacia ci aiuta a superare gli ostacoli lungo il cammino e a raggiungere i nostri traguardi, anche quando le cose si fanno difficili.
Ultimo ma non ultimo, l’aggiornamento costante. Viviamo in un’epoca in cui il mondo si evolve rapidamente e le tecnologie cambiano ad un ritmo sempre più veloce. Noi donne, proprio per la nostra capacità di adattamento e di apprendimento, dobbiamo essere in grado di tenere il passo con queste trasformazioni.
In altre parole dobbiamo sfruttare appieno le qualità che ci caratterizzano e come già detto, a prender la parola anche quando nessuno ce la dà, perché il mondo ha bisogno delle nostre capacità e della nostra voce.

Qual è la tua visione del turismo del futuro?
Un turismo senza barriere: è cruciale per garantire che tutti possano accedere e godere delle opportunità offerte dal settore turistico. Pensando alle barriere facciamo riferimento a tutti gli impedimenti, le preclusioni, i pregiudizi e i preconcetti che si incontrano nel mondo del turismo. Innanzitutto, significa rompere le barriere culturali, che possono includere differenze linguistiche, tradizioni locali o pratiche sociali. Questo richiede un approccio inclusivo che valorizzi e rispetti le diverse culture presenti nelle destinazioni turistiche. Poi vanno abbattute le barriere sociali, che riguardano le discriminazioni legate a classi sociali, status economico o disuguaglianze di genere. Un turismo senza barriere sociali dovrebbe promuovere l’uguaglianza di accesso alle risorse e alle opportunità turistiche, garantendo che tutti possano partecipare e beneficiare dal turismo, indipendentemente dal loro background personale.
Poi ci sono le barriere etniche e religiose che creano divisioni e tensioni nelle destinazioni turistiche. Un turismo senza barriere etniche e religiose incoraggerebbe la comprensione e il rispetto reciproco tra gruppi etnici e religiosi, promuovendo esperienze turistiche che favoriscano il dialogo interculturale e interreligioso.
Vanno demolite le barriere psicologiche che includono paure o limitazioni legate a disabilità, ansie o preoccupazioni sulla sicurezza. Un turismo senza barriere psicologiche consentirebbe di vivere esperienze rassicuranti e inclusive, fornendo supporto e risorse per superare le paure e le limitazioni individuali.
Per essere davvero accessibile, il turismo deve anche essere sostenibile e responsabile. Ciò implica la tutela delle risorse naturali e culturali delle destinazioni turistiche, il rispetto delle comunità locali e la promozione di pratiche turistiche che minimizzino l’impatto ambientale e sociale.
Tutto questo deve passare da un approccio tecnologico e digitale per rimanere al passo con le esigenze e le aspettative dei turisti moderni. Ciò include l’utilizzo di tecnologie digitali per migliorare l’accessibilità, fornire informazioni utili e facilitare le prenotazioni e le esperienze turistiche.

Samana Tata sarà protagonista il 22 maggio a Roma della tavola rotonda “Femminile e vincente: le donne del turismo si raccontano”, in programma alle 15.30 presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Scrivi a marketing@qualitytravel.it per riservare un posto in sala

Autore

  • Daniela Ballarini

    Professionista delle relazioni pubbliche e comunicatrice, esperta di sviluppo turistico territoriale supporta professionalmente la creazione di modelli organizzativi in ambito turistico, strutture extralberghiere, piccoli hotel di charme, per i quali crea concept e brand. È fondatrice e ceo di ready2work srl, startup innovativa che con il progetto “Palazzi Connessi” valorizza il patrimonio di palazzi, spazi non convenzionali e dimore. Dal 2023 la sua startup è tra le 103 aziende selezionate per il concorso “Best of Wine Tourism” fra le principali attività del global network Great Wine Capitals. In Qualitytravel è responsabile della rubrica: "Femminile e Vincente: le donne del turismo si raccontano"

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *