Il settore dell’hôtellerie di lusso italiana continua a crescere e punta sempre più su identità, relazione con il territorio e qualità dell’esperienza.
È questo il quadro emerso durante la presentazione della terza edizione dei Best Luxury Hotel Awards 2026, ospitata al The Carlton di Milano, che ha dato ufficialmente il via al percorso verso la cerimonia finale prevista il 22 ottobre all’Hotel Principe di Savoia.
Secondo i dati diffusi da Mauro Santinato di Teamwork Hospitality, ideatore del format, in Italia sono attive oggi oltre 760 strutture cinque stelle, con una crescita costante che dal 2019 viaggia al ritmo di circa due nuove aperture al mese. Entro il 2029 il comparto potrebbe superare quota 900 hotel di fascia alta, confermando il ruolo strategico del segmento luxury nell’economia turistica nazionale.
Il premio nasce con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze dell’ospitalità italiana e leggere le trasformazioni di un settore che negli ultimi anni ha cambiato profondamente linguaggi e priorità. Non più soltanto lusso ostentato, ma attenzione al contesto, autenticità, design narrativo e centralità della relazione umana. Un approccio che oggi orienta anche le scelte degli ospiti internazionali, sempre più interessati a vivere esperienze legate ai territori e alle identità locali.

Mauro Santinato, ideatore del premio Best Luxury Hotel Award

Il quadro del settore

Giorgio Ribaudo, managing director di Thrends, ha tracciato la fotografia dell’ospitalità di lusso in Italia illustrando i risultati del “Luxury Hospitality Report”. Un settore che conta ad oggi 763 strutture cinque stelle e cinque stelle L e che vale 8,2 miliardi di euro, e cioè il 21% dei circa 40 miliardi di fatturato del comparto alberghiero.
L’Italia si conferma come il terzo mercato alberghiero di usso più grande al mondo. Le previsioni per i prossimi tre anni vedono in pipeline altri 167 alberghi di lusso, con Roma, Milano, Venezia e Firenze sempre nelle prime posizioni e la crescita di destinazioni come Taormina o Forte dei Marmi.

Enzo Indiani del Principe di Savoia, Mauro Santinato di Teamwork e Giorgio Ribaudo di Thrends

Un premio per dieci categorie

«I Best Luxury Hotel Awards nascono per valorizzare un segmento dell’ospitalità italiana che è sinonimo di eccellenza, cultura e innovazione, – ha commentato Mauro Santinato, Presidente di Teamwork Hospitality. – Oggi il lusso non è più soltanto uno standard elevato, ma un’esperienza autentica fondata sulla relazione umana e sul legame con il territorio», sottolineando come il riconoscimento sia diventato negli anni «una piattaforma strategica per promuovere l’Italia come riferimento mondiale dell’accoglienza di alta gamma».
I Best Luxury Hotel Awards 2026 premieranno le strutture che si distingueranno in dieci categorie: servizio, ristorazione, direzione alberghiera, design, sostenibilità, colazione, wellness, nuove aperture, wine selection e bar.
Quasi 400 hotel hanno già sottoposto la loro candidatura, con netta prevalenza delle categorie Best Service, Best Design e Best Restaurant, a conferma dell’importanza di questi tre pilastri nel riconoscimento da parte della clientela dell’eccellenza.
Le candidature, gratuite e aperte agli hotel cinque stelle e cinque stelle lusso, resteranno attive fino al 30 giugno, mentre i finalisti saranno annunciati il 7 settembre.

I nuovi trend dell’ospitalità di lusso

Tra i temi emersi durante la presentazione anche i nuovi trend dell’ospitalità di fascia alta: dal “Mindful luxury”, orientato al benessere, al design e alla qualità dell’abitare, al Sense of place che punta sul coinvolgimento di artigiani del territorio e sull’autenticità, dal “Empathy Engine”, che pone al centro il capitale umano e il sevizio ‘empaticamente rilevante’ fino al “Multigenerational” che vede il soggiorno come spazio di trasmissione di valori e storie familiari.
Un’evoluzione che coinvolge architettura, servizi, outdoor e tecnologia, sempre più pensata come supporto alla relazione umana e non come elemento sostitutivo.
L’edizione 2026 dei Best Luxury Hotel Awards si conferma così non solo come un riconoscimento di settore, ma anche come osservatorio privilegiato sulle trasformazioni dell’ospitalità italiana contemporanea.

La Giuria: conferme e nuove firme autorevoli

Per il 2026, i Best Luxury Hotel Awards confermano la squadra di professionisti che ha decretato il successo delle scorse edizioni, tra cui: Stefania Lazzaroni – Direttrice Generale della Fondazione Altagamma, Maddalena Fossati Dondero – Direttrice e Head of Content di La Cucina Italiana e Condé Nast Traveller Italia, Ezio Indiani – GM Hotel Principe di Savoia & Delegato EHMA, Magda Antonioli – Professore di Economia e Politiche del Turismo Universita_̀Bocconi, Andrea Grignaffini – Membro del Comitato Scientifico di Alma, Roberta Battocchio – Managing Director Hearst Global Design, Alberto Paolo Schieppati – Direttore Editoriale Posh Places, Andrea Grisdale, CEO – IC Bellagio WTTC Vice Chair, Educator, Advisor National Council of FTO, Sara Magro – Hotel specialist di Il Sole 24 Ore Founder & editor in chief TheItalyInsider.com, Elisabetta Canoro – Hôtellerie Specialist, Travel Journalist, Consultant, Erika Fay Nicole – CEO e Founder di EFNcommunication, Laura Verdi – Architetto e Architetto e direttore editoriale we:ll magazine e Mauro Santinato – Presidente Teamwork, cui si aggiungono quest’anno Angela Frenda – Editor in Chief di Cook – Corriere della Sera e Francesca Alliata Bronner, giornalista di La Repubblica.

Partner d’eccellenza

L’iniziativa è realizzata grazie al supporto di una rete di aziende leader che affiancano il premio in questa terza edizione. Tra i partner che sostengono il premio figurano realtà di primo piano come Blastness, Prima, Simmons, Technogym, Ginori 1735, Prisma, Pedersoli, Gessi, Nude, Relactions, Lema e Worldhotels. Ad affiancarli Acqua di Parma, Chantecler, Cillario e Marazzi, Giusti, Herita Marzotto Wine Estates, Mokavit, Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Aurora Pen, Acqua Panna & San Pellegrino e Tucano.
L’iniziativa gode del patrocinio di Altagamma e Confindustria Alberghi, con il supporto di ELLE Decor e EHMA – European Hotel Managers Association.

Autore

  • Laureata in Geografia, giramondo e appassionata di fotografia, Roberta F. Nicosia parla quattro lingue ed è la nostra inviata speciale. A dieci anni, complice la copia di National Geographic che ogni mese trovava sulla scrivania e i filmini Super8 del papà, sapeva già dove erano il Borobudur, Borocay o Ushuaia e sognava di fare il reporter. Sono suoi quasi tutti gli articoli sulle destinazioni e le foto apparsi sul nostro Magazine. Dopo una parentesi con ruoli manageriali nel campo della comunicazione e dell’advertising, si è dedicata alla sua vera passione e negli ultimi vent’anni ha collaborato con riviste leisure come Panorama Travel, D di Repubblica, AD, specializzandosi poi nel MICE con reportage di viaggio, articoli su linee aeree e hotellerie. È stata caporedattore e direttore di diverse riviste di questo settore, e ha pubblicato una trentina di Guide Incentive con la collaborazione degli Enti del Turismo italiani.

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