Meeting industry, il settore congressuale cresce del 6,4% in tre anni e vale 13,2 miliardi di euro

gabriellagentile fce

La meeting industry italiana continua a rafforzarsi e nel 2025 raggiunge un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro. Secondo i dati dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), promosso da Federcongressi&eventi e realizzato da ASERI dell’Università Cattolica, il comparto ha registrato un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4% tra il 2022 e il 2025, confermando il consolidamento del mercato dopo il rimbalzo post-pandemico.

I dati sono stati presentati oggi a Roma nel corso dell’incontro “Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati OICE”, organizzato da Federcongressi&eventi per analizzare l’evoluzione del turismo congressuale e il suo contributo all’economia italiana.

Nel 2025 in Italia sono stati organizzati 365.789 eventi, che hanno coinvolto 28,6 milioni di partecipanti e generato 43,3 milioni di presenze, numeri che confermano il ruolo sempre più strategico del segmento MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions) per il sistema turistico nazionale.

Crescono gli spazi non convenzionali

Uno degli elementi che emerge con maggiore evidenza dal rapporto riguarda l’evoluzione delle sedi congressuali. Accanto agli hotel e ai centri congressi, aumentano gli eventi ospitati in location “non convenzionali”, ovvero spazi nati per finalità diverse dall’organizzazione di meeting.

Tra il 2014 e il 2025 questi spazi hanno registrato una crescita media annua del 6,6%, accelerata dopo la pandemia fino a raggiungere un incremento medio del 12,5% all’anno dal 2022, segnale della ricerca di format più esperienziali e innovativi da parte di aziende e organizzatori.

Le imprese restano il principale mercato

Dal punto di vista della domanda, le imprese rappresentano ancora il principale committente, con il 61,4% degli eventi, anche se continua ad aumentare il peso del comparto associativo, che raggiunge il 24,4% del totale.

Per quanto riguarda la provenienza dei partecipanti, cresce la quota degli eventi locali, passata dal 47,2% del 2024 al 54,8% nel 2025, mentre diminuiscono gli eventi nazionali, scesi dal 39,4% al 32,3%. Gli eventi internazionali si mantengono su livelli elevati, rappresentando il 12,9% del totale, una quota leggermente inferiore rispetto al 2024 ma comunque superiore al dato pre-pandemia del 2019, quando si attestava al 9,8%.

Il Nord guida il mercato congressuale

La distribuzione territoriale conferma il predominio del Nord Italia, dove si concentra il 53,4% delle sedi congressuali e si svolge il 59,1% degli eventi, in aumento dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Il Centro ospita il 23,7% degli eventi, mentre il Sud e le Isole si attestano rispettivamente al 10,9% e al 6,3%.

Gli alberghi con sale meeting rimangono la tipologia di sede più utilizzata, accogliendo il 76,6% degli eventi, il 50,8% dei partecipanti e il 51,1% delle presenze complessive. I centri congressi e fieristico-congressuali, pur rappresentando solo il 2,3% degli eventi organizzati, continuano a essere determinanti nell’attrazione dei grandi congressi internazionali, concentrando l’11,6% dei partecipanti e il 15,4% delle presenze.

Più eventi internazionali e maggiore spesa

Secondo Roberto Nelli, docente di Marketing all’Università Cattolica e responsabile scientifico della ricerca, il comparto è entrato in una nuova fase di stabilizzazione dopo la ripresa post-Covid. Rispetto al 2019 aumentano gli eventi internazionali, mentre i meeting tendono ad avere una durata media inferiore ma un numero maggiore di partecipanti.

Gli eventi di più giorni hanno generato nel 2025 circa 30 milioni di presenze, equivalenti al 10,4% delle presenze alberghiere complessive in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.

Federcongressi&eventi: il dialogo con le istituzioni è decisivo

La presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, ha sottolineato la necessità di rafforzare il confronto con le istituzioni per sostenere la competitività internazionale dell’Italia come destinazione congressuale.

Secondo Gentile, il settore può contribuire in modo significativo alla crescita economica, alla valorizzazione dei territori, alla destagionalizzazione dei flussi turistici, allo sviluppo di un turismo di qualità e alla promozione del brand Italia.

Sul fronte degli investimenti, il rapporto evidenzia come le priorità delle sedi congressuali siano oggi la formazione del personale e la riqualificazione degli spazi, considerate leve fondamentali per migliorare la qualità dell’offerta e aumentare la competitività della meeting industry italiana.

Autore

  • Domenico Palladino è editore, consulente marketing e formatore nei settori del turismo e degli eventi. Dal 2019 è direttore editoriale di qualitytravel.it, web magazine b2b sulla travel & event industry.
    Gestisce inoltre i progetti editoriali di extralberghiero.it, dedicato agli operatori degli affitti brevi, storytravel.org, sul turismo cinematografico, e cicloturismo360.it, per gli amanti del turismo su due ruote.

    Laureato in economia aziendale in Bocconi, giornalista dal 2001, ha oltre 15 anni di esperienza nel settore. Dal 2009 al 2015 è stato web project manager dei magazine TTG Italia ed Event Report e delle fiere collegate TTG e BTC. Dal 2015 al 2019 è stato direttore di webitmag.it, online magazine di Fiera Milano Media su turismo e tecnologia. Ha pubblicato per Hoepli il manuale "Digital Marketing Extra Alberghiero" (2019) e ha gestito l'ufficio stampa di diverse associazioni ed eventi di settore.

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