Più Turismo, portale che da più di 10 anni divulga e sostiene il turismo responsabile, in occasione del TTG ha lanciato il nuovo progetto a cui sta lavorando da oltre 6 mesi: un tavolo di lavoro nel quale esperti del settore hanno lavorato per aggiornare i criteri di scelta delle realtà ecosostenibili presenti sul sito per adeguarlo sia alle esigenze imposte da COP22 (Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) che alle necessità richieste dal sistema di Google My Business per le aziende ricettive e ricreative.

Questo perché oggi le persone prestano sempre più attenzione al turismo ecosostenibile, rivolgendosi sempre più a strutture ricettive responsabili, integrate nel territorio e che rispettano l’ambiente e i principi dell’ecoturismo, ma molto spesso è difficile distinguere le strutture realmente sostenibili dal Green Washing, con moltissime iniziative che spesso più che premiare le eccellenze valorizzano grandi brand e colossi senza interessarsi delle piccole realtà attive e attente all’ambiente.

Spiega Marinella Scarico, co-founder di Più Turismo: “Abbiamo presentato la versione aggiornata del progetto nato 8 anni fa con il contributo di “WWF Ricerche e progetti” che è stato il punto di partenza per analizzare e poi validare le strutture effettivamente e realisticamente impegnate nella tutela dell’ambiente e nell’offerta di una ospitalità di qualità e di contenuto secondo i principi dell’ecoturismo. Nel corso degli anni abbiamo abbiamo fatto evolvere il progetto, includendo nuovi settori e ampliando la platea potenziale di attività che possono mettersi alla prova: verificare e fotografare la loro situazione attuale per migliorarsi in ottica ecosostenibile, correggendo eventuali errori o dimenticanze grazie agli spunti che sono presenti nel questionario. Il questionario, diviso in diverse sezioni per argomento, ripercorre tutte le buone pratiche del turismo responsabile necessarie, se non ormai indispensabili, per garantire un’ospitalità realmente attenta ai cambiamenti climatici ed essere una struttura attivamente schierata tra quelle che si impegnano non solo ad offrire ospitalità ma anche a farlo correttamente e responsabilmente”.

Come funziona l’analisi dei luoghi di Più Turismo

Innanzitutto mettendo alcuni paletti necessari e inderogabili: la mancanza dei pre requisiti annulla la possibilità di passare il test perché si tratta di condizioni minime che permettano di dichiarare realmente green una struttura. Il primo punto è paesaggistico, ovvero la struttura non deve essere frutto di speculazione edilizia e non può aver deturpato il territorio quando è stata costruita.
A questo si uniscono la necessità imprescindibile che la struttura non utilizzi il gasolio come combustibile e che le lampadine presenti siano a risparmio energetico. Anche questo ultimo punto dovrebbe essere un obbligo di legge da tutti rispettato, i pre requisiti servono a ribadire l’estrema importanza di questi paletti iniziali.
Chi ha risposto sì a queste 4 domande può quindi iniziare ad analizzare i processi presenti in azienda secondo uno schema che analizza i seguenti punti:

1. Preservare la biodiversità

Essendo un progetto nato con il “WWF Ricerche e Progetti” questo è necessariamente il primo punto da analizzare, ovvero quali sforzi il gestore mette in campo per preservare gli uccelli migratori e per collaborare con il territorio per la loro conservazione locale. Si prosegue poi con l’analisi dei processi legati alla ristorazione, dalla modalità con cui viene prodotta e gestita la comunicazione cartacea.

2. Preservare le risorse idriche

In questa sezione vengono prese in analisi le modalità di somministrazione e approvvigionamento dell’acqua che viene offerta all’ospite e analizzata l’eventuale scelta di dotarsi di sistemi come la fitodepurazione e altri sistemi per il recupero delle acque nere e delle acque piovane. Da qui si prosegue parlando di cambiamenti climatici e buone pratiche per la gestione della biancheria e la mobilità elettrica, per continuare con l’analisi delle soluzioni di produzione di energie alternative che l’operatore ha deciso di utilizzare.

3. Domotica, edilizia e politiche per la gestione dei rifiuti

Le ultime tre sezioni prendono in analisi i processi di energy saving sia dal punto di vista domotico che costruttivo, premiando chi ha operato scelte in questa direzione. Dal cappotto termico agli automatismi su luci e condizionamento fino alle modalità attraverso cui avviene lo smaltimento di pile e apparati elettrici. Anche in questo caso vi sono degli obblighi normativi, troppo spesso disattesi, e ribadire la necessità se non l’imprescindibilità della presenza di questi processi è uno stimolo ad adeguarsi a quelle realtà che non abbiano già provveduto.

Autore

  • Redazione Qualitytravel.it

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