Tra convivenze, seconde nozze, destination wedding e viaggi da 40mila euro, il matrimonio cambia pelle ma continua a generare business. A Milano operatori e sociologi si confrontano sull’evoluzione del “sì” contemporaneo.
Il matrimonio in Italia non scompare. Cambia forma, linguaggio, tempi e significato. Si arriva all’altare più tardi, spesso dopo anni di convivenza, con aspettative differenti rispetto al passato e con una forte attenzione all’esperienza, all’estetica e alla personalizzazione. È il quadro emerso da un summit organizzato a Milano da professionisti del settore wedding insieme alla sociologa Rosantonietta Scramaglia, che ha analizzato i cambiamenti sociali e culturali che stanno trasformando il matrimonio italiano.
Secondo i dati ISTAT citati durante l’incontro, nel 2024 in Italia sono stati celebrati 173.272 matrimoni, in calo del 5,9% rispetto all’anno precedente. Nei primi nove mesi del 2025 il dato scende ulteriormente a circa 165mila celebrazioni. A diminuire sono soprattutto i primi matrimoni, mentre cresce il peso delle seconde e terze nozze, che oggi rappresentano circa un quarto del totale.
A cambiare non è soltanto il numero dei matrimoni, ma il loro significato sociale. “Una volta la vita era concepita come un viaggio in treno con tappe prestabilite dalla comunità, oggi è un viaggio in auto dove si possono scegliere strade diverse e fermarsi quando si vuole”, ha spiegato Scramaglia durante il summit milanese.
Matrimoni più tardi, convivenze più diffuse
L’età media del primo matrimonio continua a salire. Oggi gli uomini si sposano mediamente a 34,7 anni e le donne a 32,7. Negli anni Settanta l’età era rispettivamente di circa 27 e 24 anni. Parallelamente crescono le convivenze, che secondo le stime ISTAT coinvolgono ormai tra 1,6 e 1,8 milioni di coppie italiane.
Il matrimonio non è più percepito come un passaggio obbligato della vita adulta. La convivenza rappresenta spesso una scelta stabile e non più soltanto una fase preliminare alle nozze. A incidere sono fattori economici, precarietà lavorativa, difficoltà di accesso alla casa e trasformazioni culturali legate all’autorealizzazione individuale.
Anche i figli arrivano sempre più spesso fuori dal matrimonio. Secondo i dati riportati durante l’incontro, circa il 40% delle nascite avviene oggi indipendentemente dalle nozze.
Crescono le seconde nozze e i “divorzi grigi”
Un fenomeno sempre più rilevante riguarda l’aumento delle seconde e successive nozze, favorite anche dall’introduzione del “divorzio breve”. Nel 2024 le seconde nozze hanno rappresentato il 24,7% del totale dei matrimoni italiani.
Aumentano inoltre i cosiddetti “divorzi grigi”, che coinvolgono over 50 e over 60. Secondo le elaborazioni riportate dalla sociologa, oggi un divorzio su quattro interessa persone oltre i 50 anni e i divorzi dopo i 65 anni sono quasi triplicati rispetto ai primi anni Duemila.
Per Mirella Manera il bisogno di appartenenza continua comunque a restare centrale: “Tutti noi speriamo di essere amati per sempre e di appartenere a qualcuno. Il matrimonio mantiene il valore di formalizzare davanti alla società questa promessa d’amore”.
Il rito civile supera quello religioso
Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il progressivo declino del matrimonio religioso. Nel 2024 il 61,3% delle nozze è stato celebrato con rito civile, mentre negli anni Novanta oltre il 70% dei matrimoni avveniva ancora in chiesa.
Il rito civile domina soprattutto nelle seconde nozze e nei matrimoni con almeno uno sposo straniero, ma cresce anche tra le coppie italiane al primo matrimonio. Al Nord il fenomeno è ancora più marcato.
Restano invece relativamente contenute le unioni civili tra persone dello stesso sesso, stabilizzatesi intorno alle 2.500-3.000 celebrazioni annue dopo il boom iniziale successivo alla legge del 2016.
Il matrimonio diventa un’esperienza da raccontare
Se il matrimonio perde il suo carattere obbligatorio, cresce però il suo valore simbolico. Chi decide di sposarsi investe maggiormente nella personalizzazione della cerimonia, nella ricerca estetica e nella costruzione di un evento “esperienziale” e altamente condivisibile sui social.
Pinterest, Instagram e TikTok influenzano fortemente immaginario e scelte delle coppie, dalle location agli allestimenti fino alla musica e ai viaggi di nozze. Secondo la wedding planner Adriana Castagna, il matrimonio contemporaneo è diventato “una vera industria dei grandi eventi”.
“Il wedding planner oggi è il project manager del giorno più importante”, ha spiegato Castagna, sottolineando come il fai-da-te rischi spesso di trasformarsi in una fonte di stress, costi imprevisti e problemi organizzativi.
Destination wedding e lusso: l’Italia resta leader
Il settore continua a rappresentare un business rilevante soprattutto grazie al destination wedding. Sempre più coppie straniere scelgono infatti l’Italia per celebrare le proprie nozze, con particolare concentrazione in Toscana, Costiera Amalfitana, Venezia e Lago di Como.
Secondo i dati diffusi dall’AISE e riportati durante l’incontro, nel 2025 si sono celebrati in Italia circa 16.700 matrimoni di coppie straniere, con una crescita del 9,8%. Il valore economico stimato del comparto oscilla tra 600 milioni e 1 miliardo di euro.
A trainare il fenomeno sono soprattutto gli eventi luxury e multi-day, che combinano cerimonia, ospitalità, esperienze enogastronomiche, tour sul territorio e attività esclusive.
Viaggi di nozze sempre più esperienziali
Anche il viaggio di nozze cambia profondamente. Secondo Sabrina Pitta, le coppie cercano sempre meno oggetti e sempre più esperienze. Il viaggio sostituisce ormai nella maggior parte dei casi la tradizionale lista nozze.
I budget medi possono arrivare fino a 30-40mila euro per itinerari in Polinesia, Giappone, Australia o Africa. La durata media si aggira tra i 15 e i 20 giorni e le prenotazioni avvengono spesso con oltre un anno di anticipo.
Non basta più visitare una destinazione. Le coppie chiedono esperienze immersive: soggiorni in ryokan tradizionali in Giappone, safari in mongolfiera in Kenya, resort overwater in Polinesia o lodge di lusso immersi nella savana africana.
L’anello resta il simbolo più forte
In uno scenario sempre più fluido e individualizzato, c’è però un elemento che continua a mantenere un valore quasi “sacro”: l’anello. Roberto Ricci, storico brand italiano di gioielli artigianali, racconta come le coppie oggi non cerchino più semplicemente una fede, ma “il loro anello”.
“Oggi si sceglie un significato, non solo un oggetto”, spiega Ricci. Cresce la richiesta di personalizzazioni, incisioni, simboli nascosti e design unici, con la volontà di trasformare il gioiello in una rappresentazione autentica della coppia e della sua storia.
Fotografia e musica diventano strumenti di racconto emotivo
La stessa evoluzione riguarda anche fotografia e intrattenimento musicale. Il fotografo Damiano Scarano sottolinea come oggi le coppie ricerchino reportage autentici e meno costruiti, capaci di raccontare emozioni vere e non semplici pose.
Anche la musica diventa un elemento narrativo centrale. Secondo Marina Assandri, la colonna sonora accompagna e amplifica le emozioni dell’intera giornata, dalla cerimonia fino al ricevimento.
Il matrimonio italiano, insomma, continua a trasformarsi. Meno obbligo sociale e più scelta identitaria. Meno rito collettivo e più esperienza personalizzata. Ma il bisogno di simboli, appartenenza e condivisione emotiva resta ancora uno degli elementi più forti della società contemporanea.

