WTTC, un anno dopo la domanda è ancora la stessa: chi lavorerà nel turismo?

A pochi giorni dall’apertura della prossima edizione del WTTC a Malta, vale la pena tornare su un passaggio chiave della conferenza dello scorso anno a Roma: il dibattito sul futuro del lavoro nel turismo, una delle 8 priorità strategiche anche dei lavori di questa nuova edizione 2026. Non è un semplice “throwback”, ma un promemoria strategico. Il video che pubblichiamo oggi raccoglie alcuni estratti che, riascoltati alla luce del 2026, suonano ancora più attuali.

Lo scorso anno, il WTTC aveva messo sul tavolo numeri che non si possono ignorare: un settore che cresce più velocemente della capacità di trovare lavoratori, un gap di competenze che rischia di frenare l’espansione globale, e una trasformazione sociale che passa dalla formazione, dall’inclusione e da un nuovo rapporto tra imprese e istituzioni. In questo contesto, l’intervento del ministro del turismo saudita Ahmed al-Khateeb aveva colpito per la sua lettura “occidentale” del turismo: un settore che offre opportunità a chi ha poca istruzione, che impiega un numero crescente di donne, che vive grazie alla spinta del privato e che investe in modo massiccio sulla formazione.

Rivedere oggi quelle parole significa arrivare a Malta con una consapevolezza diversa: il tema del lavoro non è un capitolo del programma, ma la chiave di tutto. Il turismo non cresce solo con nuove rotte o nuovi hotel, ma con persone che scelgono di restare nel settore, di formarsi, di crescere. E il video che proponiamo — una selezione di clip che funzionano anche senza commento — è un modo per ricordare che la sfida del talento non è un problema del futuro: è già qui.

Un anno fa il WTTC ci aveva avvertiti. Oggi, alla vigilia di Malta, quelle parole diventano un’agenda.

Autore

  • Giampiero Moncada è un giornalista free lance con un'esperienza pluriennale nel settore del turismo e dell'informazione multimediale. Esperto nella produzione di video e nella gestione di uffici stampa, ha sviluppato una forte propensione per la narrazione multicanale, dalla radio alla televisione, dalla carta stampata al web. Nel corso della sua carriera ha collaborato con testate di rilievo come L’Espresso e ha seguito progetti di comunicazione strategica in diversi settori, dal turismo alla ristorazione, dai sistemi di pagamento alla tecnologia e al gaming.

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