Viaggiare con il proprio animale domestico non è più una nicchia del turismo. Cani e gatti entrano sempre più spesso nei programmi di viaggio delle famiglie e questa evoluzione sta modificando anche l’offerta ricettiva, i trasporti e l’organizzazione delle vacanze.
Secondo i dati raccolti dallo Schesir Respect My Nature Index, il 54% dei proprietari prevede di viaggiare con il proprio animale. Una quota che fotografa un cambiamento ormai strutturale nelle abitudini dei viaggiatori: per molti, partire significa includere anche il proprio cane o gatto, non trovare una soluzione alternativa per lasciarlo a casa.
L’Italia sembra avere caratteristiche particolarmente favorevoli. Il nostro Paese occupa infatti l’ottavo posto nella top 10 mondiale dei trasferimenti internazionali di animali domestici, secondo il Global Pet Travel Data Report 2026 citato nel monitoraggio. Al primo posto figurano gli Stati Uniti, seguiti da Regno Unito, Australia e Spagna.
Il dato va letto insieme a quello sull’offerta alberghiera. Un’analisi di PriceLabs sulle principali città italiane mostra infatti una presenza significativa di strutture che accettano animali domestici. La percentuale cambia sensibilmente da destinazione a destinazione, ma in alcune città arriva a sfiorare il 70%.
Rimini è la città italiana più pet friendly
È Rimini a guidare la classifica elaborata da PriceLabs. Il 68,14% degli hotel della città accetta animali domestici. Un risultato che porta Rimini nettamente davanti alle altre destinazioni analizzate.
Al secondo posto c’è Pesaro, dove la quota raggiunge il 59,22%, mentre il terzo posto è occupato da Arezzo con il 50,57%.
La classifica prosegue con Brescia, al 48,81%, e Mazara del Vallo, al 48,29%.
Seguono Caserta con il 47,07%, Viareggio con il 45,54%, Viterbo con il 45,49%, Parma con il 43,84% e Reggio di Calabria con il 43,41%.
| Posizione | Città | Hotel pet friendly |
|---|---|---|
| 1 | Rimini | 68,14% |
| 2 | Pesaro | 59,22% |
| 3 | Arezzo | 50,57% |
| 4 | Brescia | 48,81% |
| 5 | Mazara del Vallo | 48,29% |
| 6 | Caserta | 47,07% |
| 7 | Viareggio | 45,54% |
| 8 | Viterbo | 45,49% |
| 9 | Parma | 43,84% |
| 10 | Reggio di Calabria | 43,41% |
La metodologia di PriceLabs prende in considerazione esclusivamente gli hotel presenti nei dati disponibili su Booking.com e non comprende quindi case vacanza, appartamenti e altre forme di ricettività. I dati sono stati raccolti a giugno 2026.
Il pet travel cambia le scelte dei turisti
La crescente disponibilità delle strutture ricettive risponde a una domanda che sta assumendo dimensioni importanti. Secondo il monitoraggio Schesir, il 52% dei viaggiatori basa i propri programmi sulla possibilità di portare con sé il proprio animale, mentre il 58% afferma di preferire la compagnia del pet a quella di amici o familiari.
Il fenomeno produce effetti diretti anche sulle scelte alberghiere. Circa il 75% degli hotel, secondo i dati citati nel rapporto, ha adottato politiche di accoglienza degli animali domestici, comprendendo strutture di diverse categorie.
Non si tratta soltanto di una questione di marketing. Per il viaggiatore con animale al seguito, la possibilità di soggiornare in una determinata struttura può diventare un vero e proprio criterio di selezione della destinazione.
La pet friendliness, quindi, entra nel processo decisionale molto prima della prenotazione. La destinazione viene scelta anche sulla base della disponibilità di hotel, trasporti, spazi accessibili agli animali e servizi dedicati.
L’auto resta il mezzo preferito
Sul fronte dei trasporti, l’automobile continua a essere la soluzione più utilizzata. Il 64% dei proprietari la preferisce per gli spostamenti con il proprio animale, soprattutto per la maggiore flessibilità nella gestione delle soste, dell’alimentazione e delle esigenze fisiologiche.
La scelta del mezzo di trasporto è però solo una parte della preparazione. Un viaggio con un animale richiede infatti una pianificazione diversa rispetto a quella necessaria per un normale spostamento.
Nel caso dei viaggi internazionali entrano in gioco documentazione sanitaria, vaccinazioni, identificazione dell’animale e norme specifiche del Paese di destinazione. La situazione diventa ancora più complessa quando una famiglia viaggia con più animali.
Il Global Pet Travel Data Report 2026, basato su un campione di 41.114 trasferimenti, evidenzia una prevalenza dei cani, con oltre 30.000 trasferimenti, rispetto ai circa 15.000 dei gatti. La media è di 1,43 animali per nucleo familiare.
La differenza tra cani e gatti non è irrilevante dal punto di vista logistico. Le dimensioni dei trasportini, il coordinamento con i servizi cargo e i limiti di capienza degli aeromobili possono rendere più complesso il trasferimento degli animali di taglia maggiore.
Cresce anche il viaggio con i gatti
Se il viaggio con il cane è ormai un fenomeno consolidato, nel 2026 emerge anche un crescente interesse per gli spostamenti con i gatti.
Secondo i dati Google Trends citati da Schesir, le ricerche globali relative ai viaggi con i gatti sarebbero aumentate del 650% rispetto all’anno precedente.
Il dato non significa necessariamente che la stessa percentuale di gatti viaggi effettivamente con i propri proprietari, ma segnala una crescita dell’interesse verso un segmento che per lungo tempo è rimasto più marginale rispetto al dog travel.
Per i gatti, infatti, il viaggio presenta caratteristiche differenti. Il cambiamento dell’ambiente, dei rumori e delle routine può rappresentare una fonte di stress particolarmente significativa.
Come preparare il viaggio con un gatto
Gli esperti dello Schesir Respect My Nature Index raccomandano innanzitutto di abituare il gatto al trasportino con largo anticipo. Lasciarlo aperto in casa per alcune settimane, inserendo una coperta o un oggetto familiare, può contribuire a trasformarlo da elemento associato al viaggio a spazio conosciuto.
Prima della partenza è inoltre consigliabile evitare pasti abbondanti. Un’alimentazione leggera o un digiuno di alcune ore può ridurre il rischio di nausea durante il movimento, mentre l’acqua deve rimanere disponibile.
Per gli animali particolarmente stressabili vengono indicati anche prodotti a base di feromoni sintetici, da utilizzare secondo le indicazioni veterinarie.
Un’altra precauzione riguarda le soste. Un gatto non dovrebbe essere lasciato libero in aree di servizio, parcheggi o stazioni, dove rumori e ambienti sconosciuti aumentano il rischio di fuga.
Nel bagaglio devono trovare posto anche una piccola lettiera, tappetini assorbenti e oggetti che abbiano un odore familiare.
Viaggiare con il cane richiede altre precauzioni
Con i cani la gestione del viaggio è diversa, soprattutto quando si utilizza l’auto.
Una sosta ogni due ore circa permette all’animale di bere, fare i propri bisogni e muoversi. Il cane deve inoltre essere trasportato in condizioni di sicurezza, utilizzando sistemi adeguati come cintura omologata, trasportino o rete divisoria.
Un punto particolarmente importante durante i mesi estivi riguarda la temperatura. Il cane non deve essere lasciato solo in automobile, nemmeno per brevi periodi. L’abitacolo può raggiungere temperature molto elevate rapidamente, con conseguenze potenzialmente gravi.
Per i viaggi all’estero occorre inoltre verificare con anticipo la documentazione necessaria. Tra i documenti indicati figurano microchip, libretto sanitario, passaporto europeo per animali e vaccinazione antirabbica valida, fermo restando che i requisiti possono variare in funzione della destinazione.
Anche il kit di viaggio deve essere preparato in anticipo: acqua, ciotola, guinzaglio di riserva, sacchetti igienici e gli eventuali farmaci abitualmente utilizzati dall’animale sono tra gli elementi da avere a disposizione.
Un mercato turistico che chiede servizi
Il dato più interessante che emerge dai due studi non è soltanto la crescita del numero di persone che viaggiano con i propri animali. È il fatto che la presenza del pet sta diventando una variabile capace di influenzare destinazione, struttura ricettiva e modalità di trasporto.
L’ospitalità pet-friendly, quindi, non può essere ridotta alla semplice possibilità di entrare in hotel con un cane o un gatto. Per il turista diventa rilevante sapere quali servizi sono disponibili, quali sono le eventuali restrizioni, se sono previste tariffe aggiuntive, quali spazi possono essere utilizzati dall’animale e quali regole devono essere rispettate.
La classifica di PriceLabs mostra inoltre come il fenomeno non riguardi soltanto le grandi città turistiche. Rimini e Pesaro occupano le prime due posizioni, ma nella top 10 compaiono anche città d’arte, destinazioni dell’entroterra e località del Mezzogiorno.
Per il turismo italiano, questo significa che la pet friendliness può diventare un ulteriore elemento di competitività. La vacanza viene sempre più progettata considerando l’intero nucleo familiare. E, per una quota crescente di viaggiatori, quel nucleo comprende anche quattro zampe.


