L’attività eruttiva dell’Etna è tornata a farsi sentire con prepotenza nella Sicilia orientale, provocando ieri l’ennesima giornata di caos nei cieli dell’isola. La costante ed elevata emissione di cenere dalla zona sommitale del vulcano ha costretto la SAC, società di gestione dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, a decretare la sospensione dei voli in arrivo e a contingentare fortemente le partenze. Una misura di cautela indispensabile per la sicurezza dei voli, ma che ripropone con forza il tema della vulnerabilità dei trasporti isolani durante i fenomeni eruttivi. Oggi l’attività di atterraggio resta sospesa almeno fino alle 19, con arrivi bloccati e partenze che stanno invece lentamente riprendendo, consentite dalla pista 8. L’aeroporto suggerisce di controllare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
Il quadro vulcanologico e i disagi ai passeggeri
Le ultime rilevazioni dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo) confermano un’intensa attività esplosiva dal cratere Voragine, accompagnata da fontane di lava e da un imponente pennacchio di particolato vulcanico spinto dai venti verso sud-ovest. L’emissione ha spinto le autorità aeronautiche a mantenere l’allerta VONA Rosso.
Le polveri sottili e i granuli silicei presenti in quota costituiscono un serio pericolo per gli aeromobili: possono infatti causare il danneggiamento dei reattori in volo e compromettere l’aderenza e la visibilità sulle piste. Di conseguenza, decine di voli sono stati cancellati o dirottati su scali alternativi, scatenando disagi e lunghe attese per centinaia di viaggiatori nei terminal.
La denuncia del Codacons: “Basta inseguire l’emergenza”
Sulla complessa situazione è intervenuto il Codacons, sottolineando come il susseguirsi di blocchi operativi richieda una svolta radicale da parte delle istituzioni regionali e nazionali. L’associazione dei consumatori osserva che le eruzioni dell’Etna, per quanto imprevedibili nel momento esatto del loro manifestarsi, costituiscono un fenomeno naturale ciclico con cui il territorio convive da sempre, e che pertanto non può più essere gestito con soluzioni dell’ultimo minuto.
“La sicurezza viene prima di tutto e le limitazioni disposte dalle autorità competenti non sono in discussione – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons – ma proprio perché l’Etna è un vulcano attivo e questi fenomeni possono ripetersi, non possiamo inseguire ogni eruzione come se fosse un’emergenza imprevista”.
La proposta: un piano strategico permanente tra Catania e Comiso
Il Codacons ha quindi rivolto un appello formale alla Regione Siciliana, all’ENAC, alla SAC e a tutti gli attori della mobilità affinché venga predisposto un piano permanente e coordinato tra lo scalo di Catania e quello di Comiso (“Pio La Torre”). L’obiettivo è stabilire procedure chiare e codificate da attivare automaticamente in presenza di cenere vulcanica, evitando l’incertezza che solitamente attanaglia i passeggeri.
A sostegno di questa proposta, Tanasi richiama anche la propria esperienza diretta maturata in passato all’interno del Consiglio di amministrazione della SOACO S.p.A. (società gestrice dello scalo ragusano):
“Conosco bene le potenzialità dello scalo di Comiso e proprio questa esperienza mi porta a ritenere che possa essere valorizzato maggiormente all’interno di una strategia stabile e coordinata con Catania, soprattutto nelle emergenze legate all’attività dell’Etna”.
Informazione tempestiva, collegamenti terrestri e tutele
Secondo l’associazione di tutela dei consumatori, il piano integrato dovrebbe basarsi su pilastri ben precisi:
- Informazione tempestiva e trasparente: Garantire ai passeggeri comunicazioni immediate su cancellazioni, riprogrammazioni o dirottamenti. “Un viaggiatore deve poter sapere rapidamente quali alternative vengono messe a sua disposizione. L’incertezza non può diventare una componente ordinaria del viaggio”, sottolinea il Codacons.
- Coordinamento dei trasporti via terra: Attivare tempestivamente navette e collegamenti terrestri potenziati (bus e treni) tra gli aeroporti di Catania e Comiso e le principali città siciliane per facilitare il trasferimento dei passeggeri dirottati.
- Procedure snelle di assistenza e riprotezione: Organizzare la gestione delle coincidenze e dei bagagli in modo sinergico tra SAC e SOACO.
Verso una convivenza organizzata con il vulcano
“Non chiediamo l’impossibile e certamente non chiediamo di volare quando le condizioni di sicurezza non lo consentono”, conclude Francesco Tanasi. La sfida per la Sicilia orientale non è fermare la forza della natura, ma dotarsi finalmente di un sistema di trasporti maturo e resiliente, in cui Catania e Comiso agiscano come due elementi di un’unica rete integrata capaci di tutelare la mobilità e i diritti dei viaggiatori.


