Perché Google sta spendendo 10 milioni per email e dati interni di Spirit Airlines e cosa implica per il turismo

spirit airlines google

In un settore in profonda trasformazione tecnologica come quello dei viaggi, la notizia dell’imminente passaggio di dati da una compagnia aerea in bancarotta a un gigante del tech non può passare inosservata, anche se è successa nel weekend di Ferragosto. Google ha infatti presentato l’offerta vincente, pari a 10 milioni di dollari, per acquisire il prezioso patrimonio di dati aziendali della ormai ex compagnia aerea Spirit Airlines, che ha cessato le operazioni a maggio scorso.

A rivelare i dettagli dell’operazione è la testata specializzata PhocusWire, che in un articolo di Abby Crotty ha analizzato l’istanza presentata al tribunale fallimentare lo scorso 14 agosto. L’accordo, se approvato definitivamente, trasferirà nelle mani di Google un vero e proprio “tesoro tecnologico”: email dei dipendenti, chat, dati sui sistemi finanziari e contabili, operazioni di volo, analytics del sito web, dati sulle entrate e quelli legati al programma di fidelizzazione.

Come dichiarato da un portavoce di Google a PhocusWire, l’obiettivo principale è l’addestramento dell’intelligenza artificiale: “Abbiamo acquisito una parte del dataset aziendale di Spirit Airlines, che può essere utile per migliorare i nostri prodotti e i nostri modelli di AI”. Il portavoce ha inoltre rassicurato sul fronte della privacy, garantendo che i dati verranno preventivamente depurati da una terza parte da qualsiasi elemento riconducibile ai singoli consumatori o agli ex dipendenti di Spirit Airlines.

Nonostante le rassicurazioni sull’anonimizzazione dei dati (fondamentale per l’assegnazione dell’asta, dove persino l’offerta alternativa di Mercor da 7,5 milioni di dollari è stata superata proprio sulla gestione delle clausole di riservatezza), le preoccupazioni sono state espresse dall’associazione degli assistenti di volo (Association of Flight Attendants-CWA) che ha già presentato un’obiezione presso la corte fallimentare, temendo che la conservazione dell’integrità referenziale dei dati possa consentire, incrociando le informazioni, la ricostruzione dell’identità di singoli individui o gruppi ristretti.

Dovremmo però evitare la narrazione da social secondo cui Google vorrebbe leggere le mail dei dipendenti di una compagnia aerea fallita e cercare piuttosto di capire cosa significa concretamente questo passaggio di consegne di big data per l’industria del travel.

Un’opportunità unica per addestrare i modelli LLM nel Travel

Fino ad oggi, i grandi modelli linguistici (LLM) hanno dimostrato eccellenti capacità nel codice o nella matematica grazie all’abbondanza di informazioni pubbliche, ma hanno mostrato limiti, le famose “allucinazioni”, proprio nei settori dominati da dataset proprietari, come l’aviazione. Le informazioni di Spirit rappresentano quindi una risorsa rara per “radicare” l’intelligenza artificiale sui dati reali di operatività quotidiana durata anni, dal boom delle low cost fino alla gestione della crisi recente.

Verso l’era delle “prenotazioni agentiche” e della logistica avanzata

Il valore di questi dati storici potrebbe rivelarsi determinante nello sviluppo della nuova frontiera del turismo digitale, vale a dire le prenotazioni agentiche dove gli assistenti AI gestiranno in autonomia l’intero processo di viaggio per conto dell’utente.

Sperimentazioni di questo tipo sono già in corso negli Stati Uniti, e accedere a dati storici su prezzi, curve di prenotazione, rimborsi e gestione dei disservizi aiuterà l’AI di Google a comprendere meglio come si comporta una tariffa o un itinerario nell’intero ciclo di post-vendita. Inoltre, tali pattern operativi potrebbero rafforzare le soluzioni B2B di Google Cloud dedicate al mondo dell’aviazione.

Quale futuro per l’ecosistema Travel?

Se da un lato l’operazione conferma quanto i dati reali delle operazioni aeree siano il nuovo “petrolio” per l’addestramento delle intelligenze artificiali, dall’altro mostra come i grandi colossi tecnologici stiano consolidando il proprio vantaggio competitivo. La vera notizia non è solo che Google si sia aggiudicata il patrimonio informativo di Spirit Airlines, ma la misura esatta del suo valore di mercato: 10 milioni di dollari per i dati di una singola compagnia aerea, per giunta regionalmente circoscritta in un mercato in crisi, quello delle low cost.

Questo dato economico mette a nudo due realtà fondamentali per il futuro del Travel:

  • Un fossato competitivo incolmabile: inserire una overview integrale su processi aziendali, pricing storici, flussi operativi e scambi interni dentro i propri LLM significa dare all’intelligenza artificiale di Mountain View una comprensione sistemica che nessun altro player tecnologico potrà mai replicare da zero se non con operazioni simili, ma non è escluso che altre accadano in futuro. L’acquisto dei dati di Spirit non fa che cementare una posizione di vantaggio strutturale nel momento esatto in cui ci avviamo verso l’era delle prenotazioni agentiche.
  • Il valore di ciò che cediamo gratis: il paradosso più stridente emerge proprio da quella cifra. Se la corrispondenza e i dati storici di una sola compagnia valgono 10 milioni di dollari a una liquidazione giudiziaria, proviamo a fermarci un secondo e a fare una proporzione: qual è il valore astronomico dei dati che l’intera filiera del turismo, dalle OTA agli hotel, dalle aerolinee ai singoli viaggiatori, ha regalato e continua a regalare ogni giorno a Big Tech a costo zero?

Anni di ricerche di volo, e-mail di conferma scansionate nei server di posta, tracciamenti di navigazione e dati di geolocalizzazione sono stati forniti gratuitamente per alimentarne gli algoritmi. Oggi scopriamo semplicemente il prezzo di listino di ciò che abbiamo sempre ceduto gratis: la consapevolezza che, nella corsa all’AI generativa, chi possiede la memoria storica del settore non si limiterà a distribuire il turismo del futuro, ma finirà inevitabilmente per disegnarne le regole..

Autore

  • domenico palladino

    Domenico Palladino è editore, consulente marketing e formatore nei settori del turismo e degli eventi. Dal 2019 è direttore editoriale di qualitytravel.it, web magazine b2b sulla travel & event industry.
    Gestisce inoltre i progetti editoriali di extralberghiero.it, dedicato agli operatori degli affitti brevi, storytravel.org, sul turismo cinematografico, e cicloturismo360.it, per gli amanti del turismo su due ruote.

    Laureato in economia aziendale in Bocconi, giornalista dal 2001, ha oltre 15 anni di esperienza nel settore. Dal 2009 al 2015 è stato web project manager dei magazine TTG Italia ed Event Report e delle fiere collegate TTG e BTC. Dal 2015 al 2019 è stato direttore di webitmag.it, online magazine di Fiera Milano Media su turismo e tecnologia. Ha pubblicato per Hoepli il manuale "Digital Marketing Extra Alberghiero" (2019) e ha gestito l'ufficio stampa di diverse associazioni ed eventi di settore.

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