La trasformazione digitale entra nei borghi italiani e può diventare uno degli strumenti per rafforzarne l’attrattività turistica. È il caso di San Leo, nel territorio della provincia di Rimini e tra i “Borghi più belli d’Italia”, dove la disponibilità della rete in fibra ottica FTTH realizzata da Open Fiber viene indicata come elemento abilitante per nuovi modelli di ospitalità e per attività legate al lavoro da remoto.
Il caso di San Leo si inserisce in un tema più ampio che riguarda le aree interne italiane. Territori caratterizzati da un patrimonio storico, culturale e ambientale significativo, ma spesso alle prese con spopolamento, invecchiamento della popolazione e una minore disponibilità di servizi rispetto ai grandi centri urbani. La digitalizzazione può contribuire a ridurre almeno una parte di questo divario, creando condizioni più favorevoli per residenti, imprese e visitatori.
A San Leo circa 1.700 unità immobiliari raggiunte dalla FTTH
Nel borgo la rete FTTH raggiunge circa 1.700 unità immobiliari. L’infrastruttura ha consentito di collegare edifici storici, strutture ricettive, musei, servizi pubblici e sistemi di videosorveglianza, portando la connettività ultraveloce anche all’interno di un contesto caratterizzato da edifici storici e da un patrimonio architettonico particolarmente rilevante.
Il progetto viene presentato da Open Fiber come un esempio di come la connettività possa accompagnare la valorizzazione turistica dei piccoli centri. L’obiettivo non è soltanto offrire una connessione più veloce ai visitatori, ma creare le condizioni infrastrutturali per sviluppare servizi e modelli di ospitalità più adatti alle esigenze di una domanda turistica che utilizza sempre più intensamente strumenti digitali.
Tra le iniziative citate c’è San Leo Albergo Diffuso, progetto che punta a recuperare e valorizzare abitazioni ed edifici esistenti nel centro storico, trasformandoli in una forma di ospitalità distribuita e integrata con il territorio.
Il modello dell’albergo diffuso consente infatti di utilizzare immobili già presenti nei borghi, evitando di concentrare l’offerta ricettiva in un’unica struttura. In questo scenario, la connettività diventa una delle infrastrutture necessarie per rendere gli alloggi compatibili anche con una clientela che non cerca soltanto una vacanza, ma ha bisogno di continuare a lavorare o studiare durante il soggiorno.
Il turismo incontra il lavoro da remoto
È proprio questo uno degli aspetti sottolineati da Francesca Berardi, imprenditrice e promotrice di San Leo Albergo Diffuso. La disponibilità della fibra FTTH viene considerata un elemento in grado di rendere il borgo più interessante per una clientela business e per chi svolge attività professionali a distanza.
Una connessione stabile e ultraveloce può infatti incidere sulla scelta della destinazione da parte di smart worker, professionisti e lavoratori da remoto, ampliando il potenziale bacino di domanda rispetto al turismo tradizionale.
Il tema è particolarmente rilevante per le aree interne, dove l’offerta turistica può essere integrata con nuove forme di residenzialità temporanea e di permanenza prolungata. Non si tratta quindi soltanto di attrarre il turista per pochi giorni, ma di creare le condizioni perché un borgo possa essere scelto anche da chi ha bisogno di conciliare soggiorno e attività professionale.
Il sindaco di San Leo, Leonardo Bindi, sottolinea inoltre come la fibra abbia permesso di digitalizzare gli edifici storici e di garantire la connessione sia ai residenti sia ai turisti, arrivando a definire San Leo una “piccola smart city”.
La digitalizzazione come risposta alle fragilità delle aree interne
Il caso di San Leo assume un significato più ampio se inserito nel contesto delle politiche per le aree interne. Secondo il documento di Open Fiber, oltre l’80% dei comuni appartenenti a queste aree potrebbe continuare a perdere popolazione nei prossimi decenni. Tra i fattori indicati figurano la carenza di servizi, le minori opportunità occupazionali e il divario infrastrutturale, elementi che contribuiscono soprattutto allo spostamento dei giovani verso i centri urbani maggiormente sviluppati.
La Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) considera questi territori una componente prioritaria delle politiche di coesione e sviluppo territoriale. In questo quadro, il rafforzamento dei servizi, dell’occupazione locale e del turismo sostenibile viene indicato tra gli strumenti per contrastare il progressivo indebolimento del tessuto economico e sociale.
La banda ultralarga assume quindi una funzione che va oltre la semplice infrastruttura tecnologica. Una rete veloce può favorire l’accesso ai servizi digitali, sostenere le attività economiche e rendere più agevole il lavoro a distanza. Per le destinazioni turistiche può inoltre rappresentare un requisito sempre più importante per competere con località urbane e destinazioni già dotate di infrastrutture digitali avanzate.
Nei borghi cresce la copertura FTTH
Il processo di digitalizzazione dei piccoli centri sembra aver registrato una forte accelerazione negli ultimi anni. Il documento cita uno studio Deloitte realizzato con l’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, secondo il quale nel 2025 il 92% dei borghi appartenenti all’associazione risultava coperto da reti FTTH.
La percentuale era del 64% nel 2022 e del 46% nel 2021. Il dato evidenzia quindi una crescita significativa della disponibilità di reti in fibra nei borghi e una progressiva riduzione del divario digitale tra aree urbane e territori rurali.
La conseguenza potenziale riguarda non soltanto il turismo. Una maggiore connettività può contribuire a rendere questi territori più interessanti anche per residenti, lavoratori da remoto, professionisti e nuove iniziative imprenditoriali.
Dalla connessione all’attrattività turistica
Il caso di San Leo mostra quindi come la connettività possa diventare una componente della strategia di sviluppo di un borgo. La fibra, da sola, non crea un prodotto turistico e non risolve i problemi strutturali delle aree interne. Può però fornire una delle infrastrutture necessarie per costruire nuovi servizi e modelli di ospitalità.
L’esperienza di San Leo Albergo Diffuso va in questa direzione: utilizzare il patrimonio edilizio esistente e integrarlo con una rete digitale capace di rispondere alle esigenze di una domanda turistica sempre più connessa.
Per i borghi italiani la sfida è quindi combinare patrimonio, ospitalità, servizi e infrastrutture. La digitalizzazione non sostituisce l’identità del territorio, ma può contribuire a renderla più accessibile e competitiva, sostenendo al tempo stesso forme di turismo diverse da quelle tradizionali.

