Settembre è il mese dei bilanci per le strutture ricettive. Tra le voci su cui si può intervenire subito c’è la linea cortesia: come si scelgono sapone, shampoo e doccia quando le camere da rifare ogni giorno sono decine, secondo Kitcortesia, che le rifornisce.
Fine agosto, magazzino di un albergo sul mare. Sugli scaffali ci sono tre linee cortesia diverse: quella comprata a marzo per l’apertura, quella arrivata a giugno quando la prima era finita prima del previsto, e un cartone di flaconcini di un’altra marca ancora, presi d’urgenza sotto Ferragosto perché il fornitore abituale era chiuso. La governante ha segnalato cosa manca, ma chi deve preparare l’ordine per settembre non sa da quale delle tre ripartire.
È una scena che chi rifornisce gli alberghi conosce bene: «A settembre ci arrivano richieste con tre codici diversi per lo stesso prodotto, perché durante la stagione si è comprato dove capitava», raccontano da kitcortesia.it, azienda italiana che fornisce linee cortesia a hotel, resort e strutture ad alta rotazione e che sulla categoria sapone, shampoo e doccia ha fatto una scelta netta prima di altri: linee complete, sempre uguali, con quantità calibrate sui volumi di un albergo e non su quelli di una casa. Una scelta che il resto del comparto ha iniziato a seguire solo di recente.
Il momento per ragionarci è questo. Secondo l’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo, a luglio le presenze nelle strutture ricettive italiane sono cresciute del 4,4% sullo stesso mese del 2025, oltre quattro milioni di pernottamenti in più, con l’extralberghiero a +6,7% e gli alberghi a +2,5%. Più ospiti vuol dire più camere rifatte, più kit aperti, più prodotto buttato. La linea cortesia pesa poco sul bilancio di una struttura, però è una delle rare voci su cui si può cambiare rotta in poche settimane, senza cantieri e senza investimenti.
Boutique hotel e grandi alberghi scelgono la linea cortesia con criteri opposti
In un boutique hotel la linea cortesia è un pezzo di identità: si sceglie il profumo, si cura il flacone, si racconta chi lo produce. Quando le camere sono duecento e l’occupazione supera il settanta per cento, il ragionamento cambia. Contano i secondi che il personale impiega a riassettare il bagno e la certezza che ogni camera abbia esattamente la stessa dotazione. Un albergo da cento camere con un’occupazione media del 70% consuma oltre 25.000 kit in un anno. A quei numeri un formato scomodo da riporre, o un flacone che rotola nel carrello, diventa un costo vero, misurabile in ore di lavoro.
Il kit standard nasce da qui, ed è la regola su cui Kitcortesia ha costruito il proprio catalogo: stessa dotazione per ogni camera di una categoria, stesso posto nel carrello, stesso riordino ogni volta. Sembra ovvio. In molte strutture, però, la dotazione cambia in base a chi ha fatto l’ordine e a cosa c’era disponibile in quel momento, e la cameriera ai piani se ne accorge prima del direttore.
Quello che l’ospite non sceglie
C’è un aspetto che nelle valutazioni di acquisto passa spesso in secondo piano. In camera l’ospite trova un prodotto cosmetico che non ha scelto e che userà comunque, in doccia, magari dopo una giornata di sole. Se la formula è aggressiva o la profumazione troppo marcata se ne accorge, e lo scrive nella recensione. «La struttura si prende una responsabilità al posto dell’ospite, quindi la formula deve reggere su migliaia di pelli diverse senza far parlare di sé», è il criterio con cui il Reparto Commerciale di Kitcortesia seleziona le linee che mette a catalogo: formulazioni delicate, adatte anche a pelli sensibili, con una fragranza riconoscibile senza essere invadente. Etichetta completa, elenco degli ingredienti, numero di lotto e data di scadenza sono obblighi del regolamento cosmetici europeo che ricadono sul produttore. Tanto vale però controllare che il fornitore li rispetti prima di doverlo fare davanti a un reclamo.
Il prezzo del flacone non dice niente
Chi confronta i fornitori sul costo del singolo pezzo si perde la parte più grossa del conto. Il numero utile è il costo per presenza: quanto spende la struttura in linea cortesia per ogni notte venduta, compreso il prodotto aperto e buttato a metà e le dotazioni sostituite per un cambio camera anticipato. Un flacone più economico che va rimpiazzato più spesso, o che produce più rifiuti da smaltire ogni mattina, costa di più di quanto dica il listino. È il calcolo che Kitcortesia chiede di fare alle strutture prima di proporre una linea, e che ha spinto l’azienda verso riordini a cadenza fissa, sempre uguali, al posto degli acquisti a rincorsa come nel magazzino da cui siamo partiti. Sono dati che ogni struttura può ricavare in un paio di settimane, con un foglio di calcolo e una chiacchierata con l’housekeeping.
Da qui a primavera c’è tempo. Il percorso più sensato passa da un inventario di quello che è rimasto in magazzino, dalla scelta di un formato unico per categoria di camera e da una prova della linea nuova su un piano solo, prima di cambiare tutto. Le recensioni di ottobre diranno se la strada è quella giusta.

